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La prima ricostruzione dell’Uomo di Denisova

settembre 30, 2019
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(Maayan Harel)

Un nuovo metodo di analisi del DNA ha ricostruito per la prima volta l’aspetto fisico di una ragazza di Denisova, vissuta in Siberia 75.000 anni fa. Secondo gli scienziati, i Denisova assomigliavano ai Neanderthal, ma avevano teste ancora più larghe e mascelle più sporgenti. Il misterioso Uomo di Denisova, scoperto nel 2010, è una specie o sottospecie estinta del genere Homo.

(Maayan Harel)

«Ci aspettavamo che assomigliassero di più ai Neanderthal che ai Sapiens, e questo è ciò che abbiamo scoperto», ha dichiarato Liran Carmel, biologo computazionale dell’Università Ebraica di Gerusalemme. «La cosa più affascinante è vedere le differenze tra l’Uomo di Denisova e le altre specie umane, capire come si adattarono al loro ambiente e quale ruolo hanno i loro geni nelle popolazioni moderne». Si pensa che i Denisova abbiano vissuto in gran parte dell’Asia decine di migliaia di anni fa, ma finora non si sapeva quasi nulla del loro aspetto. Sono stati scoperti nel 2010 grazie a un frammento osseo nella grotta di Denisova, nelle montagne Altai in Siberia. Da allora sono stati trovati tre denti in quella caverna e un osso mascellare in Cina. I test genetici dimostrano che i Denisova fossero parenti stretti dei Neanderthal, e che i nostri antenati si incrociarono con loro in varie occasioni, forse fino a 15.000 anni fa. Queste unioni hanno lasciato nei moderni melanesiani e negli indigeni australiani fino al 6% di DNA di Denisova. Quantità minori sono state trovate negli asiatici orientali, nei nativi americani e nei polinesiani.

Carmel e il suo collega David Gokhman hanno escogitato un approccio ingegnoso per dedurre l’aspetto dei Denisova. Hanno innanzitutto creato delle mappe di metilazione del DNA nei Denisova, Neanderthal e Sapiens. La metilazione è un processo naturale nel quale i geni vengono associati a un marcatore chimico, che ne aumenta o diminuisce l’attività. Confrontando le mappe, i ricercatori hanno scoperto quali geni dei Denisova fossero particolarmente diversi rispetto ai Neanderthal e ai Sapiens. Alcuni di questi, se mancanti o difettosi, causano specifici cambiamenti anatomici. Consultando l’enorme database dell’Ontologia del Fenotipo Umano (HPO) – che comprende quali geni causano problemi scheletrici – Gokhman e Carmel hanno identificato 56 caratteristiche anatomiche di Denisova diversi dai Neanderthal e dai Sapiens, 34 delle quali sono del cranio. Il metodo non può fornire misurazioni esatte. «Possiamo dire che i Denisova avessero dita più lunghe rispetto a noi, ma non possiamo dire se di 2 millimetri in più», spiega Carmel.

(The Guardian Graphic)

L’analisi pubblicata sulla rivista Cell mostra come i Denisova avessero una fronte bassa, un’ampia cassa toracica e bacini larghi come nei Neanderthal. I loro visi erano però più larghi e le arcate dentali (le mascelle) più lunghe, dando spazio a denti più grandi. «Forse la cosa più sorprendente sono stati i loro crani super larghi, più dei nostri e dei Neanderthal, che già avevano teste grosse», ha detto Gokhman. La scoperta fa pensare che un misterioso teschio umano, recentemente scoperto in Cina a Xuchang, appartenesse a un Denisova. La tecnologia non è ancora abbastanza avanzata da fornire misurazioni più accurate, ma ciò potrebbe accadere in futuro: «Tutte queste informazioni sono nel nostro DNA, dobbiamo solo imparare a leggerle», ha affermato Gokhman. «Data la velocità con cui la genetica si sta evolvendo, non credo che ci vorrà molto tempo». David Reich, famoso genetista di Harvard specializzato nel DNA antico, ha dichiarato: «È uno studio estremamente originale ed emozionante, straordinario non solo per quanto riguarda i risultati, ma anche per l’intero approccio». Alla domanda se un giorno il DNA potrebbe aiutare la polizia a ricostruire i volti delle persone ricercate, Gokhman ha risposto: «Sarebbe fantastico, ma siamo ancora lontani. Il nostro approccio è verso quella direzione, ma per ora abbiamo fatto solo un passo».

La mandibola di Xiahe, scoperta nella grotta di Baishiya in Tibet, apparteneva a un Denisova (Jean-Jacques Hublin/MPI-EVA, Leipzig)

Ricostruzione del cranio (Cell, Elsevier Inc.)

Ricostruzione dello scheletro (Cell, Elsevier Inc.)

Il modello 3D (Maayan Harel)

Cell

The Guardian

Nature

Science

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