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Scoperto un cimitero germanico in Polonia

dicembre 21, 2018

Umboni e punte di lance scoperte nelle tre tombe (Dariusz de Lorm / Tempelburg)

Un cercatore di palchi di cervi (le “corna”) ha trovato casualmente tre tombe germaniche in una foresta vicino a Gorzów Wielkopolski, nella Polonia occidentale. Contenevano armi, fibule, ma anche l’incisione di una svastica e una spada piegata ritualmente. «Credo che abbiamo scoperto un enorme cimitero, grande forse diversi ettari, risalente ai primi secoli della nostra era», ha dichiarato l’archeologo polacco Krzysztof Socha.

(Krzysztof Socha / Kostrzyn Fortress Museum)

Tempesta violenta

Lo scorso aprile, un uomo aveva trovato per caso delle armi antiche, tra cui l’umbone (la parte centrale) e l’impugnatura di uno scudo, una punta di lancia e un coltello. Erano tra le radici di un albero sradicato nel 2017 dalla tempesta ‘Xavier’. «La natura ha rivelato un segreto dopo quasi 2.000 anni», racconta Krzysztof Socha, direttore degli scavi. «A novembre abbiamo condotto un’indagine archeologica e abbiamo scoperto un cimitero in funzione dalla metà del I secolo d.C. fino all’inizio del III. Crediamo che il cimitero sia stato utilizzato dalle tribù germaniche stabilitesi nel bacino dell’Elba. Il rito di depositare le armi nelle tombe è stato preso dai Vandali della cultura Przeworsk».

Goti e Vandali

Finora sono state scavate tre tombe complete, che probabilmente appartenevano a dei guerrieri perché contenevano armi. Gli archeologi hanno scoperto dozzine di manufatti in bronzo e ferro, tra cui una spada che sarebbe stata piegata durante la cerimonia funebre, oltre a ceramiche, fibule, fibbie e altri ornamenti. «Qui le influenze di Goti e Vandali si scontrarono con le influenze delle tribù dell’Elba», dice l’archeologo polacco. Le tombe conservavano i resti delle ossa bruciate: in una, erano dentro un’urna di ceramica; nelle altre due furono versati in fosse scavate nel terreno.

Il ritrovamento di un umbone di scudo, con una protuberanza centrale (Dariusz de Lorm / Tempelburg)

(Krzysztof Socha/Muzeum Twierdzy Kostrzyn)

(Krzysztof Socha / Kostrzyn Fortress Museum)

La spada piegata ritualmente (Krzysztof Socha / Kostrzyn Fortress Museum)

(Tempelburg Stowarzyszenie Historyczno – Kulturalne)

Guerrieri e non

Gli artefatti disseminati appena sotto la superficie indicano che vi erano molte altre sepolture. Purtroppo la necropoli è stata in gran parte distrutta dalla foresta piantata 47 anni fa e dall’attività agricola precedente: «Abbiamo registrato tracce di arature molto profonde che potrebbero aver degradato le sepolture», dice Socha. «Mentre le prime tre tombe complete contenevano armi, stiamo anche trovando fibbie, spille e altre decorazioni nell’area. Questo dimostra che il cimitero apparteneva a tutta la comunità, e ospitava probabilmente donne, uomini e bambini».

Una svastica

Riguardo al reperto con una svastica incisa, Socha spiega: «È un simbolo religioso presente in molte culture e religioni del mondo. La svastica come simbolo del Sole o del fuoco è stata conosciuta per molto tempo, soprattutto in Estremo Oriente. Era un simbolo che rappresentava le dee e quindi la fertilità». L’esatta ubicazione del sito non è stata rivelata per prevenire saccheggi. Lo scopritore aveva informato alcuni appassionati di storia locale, i quali contattarono Krzysztof Socha, che a sua volta avvisò il conservatore del museo della Fortezza di Kostrzyn. Qui, l’anno prossimo, è prevista una mostra dei reperti rinvenuti. Le indagini archeologiche proseguiranno nel 2019.

Il reperto col segno della svastica (Krzysztof Socha / Kostrzyn Fortress Museum)

Una fibbia con ornamenti (Dariusz de Lorm / Tempelburg)

(Dariusz de Lorm/Stowarzyszenie Tempelburg)

(Krzysztof Socha/Muzeum Twierdzy Kostrzyn)

(Tempelburg Stowarzyszenie Historyczno – Kulturalne)

(Tempelburg Stowarzyszenie Historyczno – Kulturalne)

(Krzysztof Socha/Muzeum Twierdzy Kostrzyn)

(Jakub Pikulik)

La ricerca archeologica preliminare è stata possibile grazie al coinvolgimento dell’associazione storico-culturale Tempelburg (Dariusz de Lorm / Tempelburg)

(Dariusz de Lorm/Stowarzyszenie Tempelburg)

(Dariusz de Lorm/Stowarzyszenie Tempelburg)

Science in Poland

National Geographic

Associazione Tempelburg

Gazeta Lubuska

2 commenti leave one →
  1. Diecimila Piatti dall'Italia permalink
    gennaio 1, 2019 12:10 pm

    già avevo notato che il simbolo della svastica, è tipico degli etruschi 4°sec ac e quindi è una sede per testare la presenza del DNA, ma qui rinnovo l’interesse per altri articoli riferiti a Stone Enge, i monoliti di Carnac e numerosi Menir sparsi dalle Alpi agli insubri di Golasecca. Il punto rimane l’interesse per la ricerca dei DNA, dato che spesso si trovano resti fossili sotto i menhir, dunque se i monoliti sono segnacoli di tombe, occorre una ricerca sistematica del Dna di queste tombe per mappare l’estensione delle popolazioni esistite.
    Noto che un ricercatore di Golasecca (Ticino) trovò suppellettili con incisioni i scrittura lineare B (tipo Cretese), per cui si potevano trovare i DNA egei e quindi la storia delle navigazioni dal mediterraneo alla svizzera e baltico. Ancora per l’interesse sul Dna preistorico, chiedo se ci sono tracce della presenza Vikinga in groenlandia e nuova scozia, documentata storicamente (senza Dna) fino al San Lorenzo, Ma non basta, cerco studi sul Dna degli incas, perchè la storia dice che i fenici giunsero a Recife, e poi risalirono fino alle ande, per cui nacque tra gli incas la cultura del bronzo sulle ande, quando gli Atzechi erano arrivati solo al rame. L’archeologia è un campo inestimabile per chi la cerca.

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    • gennaio 2, 2019 10:21 pm

      Mamma mia quante cose! Io mi permetto di risponderti, e scusami se ti sembrerò banale, preliminarmente sulla domanda ” chiedo se ci sono tracce della presenza Vikinga in groenlandia e nuova scozia”. Le ricerche sul Dna dei vichinghi, cioè Norvegesi diventati prima islandesi e poi migrati in Groenlandia, oramai ce ne sono parecchie. Sotto la direzione di Jette Arneborg del Museo di Copenhagen, Neil Lynnerup, antropologo forense, Jan Heinemeier, Erle Nelson, fisici, analisti degli isotopi nei resti umani, hanno compiuto le analisi più interessanti. Il Dna trovato nei cimiteri Groenlandesi é Norreno. Naturalmente questo risultato era atteso perché di resti archeologici ce ne sono svariate tonnellate su tutta la costa occidentale della Groenlandia. Si è aperta una polemica, direi che è la norma, tra l’Arneborg e ricercatori Norvegesi; la prima afferma che nel Dna groenlandese c’è molto Dna celtico, i secondi lo negano. Personalmente, per stima, penso che l’Arneborg abbia ragione, ma con la stima … non ci fa nulla. Questi ricercatori comunque hanno scoperto anche cosa mangiavano nelle diverse epoche i coloni Norreni.
      In Nuova Scozia, Canada e Terranova non è stato trovato Dna Norreno e neanche tra gli Algonchini, Dorset e Inuit. Però, che i Norreni siano arrivati a Terranova non può essere più negato, per le tracce che hanno lasciato, oltre i racconti per il valore che possono avere.
      Il simbolo della svastica non é tipico degli Etruschi ma di tantissimi popoli, e poi non capisco dove vuoi andare a cercare il Dna. Considera che la composizione di un popolo non é mai omogenea, ma fatta di componenti statistiche.
      “la storia dice che i fenici giunsero a Recife, e poi risalirono fino alle Ande” ? ma quali storie leggi? Per carità …Inoltre, sulla cordigliera Messicana non c’é stagno, per cui niente bronzo, mentre sulle Ande c’è e quindi c’é anche il bronzo; Il rame invece é diffuso sia in Messico che sulle Ande.

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