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La lapide Romana di Arellia Argolis

dicembre 11, 2018

(Bernarda Filipič Jesenko Archive of IPCHS)

Un pescatore ha casualmente scoperto la lapide di una giovane ragazza Romana vicino alla città slovena di Kranj, l’antica Carnium. Jure Meden stava pescando nel fiume Sava quando si è imbattuto in un blocco di pietra rettangolare. L’iscrizione riporta i nomi di Arellia Argolis, morta a soli 12 anni, e di suo padre Arellius Iucundus, che nel I o II secolo d.C. commissionò la pietra tombale per sua figlia.

(Primož Pičulin)

La pietra giaceva nel fiume a un metro di profondità. «Il lato con l’iscrizione è stato trovato verso l’alto ma, siccome si è perfettamente conservato, per tutto questo tempo deve essere rimasto nell’acqua verso il basso, mentre il lato posteriore è piuttosto logoro. Crediamo che la pietra sia stata spostata dalla corrente del fiume alla fine di ottobre, quando la Sava è cresciuta a causa delle piogge torrenziali», spiega Judita Lux, dell’Istituto per la protezione dei beni culturali della Slovenia. «La lapide era stata eretta in memoria di Arellia Argolis, morta dodicenne, da parte di suo padre Arellius Iucundus. Entrambi, padre e figlia, erano degli schiavi liberati», ha aggiunto l’archeologa Anja Ragolič, che ha tradotto l’iscrizione.

Le pietre tombali romane non sono rare in Slovenia, ma questa è la prima mai trovata a Kranj. «Non sappiamo da dove provenga la lapide, non conosciamo alcuna necropoli romana a monte», ammette Lux. Kranj conserva tracce di insediamenti dell’Età del bronzo, del ferro e sepolture celtiche, ma i cimiteri della città Romana di Carnium non sono mai stati individuati. Sulla sommità della pietra rimane ancora un buco, segno che probabilmente era montata una statuetta. La pietra è in condizioni abbastanza buone considerando che ha trascorso secoli sott’acqua. I vigili del fuoco l’hanno rimossa due giorni dopo la scoperta, e ora si trova al Centro di restauro dell’Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti, a Lubiana, per la conservazione e ulteriori studi.

(Bernarda Filipič Jesenko Archive of IPCHS)

(Bernarda Filipič Jesenko Archive of IPCHS)

(Bernarda Filipič Jesenko Archive of IPCHS)

(Judita Lux Archive of IPCHS)

(Bernarda Filipič Jesenko Archive of IPCHS)

(Judita Lux Archive of IPCHS)

Il pescatore Jure Meden e l’esperta di epigrafia romana Anja Ragolič (Primož Pičulin)

The History Blog

National Geographic

Gorenjski Glas

3 commenti leave one →
  1. Alessandro Fugaroli permalink
    dicembre 12, 2018 9:33 am

    Articolo con interessanti contenuti e ben scritto.

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  2. Dario Tomasella permalink
    dicembre 12, 2018 2:35 pm

    “Ribič” in sloveno significa “pescatore”, quindi il nome del ritrovatore è “Jure Meden”.

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  3. dicembre 13, 2018 4:46 pm

    Complimenti per questo tipo di articoli, brevi concisi e documentati con fotografie. Queste cose fanno viaggiare nel tempo e ti fanno immaginare quei personaggi attraverso il loro nome. E’ bene ricordarsi che anche l’Europa dell’ Est ha fatto parte della storia romana.

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