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Il prossimo grande restauro di Göbekli Tepe

febbraio 2, 2016
(Vincent Musi, National Geographic Creative)

(Vincent Musi, National Geographic Creative)

Il più antico tempio del mondo potrebbe presto avere un nuovo look. Un nuovo progetto promuoverà e si occuperà della conservazione di Göbekli Tepe, sede delle più antichi templi di pietra mai scoperti. La Turchia spera di promuovere il famoso sito, che si trova in una regione dove il turismo è diminuito a causa del vicino conflitto siriano e della crisi dei rifugiati.

Dall’inizio degli scavi nel 1995, il sito ha cambiato il modo in cui gli archeologi vedono le origini della civiltà. Le sue strutture circolari, con le loro elaborate pietre incise e i caratteristici pilastri a forma di T, hanno oltre 12.000 anni – più antiche dell’invenzione dell’agricoltura o persino della ceramica.

(Vincent Musi, National Geographic Creative)

(Vincent Musi, National Geographic Creative)

Le prime datazioni hanno cambiato l’idea secondo cui l’agricoltura abbia portato alla civiltà. Gli studiosi infatti avevano a lungo pensato che l’organizzazione di società complesse fu possibile solo quando i cacciatori-raccoglitori nomadi diventarono degli agricoltori stanziali, in grado di ottenere del cibo in eccedenza.

Göbekli Tepe ha messo in dubbio questa ipotesi. Klaus Schmidt, l’archeologo tedesco (morto nel 2014) che ha condotto gli scavi nel sito, sosteneva che sarebbe invece potuto accadere il contrario: la numerosa forza lavoro necessaria a costuire i recinti spinse le persone a sviluppare l’agricoltura come un modo per fornire cibo – e forse bevande – ai lavoratori.

Al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, il Doğuş Group turco ha annunciato che spenderanno 15 milioni di dollari nei prossimi 20 anni sul progetto, in società con la National Geographic Society. «Göbekli Tepe è il nostro punto zero», ha detto Ferit F. Şahenk, presidente del Doğuş Group, in un comunicato stampa.

(Vincent Musi, National Geographic Creative)

Bassorilievi di avvoltoi, scorpioni e altre creature (Vincent Musi, National Geographic Creative)

(Vincent Musi, National Geographic Creative)

(Vincent Musi, National Geographic Creative)

(Vincent Musi, National Geographic Creative)

Un insolito “portale” doppio con incisi bestiame, un cinghiale e un predatore (Vincent Musi, National Geographic Creative)

(Vincent Musi, National Geographic Creative)

Teste di pietra, forse usate per rituali funerari (Vincent Musi, National Geographic Creative)

(Vincent Musi, National Geographic Creative)

(Vincent Musi, National Geographic Creative)

Il primo sito religioso?

I nuovi resti ottenuti con gli scavi avvalorano il ragionamento di Schmidt. In mezzo ad ogni recinto monumentale ci sono due alti pilastri a forma di T, tagliati con braccia stilizzate, mani e perizomi. La pietra più grande pesa oltre 16 tonnellate. Inciderla e spostarla da una cava vicina deve essere stata una sfida tremenda, che avrà richiesto centinaia di persone e abbastanza cibo per nutrire tutti.

Tuttavia, gli archeologi devono ancora scoprire le prove di un insediamento permanente a Göbekli Tepe. Un’ipotesi recente è che il sito fosse un luogo di raccoglimento religioso. Si trova in cima a una vetta, con una vista dominante sulle montagne circostanti e sulle pianure a sud. «All’epoca le persone si sarebbero incontrate regolarmente per tenere fresco il pool genico e scambiare informazioni», dice Jens Notroff, archeologo presso l’Istituto Archeologico Germanico che lavora sul sito. «È un punto di riferimento. Non si incontravano qua per caso».

In effetti, delle versioni più piccole dei pilastri, e simboli e architettura incisa sulla pietra come a Göbekli Tepe sono stati trovati in insediamenti distanti fino a 200 chilometri. È come se Göbekli Tepe fosse una cattedrale e le altre delle chiese locali; i cacciatori-raccoglitori potrebbero aver viaggiato per lunghe distanze per incontrare, venerare e aiutare a costruire nuove strutture monumentali, finanziando dei banchetti per mostrare il loro potere. «L’aspetto dei banchetti è la spiegazione più semplice per attirare una forza lavoro per costruire i recinti», dice Notroff.

Degli scavi più in profondità hanno rivelato altre tracce di banchetti: dopo essere state costruite, i recinti di pietra furono riempiti con terra, pietre e ossa animali. Nel corso dei secoli, nuove strutture furono edificate sopra, creando una montagnola fatta dall’uomo. I detriti includono decine di migliaia di ossa animali rotte, tra cui quelle di gazzella e di uro (un grande bovino oggi estinto). Ci sono anche grandi recipienti in pietra, grandi abbastanza da contenere oltre 150 litri di liquido – forse una primitiva birra.

(Vincent Musi, National Geographic Creative)

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Statuetta di pietra di cinghiale (Vincent Musi, National Geographic Creative)

Bus turistici e rifugiati

Il nuovo finanziamento arriva in un momento critico per Göbekli Tepe. Da quando il sito ha guadagnato una rilevanza internazionale, è diventato una vera e propria attrazione turistica. Meno di un decennio fa, la cima della collina era raggiungibile solo tramite una strada accidentata. Il visitatore occasionale avrebbe potuto farci un giro con Schmidt stesso. Oggi, i bus turistici a volte portano centinaia di visitatori ogni giorno davanti al piccolo centro visitatori, e le agenzie di viaggio turche promuovono dei tour speciali di Göbekli Tepe. C’è un negozio di articoli di regalo e un parcheggio, e il più grande museo archeologico della Turchia ha aperto recentemente nella vicina città di Urfa (l’antica Edessa, oggi nota anche come Şanlıurfa).

Sebbene scavi e ricerche nel sito siano finanziati dall’Istituto Archeologico Germanico e dalla German Research Foundation, dei fondi del Dogus Group, un conglomerato turco di numerose imprese in diversi settori, costruirà un nuovo, più grande, centro visitatori e delle strutture di protezione per i resti già scoperti, insieme a dei passaggi e a delle staccionate per gestire l’impatto del turismo. «Questa grande collaborazione tra Sahenk Initiative e il Ministero Turco della Cultura e del Turismo getterà nuova luce sul significato storico di Gobekli Tepe – non solo per la Turchia ma per il mondo», dice Terry Garcia, della National Geographic Society. È una buona notizia in una regione che ne ha un disperato bisogno.

Come la Siria diventa meno stabile, spiega Notroff, il flusso di turisti è visibilmente diminuito. Urfa si trova a soli pochi chilometri dal confine, ed è un punto di passaggio per i rifugiati che scappano dal conflitto. L’anno scorso, quando la città siriana di Kobane era stata attaccata dall’ISIS, il fumo della battaglia era visibile dal sito in cima alla montagna.

(Vincent Musi, National Geographic Creative)

(Vincent Musi, National Geographic Creative)

National Geographic

8 commenti leave one →
  1. Gabriele permalink
    febbraio 3, 2016 11:47 am

    e questo manda in soffitta tutti gli ……scienziati che per decine d’anni hanno sostenuto l’origine extraterrestre delle piramidi e della sfinge . Questa è la storia dell’umanità ( non ancora indagata a fondo ) e non ipotesi di fantascienza utili a vendere i libri .

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  2. Liutprand permalink
    febbraio 3, 2016 4:02 pm

    Mi auguro che l’ISIS non ci metta mai le mani sopra. Ho i sudori freddi al solo pensiero.

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  3. febbraio 4, 2016 4:57 pm

    Molti dei paradigmi che gli archeologi del passato crearono si stanno dimostrando non del tutto corretti, vedi l’introduzione dell’agricoltura oppure il concetto di ‘urbano’. Un grazie a tutti coloro che ancora credono nella vera ricerca, quella basata su logica e pensiero scientifico. Ottimo lavoro, continuiamo così!

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  4. kazungula permalink
    febbraio 7, 2016 6:59 pm

    Ottimo articolo. Dobbiamo proteggere questi siti che ci raccontano la nostra storia. Guardate qui che é accaduto con Nevali Cori a poca distanza da Göbeli Tepe:

    http://storia-controstoria.org/antiche-culture/goebekli-tepe-nevali-cori/

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  5. Robi permalink
    marzo 14, 2016 12:51 pm

    K sito magnifico, spettacolare, ricco di storia & mistero..🔝👍🏻

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  6. Daniela permalink
    marzo 27, 2016 8:34 pm

    sono una grande appassionata di storia antica. Ho letto montagne di libri sulle tante civiltà passate. Compatibilmente con le mie possibilità economiche sono stata in egitto, a creta ecc, ecc,Ora sto leggendo un libro su Gobeli Tepe e vorre tanto essere li di persona. Prima o poi penso che ci andrò.Non credo assolutamente agli UFO, Credo inceve che scopriremo ancora molto sulle civiltà antiche e che l’uomo a seconda delle regioni terrestri si sia evoluto in modo diverso indipendentemente dalle glaciazioni. Se pensiamo che il primo ominide a qualche milioni di anni perchè meravigliarci se ci sono civiltà di 12000 anni fa?l’umanità ha avuto tutto il tempo per evolversi in climi favoreli.
    Daniela Silvi.

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  7. Gianna Piovoso permalink
    settembre 21, 2016 9:45 am

    Speriamo che la situazione attuale in Turchia non intacchi o freni i lavori dei ricercatori. La follia politica di potere non ha limiti e spesso scambia per logica situazioni che di logica hanno ben poco. L’uomo preistorico ha ancora molto da dirci.
    Gianna Piovoso

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  8. febbraio 16, 2017 4:35 pm

    purtroppo i libri di storia dell’arte per le scuole, ancora non comprendono queste scoperte archeologiche e le opere d’arte preistorica trovate in questo sito , che hanno una notevole rilevanza è bene diffondere la conoscenza di questo sito cosi importante tra gli alunni. marco lobos bz italia

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