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Trovata la San José, un tesoro e un cimitero di guerra

dicembre 16, 2015
(Colombian Ministry of Culture and the Colombian Institute of Anthropology and History)

(Colombian Ministry of Culture and the Colombian Institute of Anthropology and History)

Il presidente della Colombia aveva annunciato, lo scorso 5 dicembre, la scoperta di un relitto spagnolo di 300 anni. La notizia ha fatto il giro del mondo, soprattutto per il valore della nave: tra i 4 e i 17 miliardi di dollari.

Il galeone, chiamato San José, stava trasportando un grande carico d’oro, argento e pietre preziose dalle miniere in Perù fino alla Spagna nel 1708, quando fu distrutta in una battaglia navale contro gli inglesi. L’affondamento avvenne durante la guerra di successione spagnola, un conflitto europeo scatenato per la successione al trono spagnolo.

Secondo il governo colombiano, una spedizione archeologica ha scoperto il relitto della San José al largo della costa del paese il 27 novembre. Presto però, altri gruppi si sono fatti avanti per reclamare la nave, tra cui una compagnia statunitense che sostiene di aver individuato il relitto decenni fa, e anche il governo spagnolo.

Il presidente colombiano Juan Manuel Santos annuncia la scoperta (Colombian Ministry of Culture and the Colombian Institute of Anthropology and History)

Il presidente colombiano Juan Manuel Santos annuncia la scoperta (Colombian Ministry of Culture and the Colombian Institute of Anthropology and History)

Un tesoro e un cimitero

Il tesoro porta allo scoperto i vari pretendenti, dice Justin Leidwanger, archeologo all’Università di Stanford che studia relitti antichi nel Mediterraneo. Ma c’è un altro fattore in gioco con la San José, infatti circa 600 uomini sono affondati con la nave, e dunque la San José è un cimitero di guerra.

«La questione diventa molto delicata perché uno non potrebbe intervenire nei cimiteri di guerra», dice Leidwanger. «Si può strappare dal fondale marino un tesoro senza disturbare un cimitero di guerra? Ne dubito. Ma sarà questo il tipo di discussione che si avrà».

Una nave con storie da raccontare

Nel 1708, l’Europa era in guerra. Il precedente re di Spagna, Carlo II, notoriamente nato da un matrimonio tra consanguinei, aveva una salute molto precaria e morì senza eredi. Nominò come suo successore il suo pronipote (di zii) Filippo, duca di Angiò. Il problema era che Filippo era anche il nipote (di nonni) del re francese Luigi XIV. Perciò, incoronare Filippo re di Spagna avrebbe unito Spagna e Francia – una possibilità che spaventò il resto dell’Europa. La guerra scoppiò per prevenire questa eventualità. E a causa del colonialismo europeo, questa guerra ebbe un’ampia portata. La San José, lontana nell’Atlantico, stava trasportando un carico che avrebbe dovuto finanziare la guerra di Francia e Spagna.

La scoperta del relitto della San José potrebbe dunque chiarire come si combatteva ai margini di questa guerra, dice Leidwanger. Infatti, le potenziali ricchezze a bordo non sono l’unica cosa ad emozionare gli archeologi. I relitti contengono ogni tipo di informazione sulla vita di ogni giorno dei marinai, spiega Frederick “Fritz” Hanselmann, archeologo subacqueo alla Texas State University. Le monete possono aiutare nella datazione, e da vasi e ceramiche possiamo risalire ai loro produttori.

Il governo colombiano ha rilasciato poche informazioni su come è stato identificato il relitto della San José, al di là per i suoi cannoni. Tuttavia, l’informazione storica su dove la San José è affondata rende l’identificazione probabilmente corretta, dice Leidwanger.

Gli archeologi spesso usano dei metodi ingegnosi per identificare le navi affondate. Hanselmann era coinvolto nello studio di un relitto al largo della Repubblica Dominicana ritenuto essere la Cara Merchant, una nave catturata e poi abbandonata dal Capitano William Kidd nel 1689. L’analisi del legname dello scafo ha svelato che era fatto di legno tek, proveniente (all’epoca) solo da India e Sud-est asiatico. Il pietrisco usato come zavorra proveniva dai Trappi del Deccan, una regione vulcanica in India. Gli indizi puntarono quindi tutti al Cara Merchant, una nave indiana.

(Colombian Ministry of Culture and the Colombian Institute of Anthropology and History)

(Colombian Ministry of Culture and the Colombian Institute of Anthropology and History)

(Colombian Ministry of Culture and the Colombian Institute of Anthropology and History)

(Colombian Ministry of Culture and the Colombian Institute of Anthropology and History)

Uno dei cannoni (Colombian Ministry of Culture and the Colombian Institute of Anthropology and History)

Uno dei cannoni (Colombian Ministry of Culture and the Colombian Institute of Anthropology and History)

(Colombian Ministry of Culture and the Colombian Institute of Anthropology and History)

(Colombian Ministry of Culture and the Colombian Institute of Anthropology and History)

Cimitero di guerra

Quello che succederà alla San José e ai suoi tesori rimane una questione aperta. La Colombia ha dichiarato di voler studiare il relitto e creare un museo. La compagnia statunitense Sea Search Armada reclama che le si deve la metà dei tesori a bordo. La compagnia ha collaborato col governo colombiano nel 1981 e dice di aver scoperto il relitto allora. Oggi però, la Colombia afferma che la nuova scoperta si trova in un luogo non identificato prima. La disputa legale è tutt’ora in corso.

Intanto, la Convenzione UNESCO sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo dice che i relitti militari appartengono ai loro paesi d’origine, senza badare a dove sono affondati. I sottomarini tedeschi U-Boot affondati sulle coste degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale, per esempio, appartengono ancora alla Germania, dice Leidwanger. La spagna ha già rivendicato la San José, che appunto era una nave militare spagnola affondata in un atto di guerra, spiega il ministro degli esteri spagnolo.

Tuttavia, la Colombia non ha firmato la convenzione UNESCO, dunque non è chiaro come il paese risponderà a tale annuncio. Una legge del 2013 in Colombia ha dichiarato che i relitti trovati nelle sue acque appartengono al suo patrimonio nazionale.

Qualunque sarà il risultato, la tragedia umana al centro di questa nave non dovrebbe essere dimenticata tra le immagini di oro e argento. Dice Hanselmann: «C’è stata una notevole perdita di vite umane con la San José, proprio come con il Titanic o la USS Arizona».

L'affondamento della San José in un dipinto di Samuel Scott (Samuel Scott)

L’affondamento della San José in un dipinto di Samuel Scott (Samuel Scott)

Live Science

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