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Gli errori del film ‘Exodus – Dei e Re’

gennaio 27, 2015
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Lo scorso 15 gennaio è uscito in Italia il nuovo film di Ridley Scott “Exodus – Dei e Re”, la storia dell’Esodo del popolo ebraico guidato da Mosè, riportato nel libro dell’Esodo della Bibbia. Grande successo al botteghino, è stato però oggetto di numerose critiche per diversi motivi.

Exodus è stato bloccato nelle sale di Egitto, Marocco e Emirati Arabi, ufficialmente perché contiene molte inesattezze storiche. Il ministro della cultura egiziano ha definito il film “sionista” e ha negato che le piramidi d’Egitto siano state costruite dagli ebrei.

Christian Bale, l’attore che interpreta Mosè, ha dichiarato: “Mosè era probabilmente schizofrenico e uno degli individui più barbarici di cui abbia mai letto nella mia vita. Era un uomo molto tormentato e inquieto, che ha combattuto a lungo contro Dio e la sua chiamata”. Ma per Bale è anche “uno dei personaggi più affascinanti che abbia mai studiato”.

La locandina di Exodus

La locandina di Exodus

Non era un oratore

Mosè disse al Signore: «Ahimè, Signore, io non sono un oratore; non lo ero in passato e non lo sono da quando tu hai parlato al tuo servo; poiché io sono lento di parola e di lingua». Non a caso Dio gli affida suo fratello Aronne per aiutarlo: «Egli parlerà per te al popolo; così ti servirà da bocca e tu sarai per lui come Dio».

Eppure nel film è ritratto molto abile e coraggioso nel parlare. Pronuncia anche un discorso in stile Braveheart.

Scappa per un motivo diverso

Nel libro dell’Esodo, Mosè abbandonò l’Egitto dopo che si venne a sapere che aveva ucciso un sorvegliante egiziano perché stava percuotendo uno schiavo ebreo. Nel film invece, fugge nel deserto perché il faraone Ramses II viene a sapere che Mosè è ebreo.

Il contatto con Dio

Nella Bibbia, Mosé viene attratto dal meraviglioso prodigio di un roveto che ardeva ma non si consumava. Da questi parla Dio che, avendo ascoltato il grido degli schiavi, aveva deciso di liberarli e condurli in una terra «dove scorre latte e miele». Alla domanda di Mosè su quale fosse il nome di Dio, Egli rispose: «Io sono colui che sono». Per convincere gli israeliti, Dio indicò inoltre al profeta i segni da dare agli israeliti: il suo bastone si tramutò in serpente, la mano divenne lebbrosa, l’acqua si trasformò in sangue.

Nel film invece, Mosè è ateo fin quando non si sveglia dopo un brutto incidente nel fango, e vede il roveto in fiamme e un bambino che parla per conto di Dio. Ridley Scott ha dichiarato che il bambino non è l’Onnipotente, ma Malak, un messaggero di Dio. Eppure il bambino dice: «Io sono» (senza terminare tra l’altro la celebre frase).

Troppi attori bianchi

Nonostante il film sia ambientato nell’Egitto nel XIII a.C., ci sono pochissimi attori mediorientali eccetto in alcune parti minori. I ruoli principali sono stati affidati tutti ad attori caucasici: Mosè è interpretato da Christian Bale; il faraone Ramses II da Joel Edgerton; la regina Tuya da Sigourney Weaver.

Rispondendo all’accusa, Scott, da veterano di Hollywood qual è, non ha mai nascosto i veri motivi dietro questa scelta, alla faccia del politicamente corretto: «Non posso salire in sella ad un film del genere, un film che ha goduto di detrazioni fiscali in Spagna, e decidere che il mio attore protagonista è un Mohammad qualsiasi: non riuscirei ad ottenere i finanziamenti necessari. Il dubbio non mi è neanche venuto”.

(hiddencolorsfilm.com)

(hiddencolorsfilm.com)

Libertà narrative

Nel film viene raccontata la storia, l’amicizia e il rapporto che lega Mosé a Ramses. Tuttavia, nel testo originale non c’è nulla di tutto questo. L’unica parte dell’infanzia di Mosé raccontata è il suo ritrovamento da parte della figlia del faraone nelle acque del Nilo, con la famosa frase: «Io l’ho salvato dalle acque!». Nel film non c’è questa scena, anche perché già lì si sarebbe scoperto che Mosè era ebreo.

Mosè il generale

Nel film Mosè è un condottiero che addestra gli ebrei come Kevin Costner in Robin Hood. Creano un campo di addestramento, addestrano un esercito e compiono azioni di guerriglia urbana, attaccandoo le navi sul Nilo e incendiando un deposito di grano.

Le dieci piaghe?

Nella Bibbia, Mosé e Aronne annunciano ognuna delle piaghe al faraone. Nel film, Mosé vede Ramses solo prima della prima e dell’ultima piaga. Inoltre in verità è Aronne che col suo bastone le fa iniziare, mentre nel film la sua figura è completamente ridimensionata.

Gli ebrei non furono poi soggetti alla maggior parte delle piaghe. Nel film hanno peraltro tolto la piaga delle tenebre, in compenso hanno aggiunto i coccodrilli, non presenti nel testo originale. Senza contare il modo piuttosto sbrigativo con cui si racconta l’origine della Pasqua ebraica.

La fine è diversa

Evito di raccontare la scena finale perché è leggermente diversa dal testo. Riporto però cosa dice la Bibbia.

Allora Mosè stese la sua mano sul mare e il Signore fece ritirare il mare con un forte vento orientale, durato tutta la notte, e lo ridusse in terra asciutta. Le acque si divisero, e i figli d’Israele entrarono in mezzo al mare sulla terra asciutta; e le acque formavano come un muro alla loro destra e alla loro sinistra. Gli Egiziani li inseguirono e tutti i cavalli del faraone, i suoi carri, i suoi cavalieri, entrarono dietro a loro in mezzo al mare. E la mattina verso l’alba, dalla colonna di fuoco e dalla nuvola il Signore guardò verso il campo degli Egiziani e lo mise in rotta. Tolse le ruote dei loro carri e ne rese l’avanzata pesante; tanto che gli Egiziani dissero: «Fuggiamo davanti a Israele, perché il Signore combatte per loro contro gli Egiziani». Allora il Signore disse a Mosè: «Stendi la tua mano sul mare e le acque ritorneranno sugli Egiziani, sui loro carri e sui loro cavalieri». Mosè stese la sua mano sul mare e il mare, sul far della mattina, riprese la sua forza, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli andavano incontro. Il Signore precipitò così gli Egiziani in mezzo al mare.

Il Fatto Storico

8 commenti leave one →
  1. DomenicoC permalink
    febbraio 6, 2015 8:54 pm

    semplicemente fantastico questo articolo, un complimento ancora all’autore o agli autori di questo bel blog

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    • Aezio permalink*
      febbraio 7, 2015 1:02 pm

      Grazie mille Domenico! Sì, comunque sono l’unico autore 😉

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  2. febbraio 8, 2015 1:37 pm

    ? Pensavo si parlasse di fatti storici libro del Esodo non puo’ essere parificato ad una fonte attendibile

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    • Aezio permalink*
      febbraio 8, 2015 10:22 pm

      Credo ci sia una sottile distinzione da fare: un conto sono i fatti narrati nel libro dell’Esodo, che sono molti e sulla cui veridicità si discute da secoli. L’altro è la sua importanza nella storia, e l’Esodo è un testo fondamentale della Torah e della Bibbia. Un discorso analogo vale anche per gli altri testi religiosi e mitologici.

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  3. Liutprand permalink
    febbraio 8, 2015 4:53 pm

    Ottimo articolo. Ridley Scott? Anche il suo “Il Gladiatore” (anno 2000) presenta errori, imprecisioni e anacronismi.

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    • Aezio permalink*
      febbraio 8, 2015 10:37 pm

      Grazie! Il Gladiatore, Le Crociate, ecc. Va da sé che in questo luogo parliamo solo dell’attendibilità storica, la bellezza del film la lasciamo al gusto personale.

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  4. francesco permalink
    luglio 2, 2016 10:42 am

    Caro mio,
    io stesso ero confuso quando cercavo risposte. Poi accettai l’idea che Mosè in vero fosse egiziano. In vero nel 2009 un’equipe archeologica tedesca rinvenne papiro e tempio dedicato a Geova in Alto Egitto. Di epoca persiana e in Alto Egitto! Osservando il nome di Yahweh o Yehowah, più propriamente Geova, dal papiro si evince che Egli sia il dio degli dèi, un Elohim particolare, visto che li creò. Ma il Suo nome scomposto in geroglifici a me noti significa Io che vengo portando (Yah-ho) lo scettro sono (was-ah) il dio degli dèi (netor en netoren); e in definitiva è come se Egli fosse Atum, il dio degli dèi egiziani. Se porta lo scettro pastorale è sì un Dio come tanti, ma comunque egizio. Perciò avvaloro la tesi di Sigmund Freud, padre psicoanalisi, che Mosè fosse egiziano, non ebraico, che mai vide la Terra Promessa perché venne assassinato. E da chi?
    Osserva meglio la scena storica dove avviene l’Esodo biblico: tra le varie ondate sanguinarie dei Popoli del Mare, tra cui degli Achei (gli Ahhiawas delle cronache ittite), avviene l’Esodo, ma è impossibile che ciò sia accaduto sotto Ra-messes II, che stipulò, dopo Qadesh, alleanza di mutua assistenza con gli ittiti anatolici e nel 1272 per caso si trovava in Galilea, mentre più a Nord Gerico era vuota e deserta dai tempi di Akh-en-Aton, da quando i furfanti Habiru saccheggiarono Canaan. L’Esodo non può essere avvenuto così come è descritto quando i due scettri avevano tanta influenza sulle provincie costiere. L’Egitto proiettava la sua ombra d’interessi già sulla Palestina dai tempi di Thut-mosis III. Che una tribù di nome Israele (non il futuro regno) sia esistita veramente dopo Ra-messes II è accertato, e alcuni biblisti la indicano come fatto in sè provante, ma è più verosimile che l’Esodo sia avvenuto prima di Ra-messes II, e sotto Amenofi II, quando secondo le cronache il dio Amon circondò i nemici del faraone con larghi fossati di fiamme e fumo. Immagina un po’, asteroidi, forse quello nascosto nella Ka’ba de La Mecca, cadono sulla Terra, il fungo atomico… Santo Stefano aveva ragione: i padri di certi farisei morirono nel deserto. Concludendo dirò che l’Esodo a me sembra alquanto romanzato quanto l’Odissea di Omero e che una cecità occluda le nostre capacità di sintesi.
    Ciao.

    Fra

    (da una mia e-mail ad amico)

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  5. leo gruber permalink
    novembre 6, 2016 1:27 am

    Il popolo ebraico non esisteva PRIMA dell’esodo dall’Egitto. Non aveva una terra e non aveva una lingua. Nessuno può essere considerato ebreo prima che esistesse il popolo e prima che esistesse la lingua ebraica. Perciò Mosè non era ebreo.
    La gente che segue Mosè non era “schiava”. Infatti vende tutti gli averi in cambio di oro, prima e proprio per seguire Mosè. Uno schiavo non possiede nulla da poter essere scambiato con oro.
    Tutto questo è scritto nella Bibbia.

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