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Scoperto in Cina il ricco mausoleo di re Liu Fei

agosto 17, 2014
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In Cina, gli archeologi hanno scoperto il mausoleo del re Liu Fei, costruito 2.100 anni fa. Morto nel 128 a.C., per 26 anni Liu Fei fu a capo del regno di Jiangdu, allora parte dell’impero cinese.

Sebbene il mausoleo fosse stato saccheggiato, gli archeologi hanno scoperto che conteneva ancora più di 10.000 manufatti, inclusi tesori d’oro, argento, bronzo, giada e lacca. Hanno anche ritrovato diversi carri e dozzine di carri più piccoli.

(Chinese Archaeology)

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Scavato tra il 2009 e il 2011, il mausoleo contiene “tre tombe principali, 11 tombe di guardiani, due fosse con carri, due fosse con armi” e i resti di un muro che in origine circondava il complesso, spiega un team di archeologi del Nanjing Museum. In origine il muro era lungo 490 metri su ogni lato.

Gli archeologi parlano di uno “scavo di salvataggio”, visto che il sito è minacciato dalle attività di estrazione.

(Chinese Archaeology)

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La tomba di Liu Fei

Una grande collinetta – estesa oltre 150 metri – copriva una volta la tomba del re. La tomba ha due lunghi condotti che portano alla camera funeraria, lunga 35 metri e larga 26.

Quando gli archeologi sono entrati nella camera, hanno trovato tantissime offerte funebri.

Un tale assortimento è degno di un comandante “lussurioso”. Liu Fei ammirava prodezza e audacia fisica. “Costruì palazzi e torri di osservazione, e invitava alla sua corte tutti gli eroi locali e gli uomini forti da qualunque parte”, scrisse lo storico Sima Qian (145-86 a.C.). “La sua vita fu segnata da una lussuria e da un’arroganza estreme”.

La sua camera funeraria è divisa in una serie di corridoi e piccole camere. La camera conteneva numerose armi, incluse spade di ferro, punte di lancia, grilletti di balestra, alabarde (ji), pugnali e oltre 20 modellini di carri (non a grandezza reale).

Gli archeologi hanno anche rinvenuto strumenti musicali, tra cui guzheng e piroli di giada per l’accordatura decorati col disegno di un drago.

(Chinese Archaeology)

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Non furono poi dimenticati i bisogni finanziari di Liu Fei nel mondo ultraterreno: nella tomba vi era un tesoro contenente più di 100.000 monete banliang, caratterizzate da un buco al centro e create dal primo imperatore di Cina, Qin Shi Huang, dopo l’unificazione del paese. Dopo la sua morte nel 210 a.C., le monete andarono fuori corso.

(Chinese Archaeology)

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In un’altra sezione della camera funeraria, gli archeologi hanno rinvenuto “strumenti come lampade a forma di oca, cervo, a cinque braccia, con un camino o con un piattino”. Hanno anche rinvenuto una scodella d’argento contenente l’iscrizione “dell’ufficio del Regno di Jiangdu”.

(Chinese Archaeology)

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Al re venne anche fornita una cucina e cibo per l’aldilà. Gli archeologi hanno trovato un’area contenente calderoni di bronzo, tripodi, pentole, bicchieri per il vino, coppe e caraffe. Vi erano anche conchiglie, ossa animali e semi di frutta. Diverse iscrizioni in argilla scoperte recano il sigillo di “responsabile culinario del Regno di Jiangdu”.

Sfortunatamente, le bare del re furono danneggiate, e il corpo stesso è sparito. “Vicino alle bare sono stati scoperti molti pezzi di giada, in origine parti della veste funeraria. Questi frammenti indicano che la bara interna, laccata e con placche di giada, era di straordinaria fattura”, scrivono i ricercatori.

La tomba adiacente

Una seconda tomba, denominata “M2”, è stata trovata accanto a quella del re. Sebbene non si sappia a chi appartenesse, il defunto doveva essere qualcuno di status sociale elevato.

“Nonostante il saccheggio, gli archeologi hanno trovato recipienti di ceramica, oggetti laccati, giade, bronzi e oggetti d’oro e d’argento, nel complesso circa 200 set”, scrive il team.

“La ‘bara di giada’ della M2 è il ritrovamento più importante. Anche se la camera centrale è stata saccheggiata, la struttura della bara di giada è ancora intatta, e dunque è l’unica bara di giada non danneggiata scoperta nella storia dell’archeologia cinese”, scrivono i ricercatori.

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Altri carri e armi

Oltre ai modellini dei carri e alle armi, il mausoleo contiene due fosse con carri e due fosse con armi con all’interno spade, alabarde, grilletti di balestre e scudi.

In una delle fosse sono stati scoperti cinque carri a grandezza reale, posti da est a ovest. “La lacca e le parti di legno dei carri erano tutte stupendamente decorate e ben conservate”, scrivono gli archeologi. Quattro dei carri avevano parti di bronzo dorato, mentre il quinto aveva parti decorate con oro e argento.

Un’altra fossa conteneva circa 50 modellini di carri. “Vista la gran quantità di ji (le alabrde cinesi) e spade di ferro ritrovate, queste erano probabilmente modellini di carri da guerra”.

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Le tombe dei guardiani

Una serie di 11 tombe di guardiani sono state trovate a nord della tomba. A partire dal II secolo a.C., i sacrifici umani erano caduti in disuso in Cina, dunque probabilmente le persone sepolte non furono uccise alla morte del re.

Ancora una volta, gli archeologi hanno trovato ricche offerte funebri. Una tomba conteneva due ‘fibbie’ per cinture, una a forma di coniglio e l’altra a forma di oca selvatica.

Un’altra tomba conteneva manufatti con inciso il cognome “Nao”. Le fonti antiche indicano che Liu Fei avesse una consorte di nome “Signora Nao”, la cui bellezza era così grande che sarebbe diventata consorte anche del figlio Liu Jian e poi per un altro re di nome Liu Pengzu. Le iscrizioni suggeriscono che la persona sepolta nella tomba fosse legata alla Signora Nao.

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La fine del Regno

Durante il II secolo a.C., la Cina era una dei più grandi e uno dei più ricchi imperi della Terra, tuttavia il potere del suo imperatore non era assoluto. Durante quest’epoca, un numero di re coesistette sotto il controllo dell’imperatore. Questi re potevano guadagnare grandi ricchezze, e talvolta si ribellavano contro l’imperatore.

Dopo circa sette anni dalla morte di Liu Fei, l’imperatore cinese prese controllo del Regno di Jiangdu perchè Liu Jian, il figlio di Liu Fei e suo successore, avrebbe tramato contro l’imperatore.

Gli antichi scrittori hanno provato a giustificare le azioni dell’imperatore, sostenendo che, oltre alla ribellione, Liu Jian avrebbe commesso numerosi altri crimini e avrebbe avuto strani comportamenti tra cui orge con dieci donne in una tenda sopra la tomba del padre.

LiveScience

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