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I Neandertal seppellivano i loro morti

dicembre 19, 2013

Fu ritrovato più di un secolo fa in una grotta nel Sud-ovest della Francia, ma solo oggi, dopo un nuovo studio durato 13 anni, gli scienziati hanno avuto la conferma: l’uomo di Neandertal di La Chapelle-aux-Saints fu intenzionalmente seppellito.

La ricerca, diretta dal paleontologo William Rendu della New York University e pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, mostra che, intorno a 50 mila anni fa, i compagni del Neandertal morto scavarono una fossa e presero tutte le precauzioni per proteggere il suo corpo dagli animali saprofagi. La scoperta sembra confermare definitivamente una teoria a lungo oggetto di dibattito tra gli studiosi: che cioè i nostri “cugini” Neandertal fossero capaci di comportamenti complessi, come appunto seppellire i morti.

Una ricostruzione della sepoltura ritrovata a La Chapelle-aux-Saints (A. Dagli Orti/De Agostini/Getty Images)

Una ricostruzione della sepoltura ritrovata a La Chapelle-aux-Saints (A. Dagli Orti/De Agostini/Getty Images)

Negli ultimi anni il ritrovamento di una ventina di sepolture nell’Europa occidentale ha convinto la maggioranza degli studiosi ad abbracciare l’ipotesi. Ma le testimonianze provenienti dai siti più antichi venivano di solito trascurate “solo perché gli scavi erano stati effettuati molti anni fa”, spiega Francesco d’Errico, un archeologo dell’Università di Bordeaux non coinvolto nell’ultima ricerca. “Lo studio invece conferma che i pionieri della paleoantropologia fecero un ottimo lavoro, dati i mezzi con cui lavoravano”.

I due sacerdoti e lo scheletro

Il sito di La Chapelle-aux-Saints aveva sempre lasciato perplessi gli studiosi. Nel 1908 erano stati i due fratelli Bouyssonie, archeologi e preti cattolici, a ritrovare nella grotta uno scheletro di Neandertal vecchio di 50 mila anni. Subito i fratelli avevano ipotizzato che i resti fossero stati sepolti intenzionalmente. Ma la comunità scientifica non li prese mai completamente sul serio, sia perché mancavano informazioni precise sui loro metodi d’indagine, sia perché si temeva che la fede influenzasse – consciamente o no – le loro conclusioni scientifiche.

Tra il 1999 e il 2012 un’équipe di ricercatori francesi ha riesaminato il sito, concludendo che la depressione dove lo scheletro è stato trovato fu almeno in parte modificata in modo da creare una tomba. Inoltre, a differenza degli ossi di renna e di bisonte che pure erano presenti nella grotta, i resti del Neandertal erano quasi intatti e non mostravano danni dovuti all’esposizione alle intemperie o ai morsi di animali.

“Tutti questi elementi mostrano che i due gruppi di ossa hanno avuto una storia diversa. Gli ossi degli animali sono rimasti esposti all’aria a lungo, mentre i resti del Neandertal furono subito sepolti in modo da proteggerli da qualsiasi tipo di disturbo o di alterazione”, spiega Rendu. La sua équipe ha anche ritrovato frammenti di ossa appartenuti ad altri tre Neandertal (due bambini e un adulto) ma non è chiaro se anche loro siano stati sepolti.

Paul Pettitt, archeologo della Durham University, commenta che il nuovo studio “non solo dimostra che i Neandertal abbiano seppellito un morto a La-Chapelle-aux-Saint, ma fa nascere anche un’altra ipotesi: che cioè l’evoluzione della pratica della sepoltura sia cominciata con semplici modifiche di avvallamenti o buche naturali”.

La grotta di La Chapelle-aux-Saints (PNAS)

La grotta di La Chapelle-aux-Saints (PNAS)

La nascita della pietà

La scoperta francese sembra confermare un’ipotesi suffragata da diverse scoperte: i Neandertal sarebbero stati in grado di elaborare il pensiero simbolico e avrebbero sviluppato una ricca cultura. Ritrovamenti recenti – come quelli della grotta di Fumane, nel Veronese–  proverebbero che i nostri antichi cugini usavano pigmenti per decorarsi il corpo, indossavano gioielli fatti di penne e conchiglie colorate e forse sapevano persino dipingere.

Ma le testimonianze fossili de La Chapelle-aux-Saints mostrano che i Neandertal erano evoluti anche in un’altro senso: si prendevano cura dei malati e degli anziani. Lo scheletro scoperto dai fratelli Bouyssonie, infatti, è quasi del tutto privo di denti e mostra danni alla schiena e alle anche che dovevano rendere difficile la deambulazione senza assistenza.

“Prima di seppellire il suo cadavere”, commenta Rendu, “gli altri membri del suo gruppo probabilmente avevano dovuto prendersi cura di lui anche da vivo”.

National Geographic

Università di New York

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