Skip to content

Il robot Tifone alla ricerca di relitti sottomarini

febbraio 7, 2013

Una specie di Indiana Jones meccanico batterà i fondali marini a caccia di tesori nascosti o intrappolati dentro i relitti di navi affondate secoli fa.

Si tratta di Tifone, uno speciale missile robot progettato e costruito dagli specialisti dell’Università di Firenze per il programma Thesaurus, che è dedicato allo sviluppo di tecnologie di ricerca per l’indagine archeologica subacquea.

Il robot Tifone (Il Tirreno)

Il robot Tifone (Il Tirreno)

(Il Tirreno)

(Il Tirreno)

Tifone ha avuto il suo battesimo acquatico nel bacino di Roffia, a San Miniato, in provincia di Pisa, durante una serie di prove di funzionamento. Lungo 3,7 metri e pesante 170 chili, può spingersi fino a 300 metri di profondità sotto il livello del mare, viaggiando ad una velocità massima di cinque nodi con una autonomia di otto ore. Sono caratteristiche assai utili al compito per il quale è stato progettato e creato, Tifone dovrà ora superare vari test, che dureranno una settimana e serviranno a verificare la capacità dei sistemi di bordo di regolare in modo adeguato velocità, inclinazione, rotta e profondità, oltre che il funzionamento dei sistemi di comunicazione radio in superficie e acustico in immersione e i sensori per l’acquisizione di immagini ottiche ed acustiche.

Una volta collaudato, Tifone partirà per autentiche missioni, non solitarie ma «in sciame», vale a dire affiancato da due esemplari gemelli, attualmente in costruzione, con i quali dialogherà attraverso modem a ultrasuoni. I tre veicoli verranno utilizzati per la prima volta insieme in primavera. Il test di «lavoro collettivo» sarà effettuato sul relitto dello Scoglietto all’Isola d’Elba, ad una profondità di ottanta metri. Altra utile caratteristica di Tifone, infine, è il basso costo di produzione, che, secondo i suoi creatori, appartenenti ai dipartimenti di ingegneria industriale e ingegneria dell’informazione dell’Ateneo fiorentino, dovrebbe favorirne una più agevole commercializzazione.

(Il Messaggero)

(Il Messaggero)

“Tifone fornirà uno straordinario supporto alla ricerca, monitoraggio e tutela del numeroso patrimonio archeologico – spiega Benedetto Allotta del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Firenze – il robot è in grado di visualizzare con un sonar e con due telecamere la superficie del fondale, di scansionarla in 3D e di renderla fruibile analogamente alle registrazioni di Google Maps e Street View. I modelli tridimensionali dei siti e dei reperti potranno essere utilizzati per una simulazione o una visita virtuale. Inoltre il veicolo è dotato di un ecografo in grado penetrare nei sedimenti e verificare la presenza di un reperto o artefatto archeologico”.

Università di Firenze

Il Messaggero

One Comment leave one →
  1. giusy67 permalink
    febbraio 18, 2013 9:17 am

    Speriamo siano operativi al più presto, visto il patrimonio artistico che giace sotto i nostri mari!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: