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I danni del sisma ai beni culturali in Emilia

giugno 5, 2012

Sono circa 600, su un totale di 1.159 beni tutelati presenti nell’area colpita, i beni culturali danneggiati dal terremoto in Emilia. È il bilancio, ancora parziale, tracciato dalla Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Emilia-Romagna.

”Considerando che molti degli edifici coinvolti – si legge in una nota – presentano crolli totali, parziali o lesioni di diversa entità, si può facilmente cogliere la dimensione dell’impatto del sisma e la mole straordinaria del lavoro da svolgere”.

Per affrontare l’emergenza, il segretariato generale del ministero per i Beni e le Attività culturali ha costituito per decreto delle unità di crisi regionali e una nazionale, che ha il compito di monitorare e coordinare le diverse fasi del lavoro per la salvaguardia del patrimonio culturali.

Il duomo di Mirandola (sky)

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La chiesa di San Francesco a Mirandola (sky)

Intanto è stato recuperato dalle macerie praticamente intatto, dopo l’abbattimento controllato, il crocifisso posizionato sulla sommità del campanile della chiesa di San Michele Arcangelo a Poggio Renatico, nel Ferrarese. Il campanile, pericolante, è stato fatto crollare da un’equipe specializzata coordinata dall’artificiere Danilo Coppe.

La chiesa di San Michele Arcangelo (sky)

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Fortemente critico su tale azione è stato il critico d’arte Vittorio Sgarbi: “Bisogna assolutamente impedire che l’azione di tutela dei cittadini nelle zone del terremoto produca dei danni peggiori del terremoto: i recenti abbattimenti di campanili, con il pretesto della messa in sicurezza, sono atti intollerabili che nessuna garanzia per i cittadini legittima”.

”Si possono estendere le aree di rispetto – aggiunge Sgarbi – ma non buttar giù con la dinamite monumenti che potrebbero essere puntellati. Il recente abbattimento del campanile di Poggio Renatico non è giustificabile in alcun modo e qualunque ingegnere sa che esistono gli strumenti per puntellare un edificio senza abbatterlo. Occorre che la Protezione Civile si muova non autonomamente ma sotto la guida di personale esperto dei Beni Culturali, che indichi la necessità di salvare i monumenti come i cittadini. È assurdo abbattere un campanile dopo che si è consentito agli operai di tornare nei capannoni per lavorare”.

Di seguito invece le immagini del crollo della torre dell’orologio di Novi.

(sky)

”La nostra torre è crollata ma noi non crolliamo, siamo in piedi, ce la faremo perché abbiamo le forze per farcela”, ha commentato fiduciosa il sindaco di Novi, Luisa Turci, che aveva già avuto la propria abitazione lesionata, come quella di tanti concittadini, dopo la rovinosa scossa di martedì scorso. ”Le nostre priorità devono cambiare, è una situazione che ci cambia la vita attuale”, ha aggiunto, con un ‘ricordo’ anche per l’antica torre crollata: ”Nonostante i danni batteva ancora le mezz’ore, da ‘malata’ funzionava nonostante fosse quasi giù, ci dava speranza. Ora non c’è più”.

MiBAC

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  1. giacomo permalink
    giugno 9, 2012 7:33 am

    salve – da giacomo in genova: ho dei grandi dubbi sul fatto che sia un vero terremoto: anzi, oso dire che probabilmente tali avvenimenti sono stati causati dalle perforazioni eseguite sia in verticale che in orizzontale a pochi chilometri dal suolo.Sono convinto che si si facesse una mappa del tipo catastale delle case e cappannoni distrutti, tracciando una o più linee, tali linnee, andrebbero a finire ove sono già esistenti i vecchi (e nuovi) pozzi trivellati per idrocarburi. Vi sono case crollate che sembrano essere colassate su se stesse ed è strano che altre case vicine a quelle crollate, non abbiano avuto niente di strano: anche se fossero state costruite bene, con una scossa di magnitudo quasi sei, avrebbero avuto dei danni. Se una di quelle “gallerie” fossero in prossimità, oppure, passando proprio sotto ad esse (case) la conseguenza è quella del crollo o colassamento. Mi chiedo come mai in America si dice che tal terremoto non è avvenuto alla stessa profondità di quanto dice il governo italiano. E, come mail il “Monti” risulta essere un dipendente di una multinazionale americana che tratta perforazioni per idrocarburi e che una settimana prima del terremoto è andato in America e che poi, quando è ritornato ha fatto una nuova legge che non risarcita i danni per terremoti; e che il ministro Romani ha detto di incrementare le trivellazioni; e che i vari comuni terremotati l’anno scorso (i sindaci) hanno firmato accordi per nuove trivellazioni in zona. Troppe coincidenze strane si sono accavallati in poco tempo.Certo è che il ns. governo, si è comportato da “criminale”. Penso, che tale avvenimenti siano stati più “forti” di quanto pensavano potesse accadere, e così, sono corsi ai ripari.Troppe “scuse” plausibili sono e si dicono giornalmente, mentre scarsi sono i nostri geologi.-

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