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Khirbet Qeiyafa un avamposto dei Giudei?

maggio 17, 2012

Uno scavo archeologico nei pressi della biblica Gath, città natale di Golia, avrebbe portato al ritrovamento di pratiche religiose della Giudea di 3.000 anni fa collegabili alle figure dei re Davide e Salomone.

“Abbiamo una città con una popolazione appartenente al Regno di Giuda”, dice Yosef Garfinkel, archeologo dell’Università Ebraica di Gerusalemme. “È totalmente diversa da quelle di filistei, cananei o del Regno di Israele”.

Khirbet Qeiyafa. In mezzo è visibile una pietra eretta (Hebrew University of Jerusalem)

Regno di Israele (a nord) e Regno di Giuda (a sud) alla morte di Salomone, 933 a.C. circa (wikipedia)

Il sito, noto oggi come Khirbet Qeiyafa, si trova sulla cima di una collina che domina la valle di Elah. Negli ultimi cinque anni, Garfinkel e i suoi colleghi hanno scavato le rovine di una città fortificata situata di fronte a quella che fu la città filistea di Gath. Nella Bibbia, il gigante Golia uscì da Gath per affrontare gli Israeliti ma venne battuto dalla fionda di Davide.

Garfinkel non può verificare questa storia, ma dice che le armi, gli oggetti di culto e persino le ossa animali trovate intorno a Khirbet Qeiyafa indicano che l’insediamento fosse un fondamentale avamposto militare per la storica Casa di Davide (la dinastia di Re Davide), lacerata dai conflitti. “C’era qualcosa qui di militare e piuttosto aggressivo”, ha detto. “Non era un villaggio tranquillo”.

La datazione al radiocarbonio dei noccioli di olive bruciati ha dimostrato che l’antica città durò solo 40 anni, dal 1020 al 980 a.C., prima di essere distrutta. Alcuni scettici hanno suggerito che Khirbet Qeiyafa era solo un altro insediamento cananeo, e che Davide era al massimo un capo minore, o forse un personaggio folcloristico come Robin Hood. Per Garfinkel, gli oggetti presenti nel sito si collegano invece a re Davide e alle pratiche religiose citate nella Bibbia.

Davide in procinto di tagliare la testa al cadavere di Golia, in un dipinto di Michelangelo (wikipedia)

Spiega Garfinkel: “Nel corso degli anni sono state trovate migliaia di ossa animali: ovini, caprini e bovini, ma non maiali. Ora abbiamo scoperto tre sale di culto, con vari parafernalia, ma non è stata scoperta nemmeno una statuetta umana o animale. Ciò suggerisce che la popolazione di Khirbet Qeiyafa osservasse due divieti biblici – sulla carne di maiale e sulle immagini scolpite – e quindi praticasse un culto diverso rispetto a Cananei e Filistei”. L’assenza di immagini umane era peculiare tra i Giudei: “Nel regno settentrionale di Israele si trovano rappresentazioni umane”, dice.

Gli oggetti di culto includono cinque pietre erette, due altari di basalto, due recipienti di ceramica per la libagione e due santuari portatili prodotti in stile Mesopotamico – lo stesso, antico, stile che avrebbe ispirato l’architettura del palazzo costruito da Salomone, figlio di Davide. “Sembra che Salomone non volesse essere cananeo e prese un modello diverso dalla Mesopotamia”, ha dichiarato Garfinkel.

L’altare di basalto (Hebrew University of Jerusalem)

I santuari sono contenitori tipo scatole in pietra o argilla. “Penso che in ebraico venissero chiamati ‘Aron’. “Questo termine è stato poi tradotto in inglese come ‘ark’ (arca) e è diventato un manufatto mistico. Ritengo che il nome ebraico fosse solo un semplice termine tecnico: un contenitore per conservare i simboli di Dio”. Questi santuari erano probabilmente simili esteticamente all’Arca dell’Alleanza, evidenziata nella Bibbia e in film come “I predatori dell’arca perduta”.

Il santuario d’argilla ha una facciata intricata, con due leoni guardiani, pilastri e volatili sul tetto. Il santuario in pietra era dipinto di rosso, e la sua facciata è decorata con simboli caratteristici triglifi e una porta. Per Garfinkel, la Bibbia potrebbe aver fatto riferimento a quelle caratteristiche architettoniche nella sua descrizione del palazzo di Salomone. La parola indicante i pilastri (“Slaot”) potrebbe effettivamente essere riferita ai triglifi, mentre il termine per le finestre (“Sequfim”) potrebbe invece aver fatto riferimento alle porte.

Yosef Garfinkel mostra il santuario di pietra (Hebrew University of Jerusalem)

Il santuario di argilla (Hebrew University of Jerusalem)

Garfinkel entra anche nel dibattito sulla figura storica di Davide: “I vari indizi che negano la tradizione biblica per quanto riguarda re Davide e sostengono che era una figura mitologica, o un semplice capo di una piccola tribù, si dimostrano ora essere sbagliati”.

Ma per Aren Maeir (Università di Bar-Ilan), responsabile dello scavo di Gath, le scoperte non forniscono alcuna prova al riguardo. Per esempio, il fatto che il santuario di argilla fosse decorato con leoni e uccelli sminuisce l’annuncio di Garfinkel secondo cui non ci sono immagini scolpite nel sito. Inoltre per Nadav Na’aman (Università di Tel Aviv) anche i Cananei, come i Giudei, osservavano il divieto di mangiare carne di maiale.

Maeir ritiene poi che le distinzioni tra i vari popoli menzionati nella Bibbia – tra cui gli israeliti di Davide e i Filistei di Golia – erano “più sfumate rispetto al modo in cui vengono spesso descritte”.

“Non c’è dubbio che questo era un sito molto importante, ma su che cosa fosse di preciso – dice Maeir – non c’è ancora un’opinione comune”.

MSNBC

One Comment leave one →
  1. maggio 22, 2012 10:26 am

    grazie – thank you for the photographs and I am putting this on my facebook wall. I live in Tel Aviv

    Mi piace

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