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Le prime analisi del genoma di Ötzi

aprile 2, 2012
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Uno studio pubblicato su Nature ha rivelato nuovi interessanti dettagli su Ötzi, l’uomo preistorico vissuto 5.300 anni fa sulle Alpi. La mummia evidenzia non solo una predisposizione genetica a malattie cardiocircolatorie, ma anche uno dei sintomi: l’arteriosclerosi.

Eduard Egarter-Vigl (a sinistra) and Albert Zink (a destra) prendono un campione di Ötzi nel novembre 2010 (S. Marco/EURAC)

La nuova ricostruzione di Ötzi (iceman.it)

Circa un anno e mezzo fa, il team di ricerca aveva decodificato il genoma completo dell’Uomo venuto dal ghiaccio, rivelandone il patrimonio genetico. Era stato così preparato il terreno per risolvere altri enigmi sulla mummia umida più antica del mondo. Ed ecco il traguardo successivo: i ricercatori dell’Istituto per le Mummie e l’Iceman dell’EURAC e dei due Istituti di genetica umana delle Università di Tubinga e dello Saarland hanno analizzato i risultati del sequenziamento del DNA da diversi punti di vista.

Che Ötzi fosse geneticamente predisposto a malattie cardiocircolatorie è interessante perché, 5.000 anni fa, non si era esposti ai rischi che oggi ne influenzano fortemente l’insorgere: l’Iceman non era sovrappeso e non conduceva una vita sedentaria. “La conferma che questa predisposizione genetica fosse riscontrabile già ai tempi di Ötzi è rilevante perché mostra che le malattie cardiocircolatorie possono non essere legate alla civilizzazione. Ora, il passo successivo sarà quello di analizzare in maniera più approfondita lo sviluppo di queste patologie”, sottolinea l’antropologo Albert Zink.

L’analisi del genoma ha inoltre evidenziato tracce di borrelia, una famiglia di batteri che causa una malattia infettiva trasmessa attraverso le zecche. Carsten Pusch, che ha condotto le indagini genetiche a Tubinga, afferma: “Si tratta della più antica testimonianza di borreliosi, ora sappiamo che questa infezione esisteva già 5.000 anni fa.”

Un altro aspetto considerato dai ricercatori è stata l’origine genetica dell’Uomo venuto dal Ghiaccio. Le ricerche hanno dimostrato che Ötzi appartiene a un aplogruppo K molto raro in Europa. Questo permette di trarre due conclusioni: gli antenati di Ötzi sono emigrati dal vicino Oriente nel neolitico in seguito alla diffusione dell’agricoltura e dell’allevamento; il loro DNA si è conservato fino a oggi in regioni isolate, come Sardegna e Corsica.

Attraverso gli studi genetici è stato possibile ottenere informazioni anche sulle caratteristiche fisiche dell’Uomo venuto dal ghiaccio: Ötzi aveva gli occhi marroni, i capelli castani e soffriva di intolleranza al lattosio.  Questa scoperta avvalora l’ipotesi che anche 5.000 anni fa, nonostante si vivesse in una società contadina, l’intolleranza al lattosio era molto diffusa. Solo con l’addomesticamento degli animali, gli uomini hanno poi sviluppato la capacità di digerire il latte anche in età adulta.

Museo Archeologico dell’Alto Adige

Nature

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