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La prima forma di comunicazione simbolica/2

marzo 16, 2012

Un pezzetto di ocra che reca una serie di incisioni lineari potrebbe contenere la più antica incisione del mondo.

L’oggetto, che sarà descritto nel numero di aprile del Journal of Archaeology, risale a circa 100.000 anni fa e potrebbe anche essere il più antico esempio noto di arte astratta. È stato recuperato nella Grotta del Fiume Klasies (Klasies River Cave) in Sud Africa.

(Riaan Rifkin)

“I resti umani associati indicano che il pezzo è stato certamente inciso da Homo sapiens”, dice il co-autore della ricerca Riaan Rifkin, dell’Università di Witwatersrand.

L’analisi microscopica e tramite fluorescenza a raggi X, effettuata da Rifkin e dai colleghi Francesco d’Errico e Renata Garcia Moreno, ha portato alla conclusione che le incisioni lineari siano state intenzionali.

L’oggetto misura circa 7 cm di lunghezza e contiene una serie di sette “profonde, grandi linee incise e diverse, circa 16, più strette e meno profonde”, ha detto Rifkin. “Il frammento è un residuo di un pezzo di ocra semi-circolare che probabilmente conteneva un disegno molto più ampio inciso sulla sua superficie”.

Ora sarebbe interessante capire se l’incisore fece il disegno con un intento simbolico. L’utilizzo di simboli e immagini con significato è stato un importante passo in avanti nello sviluppo umano. A esso sono legati, tra le altre cose, il linguaggio e la matematica.

I motivi lineari e a quadretti incisi potrebbero essere stati comuni migliaia di anni fa. Disegni simili su ocra sono stati rinvenuti nella grotta di Blombos, anch’essa in Sud Africa, e su frammenti di guscio di uova di struzzo nel sito di Diepkloof Rock Shelter (La prima forma di comunicazione simbolica). Alcuni di questi, e altri oggetti simili, potrebbero anche predatare l’ocra del fiume Klasies, ma gli studi sono ancora in corso.

L’ocra è un’argilla ricca di minerale, naturalmente colorata, che è costituita principalmente da ossido di ferro idrato. L’ocra è stato tra i primi pigmenti usati dagli esseri umani, e forse anche da altri ominidi, per scopi artistici. Alcuni addirittura la chiamano il “pastello” dell’uomo delle caverne.

Discovery

Journal of Archaeology

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