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Riscoperta la bardatura di cuoio di un carro egizio

dicembre 10, 2011

Le bardature di cuoio di un antico carro egizio, splendidamente conservatesi, sono state riscoperte in un magazzino del Museo Egizio del Cairo. I ricercatori dicono che la scoperta – che comprende anche guanti, custodia di un arco e faretra – è unica e aiuterà a chiarire come venivano costruiti ed utilizzati i carri.

Raffigurazione dalla tomba di Tutankhamun che mostra il faraone inseguire i Nubiani (Kenneth Garrett/National Geographic/Getty Images)

Alcuni dei finimenti per il cavallo (André J. Veldmeijer/SCA/Egyptian Museum Authorities)

Uno dei due guanti (André J. Veldmeijer/SCA/Egyptian Museum Authorities)

Il fondo della custodia dell'arco (André J. Veldmeijer/SCA/Egyptian Museum Authorities)

Il fondo della faretra. Le faretre erano attaccate al carro in entrambi i lati (André J. Veldmeijer/SCA/Egyptian Museum Authorities)

Gli antichi Egizi usavano carri – di solito con uno o due conducenti e trainati da due cavalli – per la caccia, la guerra e anche nelle processioni rituali. Sono spesso raffigurati nell’arte egizia e alcuni esempi della struttura in legno sono sopravvissuti, tra cui i sei carri smantellati trovati nella tomba di Tutankhamon, risalente a circa 3.300 anni fa.

Ma i ricercatori sapevano poco degli ornamenti e dei finimenti in cuoio utilizzati su tali carri, dato che questo materiale si decompone rapidamente in presenza di umidità. Non è rimasto quasi niente delle parti in cuoio sui carri dalla tomba di Tutankhamon, anche se alcuni frammenti sono arrivati a noi dai carri trovati in altre tombe, come quello di Yuya e Thuya, i bisnonni di Tutankhamon.

Ricostruzione del carro nella tomba di Yuya e Thuya (Mikko H. Kriek)

Poi, nel 2008, André Veldmeijer del Netherlands-Flemish Institute del Cairo, ha visto una fotografia in bianco e nero di alcuni finimenti intatti da carro in un libro degli anni ’50 sulla tecnologia antica.

Erano stati etichettati come reperti del Museo Egizio, ma quando Veldmeijer ha chiesto al curatore, Ibrahim El Gawad, questi non ne sapeva nulla. Pochi mesi dopo, El Gawad li trovò per caso, lasciati dimenticati in alcuni cassetti nel retro del museo. Chiamò Veldmejier al museo e gli mostrò “strati su strati” di cuoio. “È un meraviglioso ritrovamento”, dice. “Quello che si vedeva nella foto non era nemmeno la metà di ciò che c’era nel museo. È stato stupefacente”.

La bardatura è completa al 90-95% secondo Veldmeijer. I segni di usura e le cuciture sono ancora visibili, mentre il design rosso, verde e bianco – l’unico esempio noto di questo tipo – è ancora chiaro dopo più di tre millenni.

Il rivestimento in pelle che ricopriva il carro (André J. Veldmeijer/SCA/Egyptian Museum Authorities)

Dettaglio dei 'cordoncini' che legavano il rivestimento alla struttura in legno (André J. Veldmeijer/SCA/Egyptian Museum Authorities)

Veldmeijer sta lavorando con Salima Ikram, un’egittologa dell’American University del Cairo, per conservare, catalogare e studiare i finimenti nell’ambito del Chariot Project del Museo Egizio. Che comprende il tentativo di aprire i fragili pezzi – che erano stati piegati per entrare nei cassetti del museo – e proteggerli con materiali adatti. I primi risultati verranno esposti in una conferenza dedicata che si terrà al Cairo il prossimo anno.

Il progetto è nelle sue fasi iniziali, ma i ricercatori si stanno già facendo una nuova idea su come venivano usati i carri. Per esempio, Ikram ha identificato una cinghia di cuoio che lei pensa agisse da cintura di sicurezza. “Sarebbe stata messa intorno al sedere del guidatore per stabilizzarlo e impedirgli di cadere fuori”, dice.

La cinghia (André J. Veldmeijer/SCA/Egyptian Museum Authorities)

Un mistero ancora da risolvere è scoprire da dove sono arrivati questi reperti. La documentazione del museo parla di un acquisto nel 1932 da un commerciante di antichità greco chiamato Georges Tano, ma non si sa da dove egli li abbia presi. Per essere sopravvissuti in così buone condizioni, presumibilmente erano stati rinvenuti in una tomba, e lo stile suggerisce un periodo intorno a quello di Tutankhamon.

El Gawad pensa che appartenessero al padre di Tutankhamon, il faraone ribelle Akhenaton, mentre per Veldmeijer risalgono a poco più tardi, forse appartenuti a uno dei successori di Tutankhamon.

Nature

L’anno scorso Andre Veldmeijer aveva pubblicato una ricerca sulle calzature dell’antico Egitto, in particolare sui sandali ortopedici di Tutankhamon.

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