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Sapiens 10, Neandertal 1

agosto 26, 2011

I biologi conoscono bene il principio secondo cui due specie animali raramente possono occupare la stessa nicchia ecologica. Lo stesso, a quanto pare, vale per le popolazioni umane.

Un nuovo studio di siti di Neandertal e Homo sapiens nel sud della Francia è giunto alla conclusione che gli uomini moderni erano così tanto più numerosi dei loro cugini evolutivi che i Neandertal non poterono che estinguersi.

(Nikola Solic/Corbis)

Per più di 100.000 anni, i Neandertal ebbero l’Europa tutto per loro. Poi, a partire all’incirca dai 40.000 anni fa, gli uomini moderni cominciarono a migrare nel continente dall’Africa. Anche se i ricercatori dibattono su quanto tempo abbiano resistito i Neandertal,  essi probabilmente non sopravvissero molto più di 5000 anni. Il perché siano scomparsi è anch’essa materia di discussione, ma la maggior parte degli esperti concorda sul fatto che l’Homo sapiens fosse in grado di battere il suo rivale nella concorrenza, diretta o indiretta, per il cibo e altre risorse.

Alcuni studi genetici, basati sulle sequenze di DNA sia antico che moderno, hanno suggerito che la crescita della moderna popolazione umana superò rapidamente quella dei Neandertal, ma stimare dei livelli di popolazione da questo tipo di dati è molto difficile e inesatto. Così Paul Mellars e Jennifer French, archeologi dell’Università di Cambridge, hanno deciso di guardare direttamente alle testimonianze archeologiche della presenza di entrambi i gruppi nella regione dove hanno avuto luogo importanti scavi: il sud-ovest della Francia, tra cui la lussureggiante regione della Dordogna, nota per i suoi siti preistorici quanto per il vino e foie gras.

Mellars e French hanno sfruttato un database completo di tutti i siti Neandertal e Homo sapiens in una regione di 75.000 km², che Pierre-Yves Demars, dell’Università di Bordeaux, aveva precedentemente compilato. La ricerca si è concentrata su tre culture preistoriche e periodi di tempo: il tardo Musteriano, dai 55.000 ai 44.000 anni fa, associato Neanderthal; il Castelperroniano, dai 44.000 ai 40.250 anni fa e anch’esso associato ai Neandertal; e l’Aurignaziano, dai 40.250 ai 35.000 anni fa e associato ai Sapiens.

Per ognuno di questi tre periodi, i due hanno preso in considerazione tre variabili: il numero di siti, la dimensione di ognuno, e ciò che gli autori definiscono “intensità di occupazione”, indicata dal numero di utensili di pietra trovati e la quantità di carne consumata,  stimata in base alle ossa animali rinvenuti per metro quadro.

Le differenze sono marcate. Mentre più di 100 anni di scavi nella regione hanno portato alla luce 26 siti del tardo Musteriano e 37 del Castelperroniano, quelli dei Sapiens sono 147. Inoltre, questi sono in media due volte più grandi di quelli dei Neandertal. Infine, l’intensità di occupazione era quasi due volte più grande nei siti dei Sapiens.

Nella loro ricerca pubblicata su Science, Mellars e French sostengono che ciascuno di questi tre indicatori demografici può essere considerato come una misurazione indipendente e dovrebbero essere moltiplicati tra loro per stimare le differenze di popolazione. Quando lo hanno fatto, il team ha concluso che i Sapiens arrivarono essere più numerosi dei Neandertal di 9 o 10 a 1.

“Questi dati implicano che la supremazia numerica da sola deve essere stata un potente, se non schiacciante, fattore” che permise agli uomini moderni di competere coi Neandertal, scrive il team.

Chris Stringer, paleoantropologo presso il Museo di Storia Naturale di Londra, chiama lo studio “lo studio finora più completo dell’idea” che gli uomini moderni superano in numero i Neandertal in Europa. E Jean-Pierre Bocquet-Appel, paleodemografo del CNRS di Parigi, concorda con gli autori che le loro tre variabili per la popolazione possono essere trattate come indipendenti e quindi moltiplicati tra loro; ma anche se venissero solo sommati, dice Bocquet-Appel, i Sapiens sarebbero più numerosi dei Neandertal di almeno 5 a 1.

Sul perché il solo numero avrebbe dato agli uomini moderni un tale vantaggio evolutivo, Bocquet-Appel dice che sia i Sapiens che i Neandertal sarebbero stati in competizione per cacciare gli stessi animali, come bovini, cervi e cavalli. “È una legge generale di ecologia che due specie non possano vivere nella stessa nicchia”.

Ma James O’Connell, antropologo dell’Università dello Utah a Salt Lake City, avverte che lo studio presuppone che entrambe le specie utilizzavano i loro siti nello stesso modo, mentre gli studi dei moderni cacciatori-raccoglitori indicano che la dimensione del sito e l’intensità di occupazione possono variano in base a fattori culturali che non necessariamente corrispondono ai numeri della popolazione. Per esempio, dice O’Connell, le aree del sito occupato da qualche cacciatore-raccoglitore australiano è molto maggiore di quella dei boscimani del Kalahari.

Science (studio)

Nel 2009 uno ricerca basata sul DNA mitocondriale di sei donne Neandertal aveva concluso che la loro specie non arrivò a superare le 7000 unità.

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