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Aperta dopo 2700 anni la camera nel Tumulo della Regina

agosto 19, 2011
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La necropoli etrusca di Tarquinia dispensa ancora sorprese. Dopo 2700 anni, gli archeologi hanno rimosso la lastra di pietra che chiudeva l’accesso a una camera secondaria all’interno del Tumulo della Regina.

Davanti ai loro occhi è apparsa una camera di piccole dimensioni, 4 x 2,5 metri, intatta, corredata con intonaci dipinti, invasa da terriccio nella parte anteriore, mentre la parte posteriore è libera e lascia intravedere dei manufatti che potrebbero essere dei letti funerari o le componenti in pietra di un altare.

(MiBAC)

(repubblica.it)

Sotto la lastra compare la porta con tracce della pittura originaria (repubblica.it)

(repubblica.it)

Nei prossimi giorni verranno effettuate accurate indagini degli ambienti interni, appena riportati alla luce, di cui si possono al momento rilevare tracce del raro intonaco originario e di materiale archeologico.

L’interno della camera (repubblica.it)

Il Tumulo della Regina è un’imponente struttura architettonica del diametro di circa 40 metri, pertinente a un personaggio di spicco all’interno della comunità tarquiniese del VII secolo a.C., di rango aristocratico e di ruolo probabilmente regale, vicino alla figura dei re etruschi, definiti dalle fonti antiche “lucumoni”.

Questo sepolcro si è rivelato come la più grande struttura a tumulo di Tarquinia finora nota. Il Tumulo della Regina si ispira a una tipologia di tombe reali che si ritrova soltanto in un altro ambito del Mediterraneo: nella Cipro di cultura omerica. In particolare, nella necropoli regale di Salamina, sito archeologico dell’area sud-orientale dell’isola, sono presenti tombe con ricchissimi corredi funebri confrontabili direttamente con quelle di Tarquinia, accostabili sia per le grandi dimensioni dell’ingresso che per il tumulo.

È molto probabile che all’origine di questo modello introdotto in Italia centrale ci siano proprio architetti di formazione orientale sbarcati a Tarquinia verso la metà del VII secolo a.C., che qui avrebbero introdotto innovativi modelli architettonici.

Le ricerche – dirette sul campo da Alessandro Mandolesi – hanno rivelato la presenza, nella parte anteriore del sepolcro, di un largo accesso praticabile, probabilmente coperto in origine da una grande tettoia, utilizzato per le celebrazioni in omaggio al nobile defunto.

La Repubblica

Ministero dei Beni Culturali

Interviste a Mandolesi (Repubblica, Corriere)

C’è poi una seconda scoperta: alcuni frammenti di una statua, alta probabilmente più di due metri, sono stati rinvenuti presso il Tumulo della Regina. La statua, in pietra vulcanica, rappresenta una sfinge.

I ricercatori hanno per ora rinvenuto una parte di ala, lunga una sessantina di centimetri, due zampe con artiglio e un pezzo di schiena. «La statua – spiega Mandolesi – probabilmente troneggiava sul tumulo alto una decina di metri. Accanto abbiamo trovato anche un’ altra tomba tutta da esplorare, che apriremo tra pochi giorni».

(corriere.it)

Corriere della Sera (video)

L’anno scorso era stata scoperta l’anticamera della tomba, decorata con un rivestimento murario tipico del Vicino-Oriente (Cipro, Egitto, area siro-palestinese), composto da un rarissimo intonaco in gesso alabastrino e una pittura di colore rosso.

Come si presentava l’anno scorso “l’anticamera” (necropoliditarquinia.it)

(repubblica.it)

Il tumulo “della Regina” (necropoliditarquinia.it)

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