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La più antica tomba etrusca dipinta di Tarquinia

agosto 10, 2010
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Nel cuore della necropoli etrusca di Tarquinia è stata scoperta l’anticamera della maestosa tomba a tumulo “della Regina”. Al suo interno, sono stati trovati i resti di un raro intonaco del VII secolo a.C., decorato con quelle che al momento sono le piu’ antiche pitture funerarie etrusche di Tarquinia.

Il tumulo “della Regina” (www.necropoliditarquinia.it)

Gli scavi, coordinati dal professor Alessandro Mandolesi, sono stati effettuati nell’area della Doganaccia, dove probabilmente furono deposti re e principi del VII secolo a.C.

L’ingresso del tumulo (www.necropoliditarquinia.it)

Le ricerche hanno portato alla luce un imponente accesso con una grande gradinata a cielo aperto. Attraverso questo ingresso gli archeologi sono arrivati alla tomba di un personaggio di spicco della comunità etrusca, di rango probabilmente reale.

La scalinata (www.necropoliditarquinia.it)

(la Repubblica)

Il locale scoperto è in gran parte rivestito di un consistente intonaco bianco in gesso alabastrino, un rivestimento murario finora mai visto in Etruria, ma noto invece nel Vicino-Oriente (Cipro, Egitto, area siro-palestinese). In generale, sia il tumulo “del Re” che quello “della Regina” si ispirano a una tipologia di tombe reali dell’VIII-VII secolo a.C. tipiche della Cipro “omerica”.

“È noto che Tarquinia era una città molto aperta e con vastissimi contatti commerciali nell’area mediterranea”, dice Mandolesi. “E quindi molti sono gli influssi di altre culture, tra cui quella greca, sui reperti e sulle strutture della necropoli. Ma in questo caso sembra di scorgere una vera trasposizione di un modello tombale da Cipro all’Etruria: la spianata davanti alla tomba, il tumulo, l’uso di intonaci alabastrini, la tecnica muraria”.

(la Repubblica)

Le pitture consistono in una fascia orizzontale di colore rosso che doveva svilupparsi su tutti i lati dell’ingresso, sopra la quale si individua una raffigurazione poco definita; forse, come nelle più antiche esperienze pittoriche etrusche, si tratta di un animale con evidente significato religioso, allusivo al mondo ultraterreno.

I dipinti sono peraltro stati realizzati in un ambiente aperto che precede la camera funeraria, e quindi accessibile e destinato alle cerimonie sacre.

Un particolare dell’intonaco e della pittura (www.necropoliditarquinia.it)

Un reperto (www.necropoliditarquinia.it)

L’area della Doganaccia di Tarquinia è caratterizzata dalla presenza di due grandiosi tumuli del periodo orientalizzante (VII secolo a.C.) denominati “del Re” e “della Regina”.

Gli attuali scavi, concentrati sul secondo di questi, hanno rivelato un’imponente struttura architettonica del diametro di circa 40 metri, collegabile a un personaggio di spicco all’interno della comunità tarquiniese, di rango aristocratico e di ruolo probabilmente regale, vicino alla figura dei re etruschi (definiti dalle fonti antiche come “lucumoni”).

Grazie ancora a Richard per le segnalazioni.

Fonti: necropoliditarquinia.it, la Stampa.

16 commenti leave one →
  1. giacomo permalink
    agosto 11, 2010 7:37 am

    buongiorno Aezio: questa nuova scoperta, potrebbe mettere in luce altre novità legate a culti egiziani nel suo antico italiano. Sarebbe estremamente interessante, vedere le fotogragie dei dipinti in maniera da interpretarli nel modo giusto. A prescindere, ho inviato una email a Lei, su ” no-replay@wordpress.com” inerenti 3 cerchi misteriosi, scrutati da me su google earth che, rimangono sempre in zona di Tarquinia, ma molto vicino alla costa.
    Siccome questi tre cerchi li ritengo inusuali per la loro conformazione, vorrei sapere se sono state eseguite ricerche archeologiche, oppure rilevamenti tipo azimut o rilevamenti celesti, tenendo presente la possibilità di strutture non solo murarie per essi, se effettivamente sono stati scavati in modo adeguate.
    Chi li abbia costruiti in quella maniera, deve senz’altro avere una logicità.

    Distinti saluti da Giacomo.-

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  2. antonio permalink
    agosto 11, 2010 5:08 pm

    Super! Per documentazione fotografica e relazioni. Sarà il mio punto di riferimento.
    Saluti da un appassionato.

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  3. giacomo permalink
    agosto 11, 2010 6:20 pm

    ‘sera Aezio: da un amico, per quei 3 cerchi nelle vicinanze di Tarquinia, mi si prospetta l’idea che possano essere tre cerchi ad uso paracadutismo. La stranezza è , che in una isola sperduta dell’Oceano Atlantico, ne ho intravvisti altri cinque molto similari. Potrebbe essere che il più marcato di quei tre di Tarquinia, sia effettivamente un cerchio antico, confutandolo con uno scanner professionale che ho.
    Spero in una Sua gentil risposta in merito – saluti Giacomo –

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  4. amico del buon senso permalink
    agosto 12, 2010 10:12 am

    mio dio! c’è gente che sacrifica la propria giovinezza a studiare, ad apprendere un metodo scientifico che possa permettere uno studio sempre migliore, e dunque una maggiore e più verosimile comprensione, del nostro passato. Purtroppo in giro ci sono soggetti deviati, forse malati?, che amano masturbare il proprio cervello alla ricerca di risposte mistico-astrali alla teorizzazione di misteri degni del miglior Jules Verne (ma quelli almeno erano dei bei romanzi d’avventura!). quindi, prima di infierire a due mani sul proprio cervello-membro (ormai questo è!) cercherei disperatamente di riconvertilo in quello che era all’origine: un organo votato all’elaborazione di idee sensate! e assolutamente consulterei di più qualche buon libro di carattere scientifico, piuttosto che programmi tv stravanganti, tarati per un pubblico ormai devoto al culto del reality. basta stupidaggini please, basta!
    L’Egitto è sempre stato fascinoso agli occhi di qualunque civiltà, ma non deve diventare la fonte inesauribile di sciocchezze d’ogni tipo!
    Atlantide non esiste! è un mondo ideale immaginato e descritto da Platone! i cerchi nel grano li ho visti fare da tante mietitrici, macchine costuite dall’uomo!, non da dischi volanti!
    rimaniamo con i piedi (e la mente!) sulla terra perchè quì di strada e studi da fare ne abbiamo ancora molti prima di cercare risposte nel cielo!

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  5. giacomo permalink
    agosto 12, 2010 11:43 am

    Vorrei sapere a chi fa allusione “l’amico del buon senso” che mi pare un po illogico nelle sue teorie di buon senso: ma lui, che cosa ha studiato e mai trovato? Non ha un “nome?” oppure, si vergogna di metterlo? Ma sa cosa sono i “Vimana”? Mi pare che abbia tanta fantasia nel suo piccolo cervello masturbato; non senz’altro il mio. Se alludeva a me, è meglio lasciarlo pur parlare: siamo democratici o nò? Ciao amico del non senso.

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  6. amico del buon senso permalink
    agosto 12, 2010 12:51 pm

    alan arbore, 25 anni laurendo in archeologia all’università degli studi di torino.
    ho scavato in diversi siti dell’etruria, tra cui il tumulo della regina a tarquinia, e a locri, in calabria.
    cose ne abbiamo trovate, tutte molto reali e terrene, quali struttute, reperti ceramici ed altre testimonianze della vita quotidiana politica, religiosa e sociale delle antiche civiltà… questi sono gli aspetti che devono interessare un archeologo ed un amante della materia…
    non si deve perdere tempo dietro a superstizioni o visioni fantastiche frutto di speculazioni sulla mitologia, materia seria e complicata da interpretare.
    so cosa sono i vimana, ma non vedo come possano legarsi a tarquinia… illuminami please… caro giacomoBBo…

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  7. giacomo permalink
    agosto 12, 2010 1:57 pm

    bravo laureando: quindi non sei ancora niente e nessuno: xchè hai scavato da studente, ti reputi già un archeologo? Visionario sarai te e caso mai sei tu che speculi su quanto hai sino addesso scoperto, ma non da solo mi pare. A prescindere, possi dirti che sono più di 20 anni che studio diverse cose, non nel ramo fantastico, ma prettamente reale.Non sei, mi pare, neanche di leggere esattamente l’alfabeto etrusco, quello reale e non quello presunto, di come tanti “di voi” pretendono di averlo interpretato. Anche io, personalmente, senza scavare o quant’altro da dilettante che sei, ho scoperto diverse cose, senza essere additato nè come visionario o quant’altro; mi pare che tu, in voce capitolo, la parola “educazione”, l’hai persa sotto terra scavando. Sei fuori tema e fuori luogo: studia ancora e apprendi bene la vera materia di archeologia. I Vimana? E chi ha mai detto che fanno parte di Tarquinia? Capisci male ragazzo. Puoi continuare a iosa nelle tue convinzioni personali al cospetto mio, perchè mi sto rendendo conto che, parlo con un dilettante che…ignora.Ciao bellooo.

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  8. amico del buon senso permalink
    agosto 12, 2010 2:14 pm

    meglio continuare ad ignorare allora… davvero meglio… al cospetto di cotanta cultura non posso che fermarmi ed inchinarmi…e pregare di non diventare mai così sicuro come te, o maestro.
    se ti mancano le argomentazioni, fai più bella figura a non intervenire, anzichè accusarmi di essere maleducato.
    poi, essere studente non significa comunque essere nessuno, bensì qualcuno che studia proprio per imparare… che studia e impara da chi ha già studiato e imparato di più… con l’augurio che l’insegnamento non venga sperperato inutilmente… e se sei stato studente anche tu dovresti saperlo…
    ah, il discorso dei vimana, se ricordi, l’hai introdotto tu… dunque chiediti perchè li hai nominati in questo contesto (tomba etrusca a tarquinia).

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  9. giacomo permalink
    agosto 12, 2010 2:47 pm

    rileggiti quello che hai scritto vosto che non capisci l’attinenza sui Vimana. Tronco qui

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  10. amico del buon senso permalink
    agosto 12, 2010 3:00 pm

    riletto. continuo a non capire. grazie lo stesso.

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  11. giacomo permalink
    agosto 12, 2010 7:59 pm

    vedi, caro amico del buon senso: devo dire, che in verità, questo tuo nome non mi è antipatico: anzi, il contrario ma, devi ammettere, che possono esistere determinate persone, anche se, non hanno scavato o che si stanno laureando, che possono nel tempo aver studiato e trovato determinate cose come “autodidatti” come me (che oggi ho solamente 63 anni, e più di 20 anni di ricerche non solo liguri). Ti potrei elencare determinate cose altamente sorprendenti, sugli etruschi, o sui loro alfabetari mal interpretati sino ad oggi, con tutte le domande che un “accademico” potrebbe chiedere. L’ultima scoperta eseguita, riguarda la Stele di Nora che, in realtà, interpretata come “Dio comanda”, da addito ad essere una mappa geografica del suolo sardo, partendo da una ” M ” ebraica antica, come montagna. La parte inferiore della stele, corrisponde in antico al Golfo di Cagliari e sue vicinanze. Le varie righe di tal stele, interpretate nel modo giusto, da evidenza di “posti o luoghi”, rivelandone i nomi, come ad esempio Porto Pino che, in realtà, è uno dei luoghi più antichi in assoluto della Sardegna, per i Menhir, necropoli e villaggio. Non sdono, come vedi un visionario ma uno reale. Ciao simpaticone.-

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  12. Aezio permalink*
    agosto 15, 2010 10:49 am

    Non sono al corrente di una qualche ricerca archeologica su dei “cerchi” in zona Tarquinia. Penso tuttavia che qualsiasi docente universitario di archeologia sia interessato a nuove scoperte; e sarebbe molto interessante avere le loro opinioni prima di una eventuale pubblicazione.
    Personalmente non ho pregiudizi di qualche tipo su temi così controversi, ma, appunto, il commento di un’autorità del settore aiuta a fare chiarezza.

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  13. Patti permalink
    settembre 6, 2010 10:50 am

    Sono solo quindici anni che mi intaresso a queste scoperte archeologiche e secondo me certe volte bisognerebbe avere la mentalita’ un po’ piu neutrale e basarsi innanzitutto sul fatto che non siamo nel periodo migliore della storia e noi non siamo gli uomini piu intelligenti di tutti i tempi.
    Si capisce benissimo che migliaia di anni fa, l’essere uomano aveva una perfetta consapevolezza di se e del mondo circostante. Avevano solo una cultura diversa, una espressione di arte molto piu raffinata e significativa dell uomo dei giorni nostri che sembra debba ancora imparare tutto e purtroppo piu conosce e meno capisce.
    Gli scavi archeologici e le nuove scoperte ci possono insegnare da dove arriviamo, dove inizia la nostra cultura, solo se non abbiamo stupidi pregiudizi.

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  14. Simone permalink
    agosto 20, 2011 5:31 pm

    Ho trovato su earth i cerchi indicati da Giacomo, e sono molto interessanti, peccato che la maggior parte degli archeologi Stipendiati in italia abbia poca passione per far nuove scoperte e nuove ricerche sul campo.
    Vi consiglio di guardare i cerchi su visual di paginegialle per avere delle immagini più nitide, potete così notare che si tratta di terrapieni.
    Comunque i cerchi sono veramente grandi (320m circa) e mi sembra difficile che li utilizzino i paracadutisti (all’ interno ci sono fossi piante, ecc), personalmente credo che siano dei terrapieni molto precedenti agli etruschi (probabilmente dell’ epoca del rame o antecedenti), di una larghezza di circa 5 metri, questo tipo di terrapieni è molto diffuso in tutta Europa dall’ epoca della pietra al periodo del rame, basta controllare i dintorni di Stonehenge (il più famoso) per trovarne molti altri, con diametri inferiori, uno dello stesso diametro lo potete trovare a queste coordinate: 51° 8’32.43″N 1°49’15.09″O .

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  15. giacomo permalink
    agosto 21, 2011 6:43 am

    salve sono giacomo – ho ripreso nuovamente i 3 cerchi grandi vicini alla costa di tarquinia ed infatti. dopo aver fatto una fotografia, li ho riguardato attraverso uno scanner professionale e si notano cose interessanti come dice Simone. Non capisco perchè nessun gruppo archeologico non abbia scrutato nè su scanner, nè sul posto (eventuali scavi) tali cerchi. Inoltre, sarebbe bello se si scoprissero delle scritte sulla sfinge scoperta recentemente nella tomba della regina, fossero divulgate per tutti, per leggerle nel migliore dei modi ed in modo corretto (non corrotto). All’amico Simone, se mi scrive, gli potrei dare il vero alfabeto etrusco (chiave di lettura nuova).
    Saluto Aezio, sempre con simpatia.-

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  16. Simone permalink
    agosto 21, 2011 1:10 pm

    Giacomo mi puoi contattare all’ indirizzo teppuz@live.it

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