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Un affresco di San Paolo nelle catacombe di San Gennaro

luglio 17, 2011

Nel 61 d.C. Paolo di Tarso, apostolo delle genti, sbarcò a Pozzuoli e si trattenne una settimana con i confratelli del luogo. L’episodio, riportato negli Atti degli Apostoli, è molto probabilmente la scintilla della straordinaria avventura cristiana in Campania, che porterà a mirabili esempi di santi come Gennaro, martire nel 313 nella stessa Pozzuoli che accolse il «Vaso d’elezione».

Ulteriore testimonianza della presenza di Paolo in Campania è uno straordinario affresco del VI secolo raffigurante l’apostolo, scoperto negli ultimi tempi all’interno delle catacombe di San Gennaro a Napoli dalla Pontificia Commissione di Arte Sacra e che da oggi è visitabile a tutti.

(ph. D'Anna)

(ph. D'Anna)

(ph. D'Anna)

L’Osservatore romano ha definito la scoperta «sensazionale» e ne ha spiegato i motivi. L’Apostolo delle genti, secondo la ricostruzione del giornale vaticano, mostra infatti le caratteristiche fisionomiche tipiche del filosofo, con tanto di calvizie, capelli e barba ricciuta scura, grandi occhi, collo lungo, incarnato rosato.

Il santo indossa poi una tunica bianca e il pallio dorato, sul cui lembo spicca la gammadia «I», forse per alludere alla lettera iniziale di Iesu. «Il restauro di un arcosolio – ha scritto il giornale vaticano – ha rivelato una grande figura di san Paolo che si rivolge e acclama verso una defunta. L’immagine si propone come una delle figure più intense e ieratiche della tarda antichità. Purtroppo – ha proseguito il quotidiano – la parte corrispondente destra è andata perduta, ma i rari resti di affresco suggeriscono che qui doveva svilupparsi, in maniera speculare, una nicchia con figura di Pietro».

(ph. D'Anna)

Corriere del Mezzogiorno

L’anno scorso in un cubicolo delle catacombe romane di santa Tecla erano stati svelati i ritratti più antichi degli apostoli Pietro, Andrea, Giovanni e Paolo (costui divenuto apostolo dopo la morte di Cristo, lo si aggiunge tradizionalmente ai dodici ‘originali’).

Il primo ritratto di San Paolo (Omniroma)

2 commenti leave one →
  1. luglio 18, 2011 10:37 am

    «Ulteriore testimonianza della presenza di Paolo in Campania è uno straordinario affresco del VI secolo raffigurante l’apostolo […]»

    Come è possibile che un affresco del VI secolo sia testimonianza della presenza di Paolo in Campania nel I secolo?

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    • Aezio permalink*
      luglio 18, 2011 11:19 am

      Effettivamente non lo è.
      Capita che ai ritrovamenti archeologici e scoperte varie venga attribuita un’importanza più grande di quella reale, e che quindi “riscrivono la storia”, “cambiano le conoscenze su”, ecc.
      Quando riprendo le notizie da fonti estere, valuto se la cosa abbia senso. In questo caso, l’articolo è interamente del Corriere del Mezzogiorno e mi è sfuggita. Grazie della segnalazione.

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