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Medinet Madi apre al pubblico grazie alla collaborazione dell’Italia

maggio 18, 2011

Alla presenza di autorità internazionali, lo scorso 8 maggio è stato aperto al pubblico il Parco Archeologico di Medinet Madi, un sito in concessione archeologica all’Università di Pisa dal 1978, dove sono state compiute tante importanti scoperte.

Al centro della cerimonia, la professoressa Edda Bresciani, direttore scientifico del progetto, e l’architetto Antonio Giammarusti, direttore tecnico, al quale si deve anche il progetto del Visitor Center di concezione straordinariamente moderna, inaugurato durante la stessa cerimonia.

Ingresso del Visitor Center (Università di Pisa)

(english.ahram.org.eg)

Bresciani e Giammarusti davanti alla cappella di Isis-Thermouthis restaurata (Università di Pisa)

Il progetto ISSEMM (Institutional Support to Supreme Council of Antiquities for Environmental Monitoring and Management of the Cultural Heritage Sites), avviato nel 2005, è il risultato di una collaborazione italo-egiziana che ha avuto come scopo la protezione e il restauro di questo importante sito archeologico ed è stato reso possibile con una generosa sovvenzione di € 3.500.000 da parte del Ministero degli Affari Esteri italiano.

Adesso Medinet Madi è collegata con una pista creata attraverso il deserto al parco naturale di Wadi Rayan all’interno del quale si trova la famosa valle delle balene fossili, sito riconosciuto dall’Unesco. L’obiettivo principale del progetto è di portare a un turismo alternativo nell’area del Fayum.

Madinet Madi venne fondata durante i regni di Amenemhat III (1859-1814 a.C. circa) e Amenemhat IV (1813-1805), della XII dinastia (1981-1802). Qui si trovano le uniche rovine di un tempio del Medio Regno (2030-1802) in Egitto.

Il tempio era dedicato alla dea con la testa di cobra, Renenutet, e al dio dalla testa di coccodrillo, Sobek, dio protettore della regione e della sua capitale, Scedet. Durante il periodo tolemaico (332-30 a.C.) il tempio fu ampliato e la città migliorata.

Leoni e sfingi lungo la via processionale verso il tempio di Madinet Madi (MSA)

Dal 1978, a Medinet Madi l’Università di Pisa ha scoperto dieci chiese copte del V-VII secolo d.C., un tempio tolemaico e un accampamento fortificato di epoca romana risalente al regno di Diocleziano (284-305 d.C.). Nel 2004, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri italiano, l’Università di Pisa ha restaurato dei blocchi di pietra recanti quattro inni alla dea Iside scritti in greco antico.

Molto curioso è in particolare il tempio tolemaico, caratterizzato da una struttura a volta utilizzata per l’incubazione di uova di coccodrillo. Secondo Bresciani, nella struttura fondamentalmente si allevavano coccodrilli sacri. Il suo team ha scoperto più di trenta uova in vari stati di evoluzione in una buca coperta da uno strato di sabbia. Nella stanza adiacente c’era invece una vasca di pietra perfettamente conservata.

“Questo ha portato a ipotizzare per l’edificio la funzione di nursery per coccodrilli sacri, che, usciti dalle uova, potevano essere messi nella vasca, probabilmente per un breve periodo, prima che gli animali venissero sacrificati e mummificati, e venduti ai devoti di Sobek in visita al tempio e alla necropoli dei coccodrilli”, ha scritto Bresciani nella relazione di scavo. Altre prove di questo curioso business provengono da un edificio vicino, dove vi era un’altra vasca e altre 60 uova di coccodrillo.

Particolare di uno dei blocchi (Università di Pisa)

Le uova (Università di Pisa)

Alla cerimonia di apertura era presente il Ministro di Stato per le Antichità Zahi Hawass, il Governatore del Fayum Mahmoud Assem Gad con altre personalità egiziane, e per l’Italia il capo della Cooperazione Italiana in Egitto Ginevra Letizia, Carla Bianconi per il Ministero degli Affari Esteri, Amani Nakhlah del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite, la professoressa Alessandra Avanzini direttore del dipartimento di storia antica dell’ateneo pisano, e, insieme a esperti e restauratori egiziani, anche alcuni fra gli esperti italiani che hanno lavorato al progetto, come Roberto Buongarzone.

Università di Pisa (qui e qui)

Ministero delle Antichità egiziano

Ministero degli Affari Esteri

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