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Neandertal e uomini moderni si incrociarono solo ogni tanto?

maggio 17, 2011

Un team condotto dagli archeologi Thomas F. G. Higham (Università di Oxford) e Ron Pinhasi (University College Cork) ha usato le ultime tecnologie per datare al radiocarbonio le ossa del cranio di un Neandertal di 1-2 anni trovato nella grotta di Mezmaiskaya nella regione settentrionale del Caucaso, in Russia.

L’individuo morì tra i 42.300 e i 45.600 anni fa, mentre una valutazione dei livelli archeologici del sito suggerisce che nessun Neandertal sopravvisse nella caverna dopo i 39.000 anni fa. Queste datazioni correggono le precedenti, secondo le quali uomini di Neandertal vissero nel sito fino a 30.000 anni fa.

Il laboratorio di Oxford (Thomas Higham); ricostruzione di un uomo di Neandertal (Philippe Plailly and Atelier Daynes / Photo Researchers, Inc.)

La datazione è il risultato di un nuovo metodo sviluppato da Higham per rimuovere la contaminazione. Ulteriori analisi statistiche di altri siti Neandertal in Europa effettuate dal team suggeriscono che i Nendertal e gli esseri umani ebbero contatti solo un breve periodo di tempo.

Dice Pinhasi: “Allo stadio attuale della ricerca, i risultati non supportano alcuna sovrapposizione importante tra Neandertal e uomini moderni dopo i 40.000 anni fa, quando i Neandertal si erano probabilmente già estinti. Molte delle datazioni molto recenti, per esempio quelle di Gibilterra (le cui datazioni non sono basate direttamente sui fossili) sono, probabilmente, semplicemente sbagliate” a causa di contaminazione, mescolamento di strati archeologici e altri fattori.

La datazione al radiocarbonio si basa sull’isotopo radioattivo del carbonio-14, la cui radioattività diminuisce nel tempo in modo prevedibile, consentendo agli archeologi di calcolare l’età di antichi siti usando il carbone prodotto dai fuochi o le stesse ossa degli uomini preistorici. Il problema è che il carbonio può facilmente contaminarsi con materiale organico più recente, facendo apparire i siti preistorici molto più recenti di quanto non siano realmente. Higham e i suoi colleghi di Oxford hanno quindi sviluppato diverse tecniche per rimuovere il carbonio più recente. I risultati stanno correggendo le datazioni di tutta l’Europa preistorica (qui c’è l’esempio di un sito francese).

Science, PNAS.

Sempre su Science, viene pubblicato un’altra ricerca che in sostanza va contro quanto appena detto.

Un gruppo di archeologi coordinato da Ludovic Slimak (Università di Toulouse) sostiene che alcuni degli ultimi Neandertal potrebbero aver trovato rifugio, tra i 31.000 e i 34.000 anni fa, nella lontana caverna Byzovaya, sui monti Urali, in Russia, a una latitudine che per dare un’idea è quella dell’Islanda.

Qui sono stati trovati utensili di pietra che gli archeologi sostengono essere tipici dei Neandertal. Se così fosse, l’area occupata da loro si estenderebbe di 1.000 km verso nord e il sito diventerebbe uno di quelli abitati dai Neandertal più recenti.

(Science/AAAS)

(Hugues Plisson, Science/AAAS)

Science, Science News.

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