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Buttermilk Creek Complex: un sito pre-Clovis in Texas

marzo 26, 2011

Le nuove scoperte in quello che gli archeologi hanno chiamato Buttermilk Creek Complex, nel sito archeologico di Debra L. Friedkin, in Texas, dimostrano che i suoi abitanti vissero nella regione molto prima di quanto si credesse – fino a 2.500 anni prima.

Se la datazione è corretta, i paleoindiani arrivarono in questo sito in un periodo compreso all’incirca tra i 13.200 e i 15.500 anni fa.

Immagine degli scavi nel 2007 (Science/AAAS)

A destra è visibile il sostrato roccioso. La parte chiara sopra è colluvium, quella scura sono depositi dovuti ad allagamenti (Science/AAAS)

Michael Waters, direttore del Centro per lo studio dei primi americani della Texas A&M University, dice di aver trovato testimonianze di occupazione umana degli ultimi 15.500 anni.

Vicino alla superficie ci sono tracce di occupazione del Tardo periodo preistorico e del Periodo Arcaico nelle Americhe (8000-2000 a.C.). Più in profondità ci sono invece tracce di occupazione della civiltà Clovis e di quella – successiva – di Folsom che risalgono a un periodo compreso tra i 12.000 e i 13.000 anni fa.

“Ma la svolta è stata la scoperta di quasi 16.000 reperti sotto lo strato Clovis datati a 15.500 anni fa”, osserva Waters. “La maggior parte di questi sono residui di scheggiatura dalla produzione e riaffilatura di utensili, ma oltre 50 (56, ndr) sono strumenti. Ci sono bifacciali che ci dicono che nel sito facevano proiettili e coltelli. Ci sono strumenti e lame realizzate opportunamente per tagliare e raschiare “.

Manufatti trovati al Buttermilk Creek Complex (Michael R. Waters / Science/AAAS)

Sezione che mostra la localizzazione dei proiettili (Science/AAAS)

Molteplici studi hanno dimostrato che il sito è intatto e che i manufatti sono al loro posto. Più di 60 “datazioni per luminescenza” mostrerebbero che i primi sono di 15.000 anni fa, spiega Waters. La tecnica della datazione con la luminescenza ottica stimolata (OSL) è un metodo usato per datare il sedimento intorno ai manufatti: data l’ultima volta in cui il sedimento è stato esposto alla luce del sole.

Per più di 80 anni si è sostenuto che il popolo Clovis fosse stato il primo ad entrare nelle Americhe, dice Waters, ma nel corso degli ultimi decenni, diversi siti sono stati datati a periodi precedenti – in particolare nel Wisconsin, in Pennsylvania, in Florida e nell’Oregon.

“Tuttavia, queste prove non sono molto solide”, continua Waters. “Quello che è speciale riguardo il sito Debra L. Friedkin è che ha il maggior numero di reperti risalenti al periodo pre-Clovis, che questi manufatti mostrano una serie di diverse tecnologie, e che questi manufatti sono datati a un periodo molto antico.

“Questa scoperta ci fa ripensare la prima colonizzazione delle Americhe. Non c’è dubbio che questi strumenti e armi siano stati prodotti dall’uomo e che risalgano a circa 15.500 anni fa, il che li rende più antichi reperti trovati sia nel Texas che nel Nord America”.

(tamunews.tamu.edu)

(tamunews.tamu.edu)

Waters lavora nel sito dal 2006, e l’analisi dei reperti raccolti – ben 15.528 – è in corso. Waters dice: “Questi studi ci aiuteranno a capire da dove venivano queste persone, come si sono adattate alla nuova ambientazione che hanno incontrato, e ci aiuteranno a capire le origini dei successivi gruppi come i Clovis”.

Mike Waters davanti agli scavi (tamunews.tamu.edu)

Lo studio, pubblicato su Science, è stato condotto da ricercatori della Texas A&M University, della Baylor University, della University of Illinois-Chicago, della University of Minnesota e della Texas State University.

Fonti: Texas A&M University, Science.

Aggiornamento 30/03/2011:

La BBC ha raccolto i dubbi dell’antropologo Tom Dillehay, professore alla Vanderbilt University nel Tennessee, riguardo lo studio di Michael Waters.

Tom Dillehay ha commentato: “[La teoria secondo cui i Clovis furono i primi abitanti d’America] è stata scartata anni fa. Adesso sono molti altri i candidati pre-Clovis accettati tutta l’America”.

“Se guardate la prosa di questa ricerca, mi dà un po’ fastidio perché sembra che stiano ricostituendo il dibattito Clovis-pre-Clovis e dicendo: ‘Ecco il sito che prova il [contrario]’ ‘”.

Inoltre, dice, la tecnica utilizzata per datare i reperti, la luminescenza, è meno affidabile della datazione al radiocarbonio, che è stata applicata ad altri siti dei primi americani (in questo caso non si è potuto datare al radiocarbonio perché in quello strato non c’erano materiali organici, ndr).

E non è stato chiaro il modo in cui hanno attribuito i manufatti a tecnologie Clovis e pre-Clovis perché il sito mancava delle “punte di proiettili” necessarie a distinguere correttamente tra i due. Le punte di lancia Clovis sono inconfondibili.

Inoltre, continua Dillehay, gli strumenti provengono da un deposito alluvionale che è spesso 6-7 cm. Questo, dice, è “potenzialmente problematico” a causa della possibilità che i manufatti furono trasportati in giro dall’acqua.

Il professore Gary Haynes, dell’University of Nevada in Reno, ha elogiato il “buon lavoro” dal gruppo di ricerca, ma ha detto che è plausibile che i processi naturali possano aver spostato alcuni strumenti di pietra verso il basso nell’argilla – dando l’impressione di uno strato di pre-Clovis.

Fonti: BBC, AP.

2 commenti leave one →
  1. Luigi permalink
    marzo 29, 2011 11:32 pm

    Davvero interessante. I ritrovamenti di Hueyatlaco, in Messico, sono invece tuttora oggetto di controversia.

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    • Aezio permalink*
      marzo 30, 2011 4:26 pm

      Ho aggiunto le critiche allo studio raccolte dalla BBC. A quanto pare, anche questi ritrovamenti faranno ancora discutere.

      Mi piace

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