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I primi europei non si scaldavano col fuoco?

marzo 20, 2011
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(SHEILA TERRY / SCIENCE PHOTO LIBRARY)

L’idea che gli antichi antenati umani dovettero padroneggiare l’uso del fuoco prima di partire dalla mite Africa per i gelidi climi d’Europa è messa in discussione da uno studio che rivela che non esistono prove al riguardo.

Quando il fuoco divenne uno strumento a disposizione degli hominini è una questione spinosa. A differenza degli strumenti di pietra, che si mantengono bene nel corso del tempo e il cui uso da parte degli hominini può essere datato ad almeno 2,6 milioni di anni, la cenere e il carbone – che spesso sono gli unici resti degli antichi fuochi – sono rari nella documentazione fossile in quanto sono facilmente distrutti dagli elementi.

Ma poiché il fuoco rende il cibo molto più consumabile e svolge un ruolo fondamentale nel fornire calore, la maggior parte degli antropologi ha convenuto che gli hominini dovettero padroneggiare il fuoco prima di dirigersi in Europa.

“Abbiamo presupposto che il fuoco dovette essere un elemento a disposizione degli umani per sopravvivere agli inverni delle latutidini settentrionali”, afferma Francesco d’Errico, archeologo presso l’Università di Bordeaux.

Uno studio pubblicato sul Proceedings of National Academy of Sciences suggerisce che questa teoria sia sbagliata.

Wil Roebroeks, della Leiden University, nei Paesi Bassi, e Paola Villa, della University of Colorado Museum di Boulder, hanno cercato la documentazione archeologica europea dei fuochi e hanno scoperto che le prime possibili tracce provegono da due siti di 400.000 anni fa, uno in Inghilterra che sembra contenere i resti di un antico focolare, e uno in Germania che presenta uno strumento di legno carbonizzato e una selce riscaldata. Siti più antichi in Inghilterra, Italia e Spagna non mostrano alcun segno di padronanza del fuoco.

Tali osservazioni sono problematiche perché gli antichi antenati umani migrarono verso il freddo clima europeo oltre un milione di anni fa; in altre parole, avrebbero vissuto per 600.000 circa senza fuoco.

Ulteriori analisi hanno permesso a Roebroeks e Villa di costruire un archivio dei siti (disponibile on-line) che mostrano chiare tracce di uso di fuochi  negli ultimi 400.000 anni. I ricercatori individuano infatti a 400.000 anni fa il punto in cui le testimonianze dell’utilizzo del fuoco iniziano ad aumentare in modo significativo nella documentazione fossile europea.

Lo studio non mette peraltro solo in discussione quando il fuoco cominciò ad essere utilizzato, ma anche chi lo usava. Roebroeks e Villa hanno scoperto che il fuoco era in realtà piuttosto comune nei luoghi in cui vissero gli uomini di Neandertal. “Siamo rimasti sorpresi di trovare così tanti siti Neandertal con chiare e ripetute prove dell’uso del fuoco, dal momento che gli archeologi credono che essi non lo usassero abitualmente”, dice Roebroeks.

(JPL/NASA)

Le scoperte però sono in conflitto coi dati provenienti da altre parti del mondo. In Israele, nel sito acheuleano di Gesher Benot Ya’aqov, i ricercatori hanno utilizzato micromanufatti riscaldati e residui vegetali per proporre che fuochi controllati furono usati nel sito ben 780.000 anni fa. E alcune tracce controverse indicherebbero che i fuochi controllati esistevano in Africa già 1,6 milioni anni fa.

Sebbene il sito israeliano rappresenti un enigma, Roebroeks e Villa sostengono che i fuochi individuati in Africa potrebbero essersi formati attraverso i fulmini. In alcuni casi questi poterono essere raccolti dagli hominini che ne conoscevqno l’utilità, ma non avevano idea di come crearlo da soli.

“Distinguere tra fuochi ‘catturati’ e fuochi prodotti intenzionalmente dagli hominini è problematico negli antichi contesti archeologici”, dice Lawrence Straus, paleoantropologo all’Università del New Mexico di Albuquerque. “La ricerca pone la questione di come i primi hominini europei riuscirono a sopravvivere agli inverni”, aggiunge Straus.

Su una scala più grande, il fuoco è spesso evocato come un fattore chiave nell’evoluzione umana – permettendo di spendere meno energia per digerire e più per pensare. “Per come stanno le cose, le sue tracce, o la sua mancanza, mettono veramente in discussione questa ambiziosa teoria, che il fuoco face gli esseri umani”, dice Straus.

Fonti: Nature, PNAS, University of Colorado at Boulder.

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  1. Lionello Pellizzer permalink
    marzo 22, 2011 12:48 am

    Qualche anno fa a Venezia è stata allestita la mostra Homo. Era ricostruito il sito di Isernia con la prova del ritrovamento del fuoco. Se non ricordo male il sito era datata 750.000 a.c.. Vi risulta? un saluto da chi vi segue sempre. Ciao

    Mi piace

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