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WikiLeaks rivela un’offerta segreta degli USA per un quadro di Pissarro

dicembre 24, 2010

Dei nuovi cablogrammi rilasciati da WikiLeaks rivelano che i funzionari americani offrirono di aiutare la Spagna nella sua rivendicazione del tesoro di un galeone spagnolo, affondato nel golfo di Cadice ma recuperato dalla compagnia americana Odyssey Marine Exploration. In cambio del favore, chiedevano agli spagnoli di fornire assistenza nel recupero di un’opera d’arte trafugata dai nazisti.

In una conversazione con il ministro della cultura spagnolo, César Antonio Molina, l’ambasciatore statunitense a Madrid, Eduardo Aguirre, cercò di collegare la rivendicazione del tesoro ai tentativi di un cittadino americano, Claude Cassirer, di recuperare un dipinto di Camille Pissarro, oggi esposto in un museo di Madrid.

“L’ambasciatore notò anche che, sebbene [le cause legali] dell’Odyssey e di Cassirer [non fossero collegate], era nell’interesse di entrambi i governi approfittare di qualunque margine di manovra, compatibile coi loro obblighi legali, per risolvere entrambe le questioni in un modo che favorisse il rapporto bilaterale”, riportò l’ambasciata il 2 luglio 2008.

L’offerta venne fatta dopo il reclamo da parte del governo spagnolo della proprietà di mezzo milione di monete d’oro e d’argento, trovate sul fondo dell’oceano Atlantico dai robot sottomarini dell’Odyssey. La compagnia aveva mandato la Spagna su tutte le furie dopo aver trasportato il tesoro a Gibilterra e poi direttamente negli Stati Uniti.

Il cosiddetto tesoro del Cigno Nero (“Black Swan treasure”), che l’Odyssey dice provenire da un relitto non identificato, è stato valutato a circa 500 milioni di dollari.

Gli esperti dell'Odyssey esaminano le monete (Odyssey Marine Exploration/AP)

Le monete quando vennero scaricate (Odyssey Marine Exploration)

Tuttavia, secondo l’ambasciata, il ministro Molina rifiutò di collegare i due casi: “Il ministro ascoltò attentamente il messaggio dell’ambasciatore, ma sottolineò la separatezza delle questioni”, riporta il cablogramma.

Egli promise, ciononostante, di incontrare Cassirer per discutere ciò che si poteva fare riguardo il quadro di Pissarro Rue St Honoré. Après-midi. Effet de Pluie, attualmente esposto al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.

Rue Saint-Honoré in the Afternoon. Effect of Rain (Museo Thyssen-Bornemisza)

In un altro cablogramma l’ambasciata spiega il retroscena della richiesta di Cassirer.

“I nazisti forzarono la nonna di Cassirer (Lilly Cassirer) a vendere il dipinto nel 1939. Il barone Hans Heinrich Thyssen-Bornemisza la acquistò nel 1976. Agli inizi degli anni ’90, il governo spagnolo comprò la collezione e costruì l’attuale museo. Nel 1958, la signora Cassirer ricevette un risarcimento di 120.000 marchi tedeschi per la scomparsa e provvisoria espropriazione del dipinto, ma conservò il pieno diritto al dipinto”.

Il museo rifiutò di consegnare l’opera d’arte, sostenendo che venne comprato in buona fede. Il barone Thyssen non aveva saputo della storia di Lilly Cassirer, una ricca tedesca ebrea che disse di esser stata forzata a vendere l’opera per 900 marchi (circa 250-300 euro). La signora Cassirer disse che quello era l’unico modo per ottenere un visto per fuggire dalla Germania nazista. Il quadro era rimasto in possesso di quella famiglia sin da quando il pittore impressionista l’aveva dipinto nel 1897.

Il ministro Molina ha fatto notare che la collezione tecnicamente apparteneva a una fondazione, e quindi c’era poco che il governo spagnolo potesse fare.

“Il quadro venne acquistato legittimamente dalla fondazione nel 1993, insieme al resto della collezione di Thyssen-Bornemisza”, hanno fatto sapere recentemente dal museo. “La fondazione è stata la pacifica proprietaria dell’opera sin dalla sua acquisizione e l’ha esibita permanentemente, perciò non ci possono essere questioni sulla [sua] proprietà”.

Con i tribunali spagnoli che difficilmente avrebbero forzato il museo a cedere il dipinto, i funzionari dell’ambasciata chiesero al direttore delle politiche culturali, Guillermo Corral, se ci potessero essere delle “soluzioni creative”.

“La Spagna è sensibile alla richiesta della famiglia – ha detto Corral – ma non crede che si possa legalmente negoziare un risarcimento”, riportò l’ambasciata. “Potrebbe, tuttavia, essere in grado di compiere dei gesti per la famiglia e la comunità ebraica di Los Angeles. Il governo potrebbe, per esempio, organizzare e finanziare viaggi in Spagna e scambi culturali […], dando il giusto riconoscimento alla famiglia di Cassirer”.

La famiglia continua nella sua rivendicazione, nonostante Claude Cassirer sia morto a settembre. All’inizio di quest’anno un tribunale di Los Angeles ha permesso alla famiglia di portare in tribunale la Spagna per chiederle di restituire loro il quadro.

La Spagna, dal canto suo, sostiene che il tesoro del Cigno Nero proviene dal galeone spagnolo Nuestra Señora de las Mercedes, affondata nelle coste della regione portoghese di Algarve nel 1804. La nave, che trasportava mezzo milione di monete coniate in Perù, stava tornando da Montevideo quando venne attaccata da quattro navi britanniche.

Alcune monete d'oro ancora sul fondo dell'oceano (Odyssey Marine Exploration)

Monete d'argento (Odyssey Marine Exploration)

(wiki)

I discendenti dei 249 marinai spagnoli di quel galeone si sono uniti al governo spagnolo nella causa contro l’Odyssey, in un tribunale di Atlanta, in Georgia. Lo scorso anno la corte ha stabilito che quel carico appartiene alla Spagna, ma l’Odyssey è ricorsa in appello.

La compagnia americana sostiene che gran parte del tesoro trovato nel galeone, fino al 70% del totale, all’epoca non apparteneva allo stato spagnolo, e quindi la nave aveva in realtà scopi commerciali. Ciò significa che il carico non può appartenete oggi al governo spagnolo.

I documenti rilasciati da WikiLeaks rivelano infine che l’ambasciata americana aveva, nel precedente anno, consegnato alle autorità spagnole la documentazione doganale compilata dall’Odyssey al momento del trasferimento delle monete, a metà del 2007.

I funzionari dell’ambasciata avvertirono “che l’informazione era confidenziale e da essere usata solo per scopi giudiziari”.

Fonte: The Guardian.

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