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È crollata la Domus dei Gladiatori a Pompei/3

novembre 8, 2010

Riporto un articolo di Francesco Rigatelli apparso su la Stampa: delinea in modo chiaro il crollo della Domus dei Gladiatori e la situazione di Pompei in generale.

Perché era importante la casa crollata a Pompei?
La Schola armaturarum, l’Armeria dei giovani gladiatori di Pompei che si è polverizzata alle sei di sabato mattina per uno smottamento del terreno seguito al maltempo, era un importante edificio pubblico del sito archeologico. Non era visitabile ma i turisti venivano attratti dalle pitture alle pareti che s’intravedevano dall’esterno. L’interno consisteva in una grande sala affrescata con vittorie alate e scudi gladiatori, risalente al 62 d. C., cioè 17 anni prima dell’eruzione che seppellì Pompei di lava.

L'interno della Domus dei gladiatori (la Repubblica)

Particolare dell'esterno (la Repubblica)

Ci sono stati altri crolli in precedenza?
Solo a gennaio scorso e quest’estate ci sono stati due crolli nella vicina Casa dei casti amanti. E altre domus che si affacciano sulla stessa via dell’Armeria sono a rischio, come quelle di Giulio Polibio e di Trebio Valente, verso Porta Nola, perché proprio come l’Armeria sono vicine ad un’area ancora non scavata e infiltrata d’acqua. Le scale della Casina delle aquile sono sottoposte a spinta da parte di un altro terrapieno.

Com’è amministrato il sito archeologico di Pompei?
Per due anni, con la motivazione del degrado dell’area, il governo ha mandato a Pompei Marcello Fiori, commissario della Protezione civile, con il risultato di commissariare di fatto la Sovrintendenza. A giugno il commissario è scaduto. E la Sovrintendenza è stata occupata fino a ottobre da un reggente non titolare, Giuseppe Proietti, sostituito ora da Jeannette Papadopulos.

Marcello Fiori (ilgiornaledellarte.com)

Giuseppe Proietti (beniculturali.it)

Jeannette Papadopoulus (Newfotosud Antonio di Laurenzio)

Ci sono stati dei tagli?
Nel 2006 la legge 41 ha decurtato di 30 milioni i fondi per il restauro e nel 2008 di altri 40. 79 sono i milioni affidati prima al commissario Renato Profili, ex prefetto di Napoli e poi a Marcello Fiori, proveniente dalla Protezione civile. Il primo ne ha impegnati 40, la maggior parte per la manutenzione secondo i progetti dell’allora sovrintendente Pier Giovanni Guzzo. A Fiori ne son rimasti 39 (compresi 18 che la Regione Campania non ha ancora dato), e un terzo sarebbero stati impiegati per i restauri.

Qual è la situazione dei restauri?
Nel 1988 la spesa per i lavori di messa in sicurezza dei 44 ettari dell’area archeologica fu stimata in 270 milioni. Da allora il 30 per cento della manutenzione è stata eseguita. Una lentezza dovuta anche alla burocrazia dei concorsi pubblici per assegnare ogni intervento. Per questo motivo si arriva ai commissariamenti. Ma lievita la spesa in comunicazione, meno quella per la sicurezza.

Cosa rappresenta Pompei da un punto di vista culturale?
Le sue origine sono antiche quanto quelle di Roma. La lava del Vesuvio, solidificatasi, ne ha conservato intatti gli edifici fino agli scavi del 1748 finanziati dai Borbone. Il tempo a Pompei si è fermato a quell’eruzione del 79 d. C., regalando alla modernità un calco della vita antica. Le scritte elettorali sui muri, gli oggetti nelle botteghe, le ville, i tempi e i fori di Pompei sono una delle principali fonti di studio su quell’epoca. Dal 1997 l’Unesco l’ha dichiarata patrimonio dell’umanità.

Casa dei Vettii (wiki)

Uno degli affreschi conservati alla Villa dei Misteri (wiki)

Che cosa rappresenta Pompei per il turismo?
Si tratta del secondo più visitato del mondo (dal 2008, quando ha lasciato il primato alla turca Efeso). Secondo Andrea Carandini, presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, il sito può raggiungere i 15 mila visitatori al giorno, di cui l’80 per cento stranieri. Questo porta un guadagno di 25 milioni di euro all’anno. Nonostante ciò, assenteismo dei dipendenti, abusivismo delle guide, mancanza di controlli delle rovine e incertezza della direzione rendono complessa la situazione.

Quali reazioni ha suscitato il crollo di Pompei?
La notizia ha fatto il giro del mondo, trovando ampio risalto soprattutto tra i media di lingua inglese, come il «New York Times», il «Daily Mail» e la Bbc. Il quotidiano di New York ha pubblicato la storia in prima pagina con il titolo: «Il crollo di Pompei suscita accuse di negligenza pubblica». «Archeologi, commentatori e oppositori politici accusano il governo italiano – ha scritto il “New York Times” – di negligenza e cattiva gestione per il crollo della Casa dei Gladiatori, risalente a 2000 anni fa». Mentre il «Daily Mail» ha ironizzato sulla colpa data alle pesanti piogge dei giorni scorsi.

L’edificio si può recuperare?
Secondo i tecnici l’Armeria si può ricostruire e gli affreschi sono recuperabili. Intanto il ministro Bondi ha annunciato di promuovere un piano di manutenzione straordinaria per gli edifici di Pompei. Gli ultimi interventi di restauro dell’Armeria risalivano al 1947, quando l’edificio era stato bombardato durante il secondo conflitto mondiale.

Fonte: la Stampa.

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