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È crollata la Domus dei Gladiatori a Pompei/2

novembre 7, 2010

(il Mattino)

Il ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi, a Pompei all’indomani del crollo dell’Armeria dei gladiatori, replica al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ieri chiedeva spiegazioni “senza ipocrisie”. “Se avessi la certezza di avere responsabilità in quanto accaduto mi dimetterei. Ma rivendico invece il grande lavoro fatto”, ha detto Bondi. Poi però lancia un nuovo allarme: altri crolli di edifici sono possibili nel sito archeologico, viste le sue condizioni. “C’è un grande lavoro da fare qui – ha proseguito – e ne riferirò al presidente del Consiglio, al Parlamento e al capo dello Stato”.

L'Armeria dei Gladiatori prima del crollo (Repubblica)

(coordinamento nazionale Uil beni e attività culturali)

In un’intervista concessa a Repubblica, il ministro dichiara che il problema, all’origine del commissariamento di Pompei, è che “i sovrintendenti non possiedono capacità manageriali che sarebbero indispensabili per l’espletamento di certe funzioni, come ad esempio quella di gestire gli appalti per la manutenzione e il restauro dei monumenti. È per questo che il problema non riguarda solo la mancanza di fondi, ma soprattutto la capacità dell’amministrazione di spenderli e di utilizzarli pienamente ed efficacemente”.

Per il momento, scrive Sergio Rizzo sul Corriere, alla manutenzione ordinaria di Pompei verranno destinati solo 2 milioni di euro, a fronte dei 7 che le erano destinati in passato, su circa 20 di incassi annuali.

In un’intervista al Fatto Quotidiano Antonio de Simone, tra i massimi esperti in campo internazionale dell’archeologia dell’area vesuviana, chiarisce che “la Domus non è crollata per il peso del cemento armato, è collassata per una banalissima carenza di manutenzione ordinaria: il soffitto non impermeabilizzato, dunque infiltrato d’acqua, e l’incuria cui sono stati abbandonati i muri. Il peso del cemento armato non c’entra”. E sui costi necessari per un intervento conservativo “davvero serio”, de Simone ritiene necessaria “una cifra non inferiore ai 500 milioni di euro, spalmati su 20-25 anni di operazioni mirate. Se qualcuno pensa che siano troppi, è sufficiente ricordare che 500 milioni sono una cifra risibile in confronto ai costi di una linea ferroviaria ad alta velocità o di qualche decina di chilometri di una normale autostrada”.

Degrado a Pompei (Controluce)

“Il problema è che alla mancanza di risorse – ripete Bondi – si unisce la mancanza ancora più grave di qualità professionali in grado di svolgere funzioni di gestione efficiente dei siti culturali. A breve presenterò una riforma che separi la responsabilità dei sovrintendenti, che dovranno occuparsi esclusivamente della funzione di tutela, da quella di nuove figure professionali nel campo della cultura in grado di gestire con criteri di maggiore efficienza i musei e le aree archeologiche”.

“In tutti i Paesi del mondo – ha detto stamattina il ministro – i musei delle aree archeologiche hanno dei direttori, cioè delle figure autonome per gestire. Dobbiamo fare la stessa cosa”. Bondi ha specificato che pensa di utilizzare i giovani laureati nel settore dei beni culturali che siano formati anche nel management.

Oltre ad assicurare di fare di tutto per avere più fondi, una soluzione secondo il ministro è la creazione di una fondazione, che “garantirebbe una maggiore autonomia della gestione e l’attrazione di maggiori risorse private, salvaguardando sempre il compito di tutela e sorveglianza storica da parte dei sovrintendenti”.

Il presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali Andrea Carandini denuncia più in generale la mancanza di un “progetto, che parta dall’analisi di quel che si è fatto nell’ultimo decennio, per arrivare a una proposta globale”. Nello specifico propone la creazione di “un’Opera di Pompei, ovvero una specie di Fabbrica del Duomo permanente con squadre di 20, 30 operai che intervengono ogni giorno su insule e case”. Ci sono poi da risolvere i problemi dell’ assenteismo dei custodi, definito “indescrivibile”, e” l’abusivismo delle guide”. “Ma qualcosa con il commissariamento – conclude Carandini – si è migliorato. Solo che ora siamo nell’interim, si aspetta la nomina di un sovrintendente”.

Una illustrazione che rappresenta l'Armeria dei Gladiatori così come si presentava ai tempi dello spledore di Pompei (la Repubblica)

Infine una buona notizia: gli affreschi della Schola Armaturarum potranno essere probabilmente recuperati: “La Schola – ha aggiunto il ministro – aveva subito un intervento di restauro nel 1947 e dovrebbe dunque essere possibile ricostruire l’edificio così com’era dopo la Seconda guerra mondiale”.

Fonti: la Repubblica (qui e qui), Corriere del Mezzogiorno, il Messaggero, Corriere della Sera, il Fatto Quotidiano.

2 commenti leave one →
  1. simone permalink
    novembre 8, 2010 4:07 pm

    Mi pare folle voler aumentare i super dirigenti ( con super stipendi ) forse sarebbe meglio pensare a dare i mezzi ai sovrintendenti e agli operatori di lavorare seriamente e piu’ profiquamente ? Ottima idea invece quella di costituire gruppi di lavoro continuo volti alla costante manutenzione ma credevo che questo tipo di gruppi fossero gia’ nell’organigramma delle sovrintendenze.

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  2. Maura permalink
    novembre 8, 2010 6:34 pm

    Sono una giovane non più disposta a tutto!
    Sono laureata in Conservazione dei Beni culturali e sono indignata.
    La nostra laurea è una truffa! il ministero di me e dei miei colleghi non sa che farsene.
    Se si riesce a far crollare a distanza di secoli una delle case di Pompei abbiamo toccato il fondo!non sono più disposta a lottare a sacrificarmi con stage che non servono a niente!il nostro studio non viene preso neanche in considerazione…ed io e i miei colleghi ce ne stiamo a casa a mandare curricula senza ricevere risposta…o a elemosinare un lavoro a progetto in un call center.
    Mentre saremmo capaci di far rivivere la storia e l’arte con la nostra passione. VERGOGNA!

    "Mi piace"

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