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I piani dell’Egitto per Luxor

ottobre 27, 2010

(Goran Tomasevic / Reuters)

Luxor è stata a lungo un prezioso possedimento dell’Egitto. È qui che gli antichi Egizi costruirono la loro capitale Tebe; dove i faraoni dedicarono enormi templi ai loro dèi; e dove Howad Carter trovò la ricchissima tomba di Tutankhamon nel 1922.

“È stata una delle più grandi e più famose attrazioni turistiche per almeno 200 anni”, dice Francesco Bandarin, capo del World Heritage Center dell’UNESCO. Aggiunge Mansour Boraik, sovrintendente dell’Alto Egitto per conto del Consiglio supremo delle antichità egizie, che “il 30% dei monumenti del mondo si trova a Luxor, e il 70% dei monumenti d’Egitto sono a Luxor”.

Nello sforzo di conservare le ricchezze – e aumentare il numero di turisti – le autorità locali hanno cominciato un ambizioso progetto per reinventare e rilanciare Luxor: restaurare le tombe ed espandere l’infrastruttura turistica della città ad un ritmo forsennato per la bella cifra di centinaia di milioni di dollari.

Le autorità egiziane stanno facendo scavare un antico “Viale delle Sfingi” (vedi qui le ultime scoperte), un cammino religioso lungo 2.7 km una volta allineato con, appunto, le statue delle sfingi; finiti i lavori la via collegherà alle sue estremità i complessi templari di Luxor e Karnak.

Il Viale delle Sfingi di fronte al Tempio di Luxor (Jennifer Willoughby)

Il piano è quello di trasformare la città in un museo a cielo aperto a partire dal 2030. “Luxor ha bisogno di un progetto pionieristico come questo per conservarsi per le prossime generazioni”, spiega Boraik.

Comunque, tutti questi lavori potrebbero svolgersi a scapito degli egiziani che oggi vivono a Luxor. Per ottenere una moderna città con hotel a cinque stelle e grandi viali pedonali, le autorità vogliono allontanare gli affollati quartieri poveri e certi edifici, creando “zone cuscinetto” protettive tra le comunità locali e le antiche reliquie. La società di consulenza Abt Associates, che ha prodotto il piano generale, descrive i risultati finali come “terre bonificate”, mentre i residenti di Luxor parlano di sfratti forzati.

“Ci mandano nel deserto”, dice Leila Mohammed Ahmed el-Tayyib, la cui casa è una delle centinaia che verrà demolita per allargare la strada che correrà lungo il Viale delle Sfingi. “Vogliamo che la TV venga e filmi questo. È come la Palestina”, dice mimando i bulldozer.

Molti residenti guardano la trasformazione della città con disgusto: “il 90% delle persone sono arrabbiate, ma non possono farci niente”, dice Abu Quzaifa, un negoziante.

Il governo dice che ogni famiglia sfrattata viene risarcita con 75000 sterline egiziane (circa 9500 euro) oppure con un nuovo appartamento. Ma i residenti lamentano che spesso ricevono molto meno o anche niente.

“Metà delle case sono andate”, dice Fatima Abbas, che vive in una baracca pazialmente crollata a ridosso dei lavori. “Stavamo dormendo quando hanno fatto questo e ci siamo svegliati quando è crollata parte della nostra casa. La nostra mucca è morta. Il frigorifero e i mobili sono andati distrutti. Ci hanno offerto 15000 sterline egiziane per andarcene. Dove? Non lo sappiamo”.

I lavori di restauro (SCA)

L’ex presidente del Cairo Opera House, Samir Farag, non si tira indietro: “È stato molto difficile convincere la gente che si tratta di un piano nel loro interesse. Ognuno pensa a sè stesso, al beneficio per sè”.

Farag è l’uomo che ha resuscitato i piani di sviluppo che la Abt Associates aveva presentato nel 1999, ma che giacevano abbandonati ormai da sei anni. Entrato in carica per cinque anni, Farag ha rapidamente cambiato il volto della città. Le strade sono state allargate, sono stati aggiunti nuovi caffè e bagni pubblici, sono state abbattute case ed è stata lastricata una grande piazza di fronte al tempio di Karnak, allontanando i locali che, viene detto, stavano invadendo il territorio. Sarebbero 6600 le nuove camere d’albergo e 18 i nuovi hotel in costruzione. Il McDonald’s ha una vista spettacolare sul tempio di Luxor, mentre il Winter Palace Hotel dopo il restauro si estenderà proprio sopra il tempio. Per alcuni Farag è un visionario che ha fatto grandi cose. “Luxor, secondo me, è molto ben gestita”, dice Bandarin. “Questo è un posto dove 10 anni fa la situazione era molto brutta, fisicamente. Ora tutto fiorisce”.

Non tutti però la pensano così: un archeologo britannico che ha lavorato a Luxor per dieci anni fa sapere che, all’epoca, il piano originale era stato scartato dalla comunità internazionale come un sacco di spazzatura: si trattava solo di un investimento, di come ricavare soldi da Luxor.

Ancora peggio, alcuni critici lamentano che la ricreazione della Luxor faraonica, fatta con bulldozer e scavatrici, possa distruggere gli oggetti antichi ancora sepolti sotto la superficie, e dal loro punto di vista si tratta comunque di un disprezzo verso tutto il patrimonio culturale che non sia quello dell’Antico Egitto.

Dei residenti mettono pure in dubbio il senso dell’operazione dal punto di visa economico. Dice un negoziante: “Samir Farag dice ‘Oh, le strade sono più larghe adesso, è meglio’. Sono tutte bugie. Il turismo sta calando e gli alberghi sono vuoti”.

In conclusione sono in molti a chiedersi quale sarà il volto della nuova Luxor. Alcuni vedono un grande successo, altri una Disneyland e altri ancora uno scherzo di cattivo gusto.

Fonte: Time.

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