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Possibili geoglifi individuati in Perù

ottobre 17, 2010
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Secondo uno studio pubblicato dalla Cornell University, in Perù potrebbero essere stati scoperti dei nuovi geoglifi (dei disegni nel terreno) raffiguranti uccelli, serpenti e altri animali.

Amelia Carolina Sparavigna, del dipartimento di fisica del Politecnico di Torino, ha usato le immagini satellitari di Google maps e un programma di fotografie astronomiche da lei sviluppato, AstroFracTool, per analizzare oltre 463 miglia quadrate di terreno intorno al Lago Titicaca. Avrebbe scoperto dei geoglifi costruiti dalle comunità andine secoli fa.

(Amelia Carolina Sparavigna)

“Questa regione è coperta dai muri delle terrazze (le piattaforme coltivabili create dall’uomo) e da campi rialzati, che sono grandi piattaforme sopraelevate con canali che passano in mezzo. [Questi lavori] rappresentano uno sforzo agricolo quasi inimmaginabile per migliorare suolo, temperatura e condizioni d’umidità per le colture”, dice Sparavigna.

Secondo la ricercatrice, le immagini satellitari hanno rivelato che alcune forme del terreno visibili dall’alto non sono solo i resti di un antico sistema agricolo, ma anche disegni raffiguranti uccelli e altri animali. “Sembrano essere geoglifi”, dice la Sparavigna.

In Sud America sono ben conosciute linee geometriche e immagini di animali meglio visibili dall’alto, come le famose “linee di Nazca”.

“Le passate società andine e amazzoniche imponevano intenzionalmente ordine, struttura ed estetica sulla natura attraverso progettazione, ingegneria ed attività quotidiane”, spiega l’antropologo dell’Università di Pennsylvania Clark Erickson, studioso di queste terre da decenni. “Creavano un complesso ambiente di campi, cammini, strade, canali, santuari, centri cerimoniali e insediamenti. Un’espressione di questa trasformazione del paesaggio era la creazione di geoglifi o disegni fatti con sterramenti”.

Costruiti scavando canali paralleli e formando montagnole di terra lunghe e basse, i campi sopraelevati avevano diverse forme e dimensioni. Erano larghi all’incirca dai 4 ai 10 metri, lunghi dai 10 ai 100 metri e alti un metro. Sparavigna crede che questi lavori fossero pianificati seguendo il naturale pendio del terreno e al tempo stesso includendo un significato simbolico.

(Amelia Carolina Sparavigna)

Gli animali raffigurati sarebbero uccelli con occhi rappresentati da stagni, mentre altri sembrano essere serpenti, tartarughe, pesci e armadilli. Ci sarebbero poi anche “disegni astratti”, strisce e oggetti più difficilmente identificabili.

La rappresentazione di un volatile (Amelia Carolina Sparavigna)

Un armadillo (Amelia Carolina Sparavigna)

Un serpente (Amelia Carolina Sparavigna)

Un fenicottero (Amelia Carolina Sparavigna)

Forma che raffigurerebbe una tartaruga o un pesce (Amelia Carolina Sparavigna)

Testa di volatile il cui becco tocca un antico canale ormai secco (Amelia Carolina Sparavigna)

Erickson solleva poi dubbi sull’interpretazione data dalla Sparavigna agli sterramenti: “l’identificazione di particolari simboli quali uccelli, serpenti, ecc. non è convincente. Per esempio, ciò che sembra essere un’ala di uccello in un’immagine è un moderno campo arato di orzo e grano”.

Secondo la Sparavigna, l’osservazione di Ericskon indica quanto facilmente le moderne coltivazioni possano distruggere i geoglifi.

(Amelia Carolina Sparavigna)

Il direttore regionale dell’istituto culturale nazionale di Puno, Gary Francisco Mariscal Herrera, ha fatto sapere che l’area potrebbe essere presto dichiarata patrimonio culturale al fine di preverarne l’integrità.

Fonti: Discovery, Cornell University.

One Comment leave one →
  1. agosto 25, 2012 10:43 am

    Sono profondamente convinto che i geoglifi, siano una parte importante della storia dell’umanità e che esprimano qualcosa di profondamente diverso dal significato “artistico” che gli si attribuisce, probabilmente si tratta di un linguaggio simvolico che va decifrato; comunque in linea generale dato che la tecnica “geoglifica e/o petroglifica” sembra essere retaggio di molte civiltà sparse per il globo, potrebbe essere una ulteriore indicazione che in tempi remoti vi fosse già una civiltà globale, se non uguale alla odierna, ma sicuramente assai simile.

    Mi permetto di segnalare quelti link;
    http://phoo34.wordpress.com/2012/08/24/i-geoglifi-del-sinai-ia-parte/
    http://phoo34.wordpress.com/2012/08/24/i-geoglifi-del-sinai-iia-parte/
    http://phoo34.wordpress.com/2012/08/24/i-geoglifi-del-sinai-iiia-parte/

    Alessio

    Mi piace

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