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Scoperte più di 52000 monete Romane

luglio 8, 2010

Grazie al suo metal detector, il cacciatore di tesori Dave Crisp ha trovato circa 52500 monete Romane del III secolo d.C. in un campo vicino alla città di Frome, nella contea del Somerset, in Inghilterra. È una delle scoperte più grandi del suo genere.

(Daily Mail)

(AP Photo / Somerset County Council, PA)

Monete di Tetrico, l'ultimo imperatore dell'Impero delle Gallie (AP Photo/Sang Tan)

(AP Photo / Somerset County Council, PA)

(PAS / Finds.org.uk)

Il tesoro, valutato 3.3 milioni di sterline (circa 4 milioni di euro), include centinaia di monete recanti l’immagine di Marco Aurelio Carausio, il comandante militare Romano che che nel 286 si impadronì del potere nella Britannia e nella Gallia settentrionale proclamandosi imperatore (non è dunque da confondere col più noto imperatore Marco Aurelio).

Le prime monete erano state trovate da Crisp lo scorso aprile. Erano sepolte in una grande giara pesante più o meno 160 kg a circa 30 centimetri di profondità.

Localizzazione del ritrovamento (Daily Mail)

Crisp racconta come un “segnale strano” (funny signal) del suo metal detector l’abbia spinto a cominciare a scavare.

“Ho messo la mano dentro [il terreno], ho tirato fuori un po’ di argilla e c’era una  piccola moneta Romana di bronzo – molto, molto piccola, delle dimensioni di un’unghia,” dice Crisp.

Solo dopo aver scavato in questo modo una ventina di monete ha scoperto che si trovavano in un recipiente e che aveva bisogno dell’aiuto di un esperto.

(portableantiquities/flickr)

(AP Photo / Somerset County Council, PA)

(Somerset County Council / Finds.org.uk)

(portableantiquities)

(Daily Mail)

Dave Crisp (AP Photo / Somerset County Council, PA)

(Daily Mail)

Dave Crisp (PAS / Finds.org.uk)

“Poiché il signor Crisp ha resistito alla tentazione di scavare le monete, gli archeologi del Somerset County Council hanno potuto scavare con cura il recipiente e i suoi contenuti, [prendendo nota delle modalità del sotterramento]”, dice Anna Booth, del Somerset Council.

Rappresentazione grafica del sotterramento della giara (Daily Mail)

In totale sono più di 760 le monete del regno di Carausio. Roger Bland, del British Museum, dice: “Durante la fine del III secolo d.C. la Britannia subì invasioni barbariche, crisi economiche e guerre civili. Il potere Romano venne alla fine stabilizzato quando l’imperatore Diocleziano (Augusto d’Oriente, secondo la sua riforma) formò una coalizione con l’imperatore Massimiano (Augusto d’Occidente) che durò venti anni. Questa sconfisse il regime separatista costituito in Britannia da Carausio”.

Quattro denarii d'argento raffiguranti Caurasio (AP Photo/Sang Tan)

Una moneta di Tetrico (AP Photo/Sang Tan)

Una moneta del regno di Carausio (AP Photo / British Museum, PA)

(AP Photo / Somerset County Council, PA)

Una moneta di Carausio (AP Photo/Sang Tan)

Due denarii d'argento di Carausio (AP Photo/Sang Tan)

(PAS / Finds.org.uk)

Questa scoperta segue quella, avvenuta l’anno scorso sempre in Inghilterra, di un tesoro noto come Staffordshire Hoard (vedi qui e qui) che include più di 1500 oggetti, per la maggior parte d’oro. E potrebbe a buon titolo entrare nella top ten delle scoperte col metal detector.

Qui si trova una galleria fotografica completa delle monete rinvenute.

Qui ci sono invece le quantità di monete scoperte per ogni regno.

Fonte: AP.

ps: Il Fatto Storico è in vacanza. Le notizie riprendono giovedì 15.

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21 commenti leave one →
  1. lucio permalink
    settembre 8, 2010 2:31 pm

    bisognerebbe proibire l’uso del metal detector a sti tombaroli inglesi (e anche italiani)

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    • marco permalink
      marzo 19, 2011 9:20 pm

      ma cosa dici non avremo potuto vederle se non si fosse usato un metaldetector nei musei dove sicuramente andranno a finire allora l archeologo che spacca tombe ?

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      • mateo permalink
        marzo 19, 2011 10:51 pm

        marco, non hai capito un cazzo, cosa te ne fai di tutte quelle inutili monete se per trovarle rovini per sempre la stratrigrafia dell’area e quindi non puoi poi nemmeno cercare di ricostruire il contesto. Prima di parlare vai a studiarti le metodologie archeologiche, ad esempio
        * Barker, P. Tecniche dello scavo Archeologico. Longanesi & C., Milano, 1977.
        * Bianchi Bandinelli, R. Introduzione all’archeologia classica come storia dell’arte antica, Laterza, Roma-Bari, 1976.
        * Binford, L.R. Preistoria dell’uomo. La nuova archeologia, Rusconi, Milano, 1990.
        * Carandini, A. Storie dalla terra. Manuale di scavo archeologico, Einaudi, Torino 1991.
        * Carandini, A. Archeologia e cultura materiale. lavori senza gloria nell’antichità, De Donato, Bari 1979.
        * De Guio, A. Surface and subsurface: deep ploughing into complexity, in Hensel W., Tabaczynski S., Urbanczyk P. (eds.) Theory and practice of archaeological research , II, Institute of Archaeology and Ethnology, Commitee of Pre- and Protohistoric Sciences, Polish Academy of Sciences, Warszawa 1995, pp. 329-414.
        * De Guio, A. Archeologia della complessità e “pattern recognition di superficie”, in Maragno E. (a cura di) La ricerca archeologica di superficie in area padana, Linea AGS., Stanghella (Padova) 1996, pp. 275-317.
        * Gamble, C. Archaeology. The Basics, Routledge, Abingdon (UK) 2008.
        * Gelichi, S. Introduzione all’archeologia medievale, Carocci, Roma 1997.
        * Giannichedda, E. Uomini e cose. Appunti di archeologia, Edipuglia, Santo Spirito (Bari) 2006.
        * Childe, V. G. Il progresso nel mondo antico, Einaudi, Torino 1973.
        * Guidi, A. I metodi della ricerca archeologica, Laterza, Roma-Bari 1995.
        * Harris, E. Principi di stratigrafia Archeologica, Carocci, Roma 1989.
        * Hodder, I. Leggere il passato. Tendenze attuali dell’archeologia, Einaudi, Torino, 1992.
        * Leonardi, G. (a cura di) Processi formativi della stratificazione archeologica, Imprimitur, Padova, 1992.
        * Manacorda, D. Lezioni di archeologia, Laterza, Roma-Bari 2008.
        * Mannoni T., Giannichedda, E. Archeologia della produzione, Einaudi, Torino 1996.
        * Moreno, D. Storia, archeologia e ambiente. Contributo alla definizione ed agli scopi dell’archeologia postmedievale in Italia, in “Archeologia Postmedievale”, 1 (1997), pp. 89–94.
        * Maniscalco, F. “Mare Nostrum. Fondamenti di archeologia subacquea”, Massa, Napoli, 1999.
        * Renfrew, C., Bahn, P. Archeologia: Teorie, Metodi e Pratica, Zanichelli, Bologna, 2006.
        * Vidale, M. L’idea di un lavoro lieve, Imprimitur, Padova, 2002.
        * Vidale, M. Che cos’è l’etnoarcheologia, Carocci, Roma, 2004.
        * Volpe, G. “Archeologia subacquea. Come opera l’archeologo sott’acqua. Storie dalle acque”, ISBN 9788878141339, All’Insegna del Giglio, Firenze 1998.

        e poi vieni a spiegarci come il metaldetector possa essere utile a qualcosa, oltre che a tirare fuori ferraglia dal sottosuolo.

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    • marco permalink
      settembre 17, 2012 10:17 am

      e meglio che ti informi bene sulle leggi vigenti in inghilterra (beati loro), prima di poter fare simili sparate a zero…..grazie alla stretta collaborazione tra cercatori e governo queste cose non sono nuove in inghilterra, al contrario dell’italia……………..

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      • paolo pacelli permalink
        aprile 13, 2014 9:38 pm

        hai perfettamente ragione, infatti la nostra assurda legge, sta portando alla distruzione del patrimonio, dato che per noi italiani qualunque cosa del sottosuolo (e non solo) NON CI APPARTIENE quindi se per caso trovi una tomba in giardino, ti costringono a distruggerla o a risotterlarla se no iniziano casini infernali emagari i tombaroli (quelli veri) con la copertura di sovrintendenti “politicamente ” collusi continuano a vendersi tutto e tutti continuano a chiudere gli occhi perchè tanto…..:ma che è roba nostra?. Altra notazione, in Italia….dico in Italia gli archeologi non hanno figura professionale e sono costretti a lavorare con partita iva.

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    • tusorella permalink
      novembre 25, 2013 5:19 pm

      stai a rosicà he… ahahhahahah

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  2. Paolo permalink
    aprile 25, 2011 8:16 pm

    Mateo hai fornito una bibliografia eccezionale, ma nel caso di questo bel rinvenimento, quale stratigrafia è andata distrutta? L’uso indiscriminato del metal va senz’altro condannato, ma quando il metal è utilizzato come strumento accessorio per le indagini archeologiche cosa c’è da condannare? Hai mai visto quanto si butta in uno scavo archeologico? Hai mai visto quanto si può recuperare nei terreni di risulta di uno scavo? hai mai visto quanto si riesce a recuperare in aratura in siti archeologici senza intaccare gli strati sottostanti? Se non hai visto queste cose fai il favore di tacere….

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    • mateo permalink
      aprile 25, 2011 9:29 pm

      di scavi ne ho fatti in tutta europa e quelle quattro monete che tiri fuori dal terreno di risulta hanno generalmente zero valore scientifico/archeologico, per quello che riguarda l’aratura tutto quello che viene trovato ha senso solo se poi si effettuano saggi nella zona (o sono gia’ stati fatti in precedenza) per poter collocare i findings in un contesto, altrimenti e’ solo cianfrusaglia …

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      • Romano permalink
        ottobre 13, 2012 11:03 am

        ….beata la volta che qualcuno trovi un numero così elevato di doppi denari ( antoniniani ) , in gran parte destinati a pagare i legionari, dato l’ elevato valore unitario per l’ epoca e la facilita’ di trasportarle ( purtroppo per loro non esistevano le carte di credito ed i bancomat !)
        Non concordo sul fatto che le monete che si trovano sul materiale di ” scarto” di uno scavo archeologico abbiano valore nullo: certe monete , con opportuni restauri, potrebbero avere un elevato valore numismatico ( dovuto per esempio ad un rovescio raro o ad uno stato di conservazione eccezionale, o per la presenza di una particolare patina , per quanto riguarda le monete di oricalco )
        Concordo sul fatto che lo stabilire l’ epoca di una moneta non sia per forza indicativo nello stabilire delle informazioni attendibili circa un sito archeologico.

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  3. Andrea permalink
    aprile 28, 2011 1:33 pm

    Io frequento lettere classiche a Milano e sinceramente penso che l’uso del metal detector non è del tutto da condannare .

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  4. mateo permalink
    aprile 29, 2011 8:00 pm

    @Andrea, concordo con te. Puo’ rivelarsi utilissimo in certe situazioni, purtroppo pero’ e’ il primo e spesso unico strumento usato dalle cosiddette associazioni archeologiche (composte in gran parte da appassionati con conoscenze alquanto lacunose) che poi tutti fieri imbandiscono i loro musei archeologici di paese nei quali trovi sempre e solo ferraglia (li’ ho visti di persona un po’ in tutta Italia). Ovviamente nulla e’ da demonizzare a priori, vedo pero’ l’uso massivo del metal detector come uno dei segnali inequivocabili di “scavo amatoriale”. Ti faccio un esempio: io ho scavato in campi gestiti dalle soprintendenze (quindi con tutti professionisti) sia siti romani che medioevali e non ho mai visto un solo metal detector. Un giorno ero a scavare assieme a una delle sopracitate associazioni archeologiche e avevo 3 novelli indiana jones, ognuno con il suo metal detector personale. Cercavano i cumuli di monete 😦

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    • Andrea permalink
      maggio 1, 2011 12:42 pm

      Condivido a pieno la tua esperienza però è da considerare anche che la maggior parte delle volte si tratti di cacciatori di tesori e quindi che si va incontro alla perdita di grandi patrimoni storici…faccio un esempio:oggi l’archeologia è in continua ricerca della tomba di Alessandro Magno,si finanziano spesso numerosi scavi in molte zone orientali ma non sono ancora capaci di trovare la tomba.Chi sa se forse qualche cacciatore di tesoro non avrà già scoperto la tomba e da ignorante senza sapere di cosa si trattava avrà già venduto tramite mercato nero tutti i tesori contenenti .Su questo punto di vista l’uso del metal è bandito poiché viene fatto solo e solamente a scopo di lucro e non a scopo di arricchire il patrimonio artistico e storico mondiale.Mi ha fatto piacere parlare con uno che se ne intende 🙂

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      • franco permalink
        marzo 13, 2016 4:55 pm

        io sono un ricercatore con metaldetector, cerco militaria, prima cercavo tesori romani, come monete, monili, e altre cose, voglio dirvi una cosa, se uno va in giro col cercametalli è perche è un amante di queste sport , e se lo stato ci darebbe la possibilità di trovare poi consegnare l’oggetti ritrovati, non ci sarebbero vendite in nero di nessun genere, e il tutto andrebbe ad arricchire un qualunque museo, siamo solo ricercatori,amanti appassionati della ricerca qualunque essa sia, anche su spiaggia, a noi piace la scoperta

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  5. Augusto permalink
    novembre 8, 2011 11:57 pm

    ciao ragazzi io vi voglio dire che o fatto il volontariato con le belle arti e ciò lavorato sette anni insieme . vi voglio dire che il cerca metalli è fondamentale per ritrovare la storia non per i tombaroli , mi dispiace che qualcuno sia un pochettino ignorante ciao e non ve la prendete.

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    • daniela permalink
      settembre 11, 2015 2:25 pm

      a me dispiace che tu non conosca l’ortografia… prima di dare dell’ignorante agli altri ripassati le regole della scrittura

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  6. adriano permalink
    maggio 1, 2012 11:56 am

    Io pratico a livello di hobby scavi in tutto il vecchio mondo romano.Molto in Germania,Senza il metal detector,non hai chance,i ritrovi li documento e li propongo alla storia scrivendo su internet e scrivendo libri.Ho scoperto che la storia molto spesso,racconta fatti inesatti.mi piacerebbe avere uno scambio di idee con mateo.

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  7. Augusto permalink
    giugno 17, 2013 9:05 pm

    ciao ragazzi il metal detector ci ritrova unaltra storia di monete sotto terra .quindi domandatevi che serve il metal.ciao e buona fortuna a tutti

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  8. italo permalink
    dicembre 4, 2013 1:39 pm

    matteo
    dal fatto che parti subito classificando TUTTI tombaroli non credo tu sia una persona saggia
    60.000.000 di persone e nessuna UGUALE
    qualsiasi oggetto , arma ecc ecc E’ positiva e/o negativa
    il buon senso accompagnato da un po di conoscenza e soprattutto ONESTA’
    ieri ho spazzolato e scavato e se passi a vedere e’ ancora tutto uguale a com’era inoltre ho fatto contento dei ragazzini a cui ho regalato una pistola finta trovata sotto terra e altre cose buone pertanto NON mi sento un tombarolo anche perche’ di tutti i miei ritrovamenti ho e aprezziamo di conoscere la loro storia anche se non importante come ve lo aspettate voi archeologici con cio voglio dirti che voi puntate alle scoperte per farvi una carriera ,( delle vostre scoperte chi ne viene a conoscenza? e quando il popolo puo’ vedere PAGANDO? noi lo facciamo per curiosita’, passione di sapere, e certamente anche con la speranza di trovare (tesori).
    cosa ne dici quando in un certo senso facciamo anche bonifica con certi rischi?
    a priori gli archeologici scartano l’idea di condividere ricerche con appassionati di metald.
    io ho scritto una email al gruppo arc. di bergamo e come previsto non si degnano neanche di rispondere
    QUESTI SIETE VOI ARCHEOLOGICI?
    studiate i valori umani

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  9. Antonio permalink
    febbraio 10, 2014 9:12 pm

    Scusare ma senza quei signori che usano il metal,tanti ritrovamenti archeologici non sarebbero mai venuti alla luce,sarebbero rimasti sepolti in eterno senza sapere la loro storia.buona serata

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  10. paolo permalink
    marzo 25, 2014 8:40 am

    dove vivo io,6 anni fa trovarono una santuario etrusco,e un acquedotto romano,quella zona e area archeologgica,ce stato fatto un centro commerciale difronte,e case tutte attorno,i monumeti sono in totale stato d’abbandono,erbacce e persino spazzatura,questa e la sovrintendenza ai beni culturali,se ci vado io col cercametalli sono un tombarolo.

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  11. Valerio permalink
    novembre 17, 2015 10:41 pm

    Scusate, chiedo conferma da altri utenti: mi pare che, nella seconda foto fra quelle poste in chiusura dell’articolo, la moneta mostrata porti il nome dell’imperatore Tacito(al potere dopo l’assassinio di Aureliano), e non di Tetrico. Vedo male?

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