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Gli esseri umani si incrociarono con i Neandertal/2

maggio 6, 2010

Una nuova analisi del DNA ha scoperto le prime valide prove genetiche secondo cui i “moderni” esseri umani (gli Homo sapiens) si incrociarono con i Neandertal, misteriosamente estintisi circa 28000 anni fa.

In più, l’accoppiamento tra le due specie apparentemente ebbe luogo nel Medio Oriente – e non in Europa come precedentemente ritenuto – poco dopo che gli esseri umani lasciarono l’Africa.

“Ora possiamo dire che, con ogni probabilità, vi fu un flusso di geni dai Neandertal agli uomini moderni”, dice un autore dello studio, Ed Green dell’Università della California a Santa Cruz.

Una ricostruzione di femmina di Neandertal (Joe McNally, National Geographic)

Non si tratta di una sorpresa per antropologo Erik Trinkhaus, le cui affermazioni sull’ibridazione tra Sapiens e Neandertal – che contraddicevano gli studi del DNA eseguiti fino ad allora – sembrano dunque essere confermate dalla nuova ricerca in pubblicazione su Science.

“Hanno finalmente visto la luce… perché è stato evidente per molti di noi che ciò accadde”, ha detto Trinkaus, della Washington University di St. Louis nel Missouri.

Trinkhaus ha aggiunto che la maggior parte degli esseri umani viventi probabilmente ha una composizione genetica derivata dai Neandertal molto maggiore di quanto non dica il nuovo studio: “Dall’1 al 4 % è veramente minimo,” sostiene lui. “Ma è il 10 %? 20 %? Non ne ho idea”.

Le tre ossa usate per il sequenziamento del DNA e provenienti dalla grotta di Vindija in Croazia (Science)

Gli scienziati hanno confrontato il genoma di cinque esseri umani viventi – originari di Cina, Francia, Papua Nuova Guinea, Sud Africa e Africa occidentale – con quel che ne sappiamo sul genoma dei Neandertal (il 60 % del totale; il sequenziamento di questo è frutto di un lavoro durato quattro anni e condotto dal Max Planck Institute e da altre università).

I risultati hanno dimostrato che il DNA dei Neandertal è identico al 99,7 % a quello degli uomini moderni, rispetto, per esempio, al 98,8 % che condividiamo con gli scimpanzé.

Inoltre, lo studio dice che tutti i gruppi etnici moderni, a parte quelli africani, portano tracce di DNA di Neandertal nel loro genoma. In un primo momento ciò ha reso perplessi gli scienziati: sebbene non ci siano fossili che provino la coesistenza di Neandertal e uomini moderni Africa, si pensa che entrambe le specie siano sorte su quel continente.

Tra l’altro, stando all’attuale documentazione archeologica, i Neandertal non vissero mai in Cina o in Papua Nuova Guinea, nella regione del Pacifico della Melanesia.

“Ma il fatto è che cinesi e melanesiani sono in stretta relazione con i Neanderthal” in quanto europei, dice un altro autore dello studio, David Reich, genetista al Broad Institute del MIT e a Harvard.

(Science)

(Science)

Come ha fatto dunque l’uomo moderno col DNA di Neandertal a finire in Asia e in Melanesia?

I Neandertal, dice lo studio, probabilmente si mescolarono con i primi Homo sapiens subito dopo la loro partenza dall’Africa, ma prima che si dividessero in diversi gruppi etnici e si diffondessero in tutto il mondo.

La prima occasione per incrociarsi probabilmente avvenne circa 60000 anni fa nel Medio Oriente, dove le testimonianze archeologiche mostrano che le due specie si sovrapposero per un certo tempo.

E non ci sarebbe stato bisogno di molti accoppiamenti per avere un effetto, dice Reich. Potrebbero esser stati sufficienti sia pochi che migliaia di “incontri” tra le due specie.

Diffusione dei Neandertal (Science)

Il nuovo studio non è il solo a trovare indizi di un incrocio tra Homo sapiens Homo neanderthalensis.

Il genetista Jeffrey Long è co-autore di un nuovo studio, non ancora pubblicato, che mostra le prove d’ibridazione tra i primi uomini moderni e le specie “umane arcaiche” – non sono chiare quali – grazie alle analisi dei genomi di centinaia di esseri umani (ma non dei Neandertal).

Anche secondo questo lavoro l’incrocio si sarebbe verificato quando la nostra specie lasciò l’Africa.

“Nel momento in cui cominciammo il progetto, non avrei mai immaginato che ne avrei mai visto una conferma empirica”, ha dichiarato Long. “Quindi sono abbastanza felice di vederlo.”

Qui lo speciale di Science.

Fonte: National Geographic.

Aggiornamenti:

Altre considerazioni che aggiungono nuovi dettagli a questa scoperta.

Chris Stringer traccia magistralmente un quadro sugli uomini di Neandertal e su questa ricerca.

Un nuovo modello quantifica i casi di ibridazione avvenuti.

6 commenti leave one →
  1. rick permalink
    maggio 7, 2010 7:43 pm

    Rare Tests On Neanderthal Infant Sheds Light On Early Human Development
    The results show that modern man was not in fact descended from Neanderthals, supporting the out-of-Africa model of modern human evolution where modern humans emerged from Africa around 100,000 ago replacing archaic predecessors such as the Neanderthals.
    http://www.sciencedaily.com/releases/2000/03/000331091126.htm

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    • Aezio permalink*
      maggio 10, 2010 3:54 pm

      Grazie per la segnalazione.
      In conclusione, queste nuove scoperte rafforzano il modello ‘Out of Africa’.

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  2. Alex permalink
    agosto 3, 2012 9:41 pm

    Come si fa a dire che rafforzano il modello out of africa, semmai è il contrario, dimostrano che l’ipotesi multiregionale è la più veritiera, uscito dall africa l’uomo si è incrociato prima col neanderthal, poi un ramo è migrato in europa, il secondo ramo si è incrociato con l’uomo di denisova, dando origine alle etnie asiatiche e polinesiane…

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    • Aezio permalink*
      agosto 11, 2012 7:57 pm

      Ciao Alex, credo ci sia un fraintendimento, quello che hai appena descritto è proprio l’Out of Africa.

      Il modello Out of Africa è altrimenti noto come Origine africana dell’Homo Sapiens perchè sostanzialmente dichiara che:
      L’Homo Sapiens “nacque” in Africa circa 200.000 anni fa, si spostò negli altri continenti circa 60.000 anni fa, e rimpiazzò le altre specie di “Homo” con un minimo di incroci (con Neanderthal, uomo di Denisova, ecc.).
      Ma Homo Sapiens era, e Homo Sapiens rimane, tant’è che oggi africani, europei e melanesiani sono la stessa specie.

      Il modello multiregionale prevede invece che 2 milioni di anni fa “nacquero” gli antenati dell’uomo (Homo Erectus?), e da allora ci siano state solo delle sottospecie di una unica specie in tutto il mondo, in continua ibridazione fino ad arrivare a noi.

      Ad ogni modo, quando questo articolo è stato pubblicato l’uomo di denisova era stato appena identificato. E Svante Pääbo, uno degli scopritori, non l’aveva neanche considerato come una specie a sé. La storia dell’uomo è in continua evoluzione.

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