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L’aspetto dei nostri antenati

aprile 10, 2010

Gli scienziati del Senckenberg Research Institute hanno usato sofisticati metodi per ricostruire 27 modelli facciali di alcuni nostri antenati basandosi su piccoli frammenti ossei.

Le teste sono per la prima volta insieme in occasione della mostra “Safari to human ancestors“, dello Senckenberg Natural History Museum di Francoforte, in Germania.

Eccone una eccezionale galleria.

Lo Sahelanthropus tchadensis, soprannominato “Toumai”, visse 6.8 milioni di anni fa. Parti della mascella e dei denti di questo individuo sono stati trovati nel 2001 nel deserto di Djurab, nel Chad.

(Washington State University; Sven Traenkner)

Un Australopithecus afarensis, vissuto 3.2 milioni di anni fa. I resti scheletrici con cui è stato creato questo modello provengono dalla depressione di Afar (Etiopia).

(Minnesota State University; Sven Traenkner)

Ecco “Mrs. Ples“, il soprannome del più completo cranio di Australopithecus africanus, dissotterrato a Sterkfontein (Sud Africa) nel 1947. Visse 2.5 milioni di anni fa.

I massicci denti e mascella dell’Australopithecus africanus sono stati per molto tempo un mistero, ma adesso si pensa che fossero ottimali per schiacciare noci e semi.

(Proceedings of the National Academy of Sciences; Sven Traenkner)

Il cranio di questo adulto maschio venne trovato sulle sponde del Lago Turkana, in Kenia, nel 1985. La forma della bocca indica che aveva un forte morso e poteva masticare piante.

Visse 2.5 milioni di anni fa ed è classificato come Paranthropus aethiopicus. Si conosce molto poco di questa specie a causa dei pochi resti finora rinvenuti.

(Smithsonian Museum; Sven Traenkner)

I ricercatori hanno modellato il cranio di “Zinj”, scoperto nel 1959. Questo maschio adulto di Paranthropus boisei (ma originariamente chiamato Australopithecus boisei o Zinjanthropus boisei) abitò 1.8 milioni di anni fa la Gola di Olduvai, in Tanzania.

Si pensa che mangiasse semi, piante e radici che probabilmente scavava con bastoncini od ossa.

(Sven Traenkner)

Il quasi perfettamente preservato scheletro del “Ragazzo di Turkana” (o Turkana Boy) è uno delle più spettacolari scoperte nella paleoantropologia. Questo Homo ergaster di 13-15 anni, vissuto 1.6 milioni di anni fa, aveva una struttura facciale simile a quella dell’Homo erectus asiatico.

(Sven Traenkner)

Questo maschio adulto di Homo heidelbergensis venne trovato a Sima de los Huesos (il sito più famoso delle montagne di Atapuerca, Spagna) nel 1993. A giudicare dal cranio, quest’individuo contrasse probabilmente un’infezione che causò una deformazione facciale (che il modello non include).

Questa specie è ritenuta essere un antenato dei Neandertal e i suoi fossili sono stati trovati in Italia, Francia e Grecia. “Miquelon,” il soprannome di “Atapuerca 5“, visse tra i 500,000 e i 350,000 anni fa.

(Sven Traenkner)

L’ “Old Man of La Chapelle” (La Chapelle-aux-Saints 1) è stato ricreato usando il teschio e la mascella di un maschio di Homo neanderthalensis trovato vicino a La Chapelle-aux-Saints (Francia) nel 1908. Visse 56000 anni fa.

L’uomo, di 40-50 anni, avrebbe sofferto di una serie di disturbi, tra cui l’artrite, e aveva numerose ossa rotte. Quando venne scoperto il suo scheletro, gli scienziati non realizzarono subito la sua età e il suo stato di salute, perciò teorizzarono incorrettamente che i maschi di Neandertal si chinassero durante la camminata.

(Sven Traenkner)

I resti di questa femmina di Homo floresiensis (soprannominato “hobbit”) sono stati trovati a Liang Bua, nell’isola di Flores (Indonesia), nel 2003. Era alta circa 1 metro e visse 18000 anni fa.

La scoperta di questa specie ha messo in dubbio l’idea che l’Homo sapiens sia stata l’unica specie umana ad aver vissuto negli ultimi 30000 anni.

Gli scienziati sono però tutt’altro che concordi nel ritenere gli individui dell’isola di Flores una specie del genere Homo.

(Sven Traenkner)

Per ultima, una femmina di Homo sapiens di circa 20 anni, vissuta tra i 100000 e i 90000 anni fa. I suoi resti vennero trovati in una grotta in Israele nel 1969 insieme a quelli di altri 20 individui in una fossa poco profonda.

(Sven Traenkner)

Fonte: Discovery

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