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Rassegna stampa archeologica/20

gennaio 4, 2010

Per la prima volta si sono visti degli scimpanzé usare due distinti tipi di tecnologia da percussione per raggiungere lo stesso obiettivo: sminuzzare il cibo in bocconi più piccoli.

Per processare i frutti di Treculia, infatti, degli scimpanzé selvatici che popolano le zone intorno al monte Nimba (Guinea) usano sia “mannaie” di pietra e di legno, sia incudini di pietra.

Inoltre, per la ricercatrice Kathelijne Koops, sarebbe la prima volta in cui questa tecnologia viene usata non solo per procurarsi cibo non altrimenti ottenibile, ma anche per dividerlo in pezzi più piccoli.

Frutti di Treculia (BBC)

Mannaia e frutto spaccato segnalato dalla freccia (BBC)

Frutti spaccati e mannaia con sopra dei residui di semi segnalati dalla freccia (BBC)

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A Forsetmoen, un’area rurale un’ora e mezza a sud di Trondheim (Norvegia), sono state trovate 7 forge dei primi 5 secoli d.C.

L’archeologa Ruth Iren Øien dice: “Abbiamo trovato tre tipi diversi di forgie. Alcune erano piccole e circolari, altre erano al chiuso, e un terzo tipo era a forma di otto. I ritrovamenti indicano che i fabbri usassero metà delle forgie a forma di otto per il lavoro grossolano prima di ridefinire il ferro nelle altre forgie”.

Gli scavi finora sono stati condotti solo su metà dell’area interessata.

Sono stati poi dissotterrati più di 200 manufatti del V-VI secolo d.C. collegati a costruzioni, inclusi post hole, forgie, focolari e fossati.

Alcuni dei resti di lavorazione del ferro (Tove Eivindsen-NTNU Museum)

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Scoperta una bara dell’epoca partica nell’odierna provincia di Khuzestan (Iran); all’interno, lo scheletro di un bambino.

(tehrantimes.com)

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I Maya potrebbero aver avuto abbastanza conoscenze per controllare la pressione dell’acqua e padroneggiare così l’acqua corrente, creare fontane e persino gabinetti.

Gli studi si sono concentrati nel sito di Palenque (Messico), nota per aver avuto un intricato sistema di gestione dell’acqua.

Qui è stata trovata una tubatura alimentata da una sorgente lunga circa 66 metri. Mentre gli altri acquedotti sotto alla piazza principale stavano allo stesso livello e mantenevano grosso modo una costante larghezza, questo condotto rettangolare era interrato invece lungo un ripido pendio e si restringeva bruscamente alla fine.

Secondo i calcoli condotti, il getto d’acqua avrebbe potuto raggiungere i 6 metri di altezza.

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