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Una stele di Seleuco IV

dicembre 13, 2009

La stele riassemblata (Peter Lenny, Israel Museum Jerusalem)

Una stele ricostruita questo febbraio porta inciso un antico comunicato reale legato alla rivolta dei Maccabei del 167-164 a.C.

Il testo è stato recentemente decifrato dopo aver messo insieme quattro pezzi – tre trovati sotto l’egida di Ian Stern a Tel Maresha, nel parco nazionale di Beit Guvrin (Israele), nel 2005 e 2006 e uno (il più grosso) donato all’Israel Museum nel 2007.

Il comunicato venne mandato dal re greco-siriano Seleuco IV alla dirigenza giudea nel 178 a.C. – undici anni prima della rivolta maccabea.

Nel messaggio, presumibilmente da esporsi nel centro ebraico di Maresha, Eliodoro è formalmente informato che Olimpiodoro è stato nominato, tra le altre cose, di sovrintendere l’esazione di tasse con “moderazione” da tutti i principali santuari dentro le satrapie (o province) della Celesiria e della Fenicia – ovvero anche dal Tempio di Gerusalemme.

Secondo il dott. Dov Gera l’obiettivo era espandere la giurisdizione finanziaria dei Seleucidi. Fino a quel momento infatti, l’impero non aveva tassato gli ebrei della regione: il padre di Seleuco IV, Antioco III, permise agli ebrei una certa autonomia che il figlio inizialmente continuò ad operare, fino a quando però, indebitato e debitore verso i Romani, non ebbe bisogno dei loro soldi.

Eliodoro è descritto nel Secondo libro dei Maccabei per aver causato il primo aperto conflitto tra seleucidi ed ebrei avendo provato a saccheggiare il Tempio di Gerusalemme nello stesso anno del comunicato, il 178 a.C. Gera sostiene però che a provare ad entrare nel Tempio (e ad essere respinto) non fu Eliodoro, ma Olimpiodoro (un personaggio “minore”).

In ogni caso, la stele dunque testimonia il significativo cambiamento in negativo nella politica seleucide sull’autonomia ebraica.

Quel cambiamento culminò nelle misure restrittive di Antioco IV (fratello minore di Seleuco IV nonchè suo successore) verso gli ebrei di Giudea; il conseguente saccheggio del Tempio di Gerusalemme nel 168-167 a.C., sconsacrato e adibito al culto pagano di Zeus Olimpo, provocò la rivolta maccabea.

(Peter Lenny, Israel Museum Jerusalem)

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