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La mummia di Paankhntof

novembre 15, 2009

Dopo 3000 anni non è ancora certo se sia stata trovata la mummia di Paankhntof, il marito di Djedmaatesankh. Lei era una musicista presso il tempio di Amon-Ra, nel complesso templare di Karnak a Tebe; lui era il custode dello stesso tempio (una posizione importante).

Nel simposio di Toronto, le ricercatrici Gayle Gibson e Stephanie Holowka hanno però mostrato le prove per cui la mummia di Paankhntof (questo il nome scritto sulla bara della moglie) sia in realtà quella di Paankhenamun, oggi all’Art Institute of Chicago.

La bara di Djedmaatesankh (Royal Ontario Museum)

La bara di Djedmaatesankh (Royal Ontario Museum)

La bara di Paankhenamun - forse Paankhntof (Art Institute of Chicago)

La bara di Paankhenamun - forse Paankhntof (Art Institute of Chicago)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una cosa curiosa è la grammatica usata per scrivere il nome del marito sulla tomba di lei: non è chiaro cosa significhi, ma forse indica Djedmaatesankh come sua seconda moglie – piuttosto comune dato che molte donne morivano di parto nell’Antico Egitto.

Oppure vuol dire che Djedmaatesankh non era la sua unica moglie. Gibson dice: “Lui potrebbe aver avuto due mogli nello stesso tempo se fosse stato ricco abbastanza”.

Ci sono tre prove a favore del loro “matrimonio”:

Il nome. La mummia all’Art Institute porta il nome di Paankhenamun, mentre sulla bara di Djedmaatesankh il nome del marito è scritto Paankhntof – forse una forma abbreviata.

Secondo il Prof. John Gee (non coinvolto nella ricerca), la diversa ortografia dello stesso nome è piuttosto comune. Afferma che in effetti “si trovano spesso variazioni sulla stessa bara”.

Le bare. Per Gibson sono entrambe di Tebe e sono datate allo stesso periodo (circa all’850 a.C.). Ci sono anche numerose somiglianze nelle bare (guardate le foto).

Entrambe hanno: simili pettinature (bande dorate all’estremità dei capelli); l’immagine della divinità Benu sotto la gola; ali e visi dorati.

Inoltre possiedono tutti e due coppie di serpenti-leoni. Secondo la Gibson, tra la 20′ e la 22′ dinastia questo motivo è stato visto solo su 11 bare; in tempi più tardi divenne molto comune.

Infine, la tomba di provenienza di entrambe le bare è sconosciuta.

Scansioni TC. Hanno dimostrato che: entrambe le mummie hanno le braccia incrociate all’inguine (cosa comune fra i membri dei templi); scarabei sacri e amuleti sono nella stessa posizione; gli addominali sono strapieni; hanno involucri nella testa e la loro età è fra i 30-40 anni.

Ad entrambi il cervello è stato tolto dalla narice destra e l’osso ioide, che forma parte della laringe, è stato spinto sul lato sinistro.

Riproduzione della bara di Djedmaatesankh (F. Boudville)

Riproduzione della bara di Djedmaatesankh (F. Boudville)

Tuttavia manca l’assoluta certezza sul loro legame.

“Vissero nello stesso preciso periodo, vennero imbalsamati dalla stessa persona – è molto chiaro -, le loro bare vennero fatte dallo stesso gruppo di artisti. Sono abbastanza sicuro che fossero imparentati”, dice Gibson.

Sembra che Paankhntof sia sopravvissuto per 5-15 anni alla morte della moglie. E quando lui mancò, aveva avuto la capacità di permettersi una bara della stessa qualità della moglie.

Per il momento dicono che sia troppo rischioso riunire la coppia. I dipartimenti per la conservazione non amano questo genere di trasporti: sono molto fragili.

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