La misteriosa scomparsa della Nona Legione
La scomparsa della Nona Legione ha a lungo lasciato perplessi gli storici, ma potrebbe essere un agguato brutale l’evento che ha forgiato il confine tra Inghilterra e Scozia, si chiede l’archeologo Miles Russell, della Bournemouth University.

(BBC)
Una delle leggende più durature della Britannia romana riguarda la scomparsa della Nona Legione.
La teoria che 5.000 dei migliori soldati di Roma si persero tra le nebbie della Caledonia mentre marciavano a nord per sedare una ribellione, costituisce la trama di un nuovo film, “The Eagle” (L’Aquila). Ma quanto di questa storia è vera?
È facile capire il fascino delle storie che circondano la perdita della Nona Legione romana – un gruppo di guerrieri britanni che, sfavorita, infligge una sconfitta umiliante a un esercito professionale ben addestrato e pesantemente armato. È il trionfo finale del perdente, una improbabile storia di vittoria contro ogni pronostico.
Recentemente, tuttavia, la storia è penetrata ulteriormente nella coscienza nazionale di Inghilterra e Scozia.
Per gli inglesi, il massacro della Nona è una sorta di “David” nazionale che riesce ad avere la meglio su un “Golia” europeo inarrestabile.
Per gli scozzesi, visto il dibattito sul governo decentrato e l’identità nazionale, per non dire l’impatto culturale di Braveheart, il racconto è diventato quello degli highlander amanti della libertà che resistono agli imperialisti inglesi.
La leggenda della Nona acquisì forma grazie alla scrittrice Rosemary Sutcliff, il cui capolavoro, “The Eagle of the Ninth”, divenne subito un bestseller alla sua pubblicazione nel 1954.
Da allora, generazioni di bambini e adulti sono state incantate dalla storia di un giovane ufficiale romano, Marcus Aquila, e del suo viaggio a nord del Vallo di Adriano per scoprire la verità su suo padre, perso insieme alla Nona, e per trovare lo stendardo della legione, l’aquila di bronzo.
Gli storici hanno dissentito, teorizzando che la Nona non sparì assolutamente in Gran Bretagna e sostenendo che libro e film siano sbagliati. La loro teoria è stata molto più banale: la legione fu vittima di un trasferimento strategico, passando dalle fredde distese del nord dell’Inghilterra alle aride terre del Medio Oriente. Qui, poco prima del 160 d.C., furono spazzati via in una guerra contro i Persiani.
Il problema è che non c’è uno straccio di prova che la Nona sia mai stata portata fuori della Britannia. È solo una supposizione che nel tempo è diventata certezza. Tre mattonelle recanti il numero dell’unità della Nona trovate a Nimega, in Olanda, sono state utilizzate per sostenere l’idea del trasferimento dalla Britannia.
Ma esse sembrano tutte essere datate verso l’80 d.C., quando distaccamenti della Nona erano effettivamente sul Reno a combattere tribù germaniche. Non provano che la Nona lasciò definitivamente la Gran Bretagna.
In effetti, le ultime tracce certe relative all’esistenza della Legione in qualche parte dell’Impero romano provengono da York, dove un’iscrizione, risalente al 108 d.C., dice che la Nona stava ricostruendo la fortezza in pietra. Tra quel momento e la metà del secondo secolo, quando venne compilato un registro di tutte le legioni, l’unità aveva cessato di esistere. Cos’era successo?
I primi anni del II secolo furono profondamente traumatici per la Britannia. Lo scrittore romano Frontone osservò che, durante il regno dell’imperatore Adriano (117-138 d.C.), un gran numero di soldati romani fu ucciso dai Britanni.
Il numero e la portata di queste perdite rimangono sconosciute, ma evidentemente erano significative. La Storia Augusta, compilata nel III secolo, fornisce ulteriori dettagli, osservando che quando divenne imperatore Adriano, “i Britanni non potevano essere tenuti sotto il controllo romano”.
Il problema britannico era di profonda preoccupazione per il governo centrale romano. Grazie ad una lapide recuperata a Ferentino, in provincia di Frosinone, sappiamo che dei rinforzi di emergenza di oltre 3.000 uomini furono mandati sull’isola, nei primi mesi del regno di Adriano. L’imperatore stesso visitò l’isola nel 122 d.C., al fine di “correggere molti errori”, portando con sé una nuova legione, la Sesta.
Il fatto che risiedettero nella fortezza legionaria di York suggerisce che le “grandi perdite” di truppe militari, accennate da Frontone, si erano verificate tra le file della Nona. Sembrerebbe che la Sutcliff avesse ragione, dopo tutto.
Fu la Nona, la più esposta e la più settentrionale di tutte le legioni in Britannia, ad aver sopportato il peso maggiore della rivolta, finendo i suoi giorni a combattere i ribelli nel tumulto di inizio II secolo.
La perdita di una simile unità d’élite militare ebbe un risvolto inaspettato che si riverbera fino ai giorni nostri. Quando l’imperatore Adriano visitò la Britannia, si rese conto che c’era un solo modo per garantire la stabilità dell’isola: costruire un muro.
Il Vallo di Adriano venne progettato per tenere gli invasori fuori dal territorio romano e per garantire che potenziali ribelli dentro la provincia non avessero alcuna speranza di ricevere sostegno dai loro alleati a nord. Da questo momento, le culture su entrambi i lati del muro si svilupparono a ritmi e in modi molto diversi.
L’eredità finale della Nona fu la creazione di un confine permanente, che divise per sempre la Gran Bretagna. Le origini di ciò che sarebbero diventati i regni indipendenti di Inghilterra e Scozia possono essere fatte risalire alla perdita di questa legione romana.
Fonte: BBC.

Segnalo questo post, in cui sono riassunte le ragioni per le quali gli storici moderni credono che la VIIII legione Hispana fu trasferita lontano dalla Britannia, e non distrutta lì:
http://rambambashi.wordpress.com/2009/04/25/common-errors-4-viiii-hispana/
la IX legione ………
La fonte è quanto meno sospetta. La IX fu trasferita, tutto il resto sono elucubrazioni della BBC e degli anglosassoni ansiosi di trovare una storia alla Asterix.
studio archeologia e ho molto aprpezzato sia centurion che the eagle per la bella ambientazione e le belle scene di battaglia specie in centurion,e anche per l’atteggiamento di entrambi i popoli,invasori che devono salvare la loro vita e invasi che lottano per la libertà…ma per quanto si voglia dire la base storica è assolutamente inconsistente,la nona legione fu annientata contro i parti a oriente prima della decisiva vittoria di roma…e parlare del vallo come di una fortezza fatta per rimediare alla sconfitta con tutto il rispetto denota poca conoscenza della storia,fu una caratteristica della politica di adriano quella di non puntare più sull’espansione dell’impero ma sul consolidamento,e mura difensive non furono fatte solo in britannia ma in tutto l’impero,africa e germania comprese……..prova di ciò e del fatto che i romani non vedevano affatto come una terra inconquistabile la britannia del nord è anche il fatto che antonino pio poco dopo spostò il vallo ancora più a nord,poi ripiegarono con commodo in un periodo in cui l’impero conosceva gia una brutta crisi…mi spiace ma centurion e the eagle sono solo dei bei film basati su una semplice leggenda che nulla o quasi ha di vero…se proprio si volesse parlare di una pesante sconfitta subita dai romani per mano dei barbari basterebbe parlare del disastro di varo che avvenne però in germania,dove furono annientate ben 3 legioni e anche in queasto caso l’avvenimento provocò si la decisione di porre il confine presso il fiume reno,ma cmportò anche molte scorribande punitive delle legioni romane ad opera di tiberio e germanico che bruciarono villaggi ed il primo ebbe anche pesanti vittorie,tanto che germanico dovette limitarsi a saccheggiare e tornare dietro il reno visto che nessun esercito germanico lo affrontò…un film su questo evento sarebbe interessante e presenterebbe una storia veritiera…