Salta al contenuto

Sull’esistenza di Davide e Salomone

novembre 29, 2009

La stele di Tel Dan (timesonline.co.uk)

Ci sono poche prove che testimoniano l’esistenza dei due re: dei resti archeologici sono stati assegnati ai loro regni sulla base di enigmatici versi dell’Antico Testamento e sono stati usati per provare la datazione di costruzioni simili in altri siti.

Il professor Eric Cline sostiene nel suo nuovo libro (Biblical Archaeology: A Very Short Introduction) che fino a 15 anni fa non c’erano neanche menzioni extra-bibliche della casa di Davide (cioè della sua dinastia) come regnante sulla Giudea.

La frammentaria stele di Tel Dan, trovata nell’odierno Israele settentrionale nel 1993-94, è datata all’incirca all’842 a.C. e reca il nome di re Davide; è la prima prova della sua esistenza al di là dei Libri dei Re. L’iscrizione descrive la sconfitta di Joram (o Jehoram), re del regno di Israele, e suo figlio Ahaziah (o Ahaziyahu), re del regno di Giuda, da parte del sovrano del regno di Aram Damasco (Hazael o Ben-Hadad?) all’inizio del 9′ secolo a.C., e porta inciso il nome di Davide.

Cline dice: “Comunque, ci mancano ancora iscrizioni contemporanee o quasi contemporanee che menzionino Salomone: al momento non ne possediamo una. Inoltre, ci sono poche prove archeologiche dell’esistenza di Davide”.

È dibattuto anche il prestigio della Gerusalemme dell’epoca: secondo alcuni era una potente capitale; secondo altri, tra cui Cline, “era una piccola ‘città provinciale’. In effetti, non è ancora chiaro dove sia da posizionare Davide nel continuum [che va] dai capi tribù ai potenti re”.

Per Cline, le costruzioni identificate come il palazzo di re Davide e datate al 10′ secolo a.C. non sono certe né nella datazione né nella loro funzione. L’archeologo Israel Finkelstein sostiene che molte delle ceramiche e altro materiale datato al 10′ secolo a.C. è più vecchio di almeno un secolo e quindi non correlato a Davide e Salomone.

Ciò contraddice Yigael Yadin, secondo cui le mura, le porte e un “palazzo” trovati ad Hazor sono da ricondurre al regno di Salomone sulla base di un verso del Libro dei Re (9:15): “Questa è l’occasione del lavoro forzato che reclutò il re Salomone per costruire il tempio, la reggia, il Millo, le mura di Gerusalemme, Cazor, Meghiddo, Ghezer”.

Per questo motivo, delle stalle rinvenute a Meghiddo erano state identificate come “le stalle di Salomone”; “potrebbero esser state benissimo delle stalle, ma potrebbero esser state costruite da un qualunque re successivo”, ribatte Cline.

Stessa cosa per l’identificazione di Yadin di una porta “di Salomone” a Ghezer. La datazione al radiocarbonio del prof. Finkelstein porta la sua costruzione ad uno o due secoli più avanti – 9′ o 8′.

Secondo Cline il problema è che i riferimenti biblici venivano usati per identificare e quindi datare l’architettura, e le ceramiche vennero perciò datate con le costruzioni per associazione.

La ri-datazione di Finkelstein è tale che “non solo ci fa riesaminare tutte le nostre ipotesi sul 10′ secolo, ma anche che Salomone, e forse molto dello stesso 10′ secolo, fondamentalmente scompare dalla documentazione archeologica e storica”, dice Cline. E aggiunge che sebbene tutto sommato Davide e Salomone verosimilmente esistettero, i resoconti biblici potrebbero esser stati inventati molti secoli dopo.

“In definitiva, l’archeologia biblica non cerca di provare o confutare la Bibbia: gli archeologi sono più interessati a ricostruire la cultura e la storia della Terra santa”, conclude.

ps: Non ho potuto aggiornare il sito per due giorni per motivi tecnici. Le notizie riprenderanno quotidianamente. Aezio.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 75 other followers