In una mummia dell’XI secolo dei geni resistenti ai moderni antibiotici

A destra, la mummia analizzata (Maria Gloria Roselli/Museum of Anthropology and Ethnology of the University of Florence)
A destra, la mummia analizzata (Gino Fornaciari. Maria Gloria Roselli/Museum of Anthropology and Ethnology of the University of Florence)

Alcuni geni resistenti a dei moderni antibiotici sono stati trovati nel colon e nelle feci di una mummia dell’XI secolo d.C., secoli prima dell’introduzione degli stessi antibiotici.

La scoperta suggerisce che le mutazioni di questi geni avvennero naturalmente nei batteri di 1000 anni fa, e non sono necessariamente correlati all’abuso di antibiotici.

La ricerca, pubblicata su PlosOne, è stata effettuata da un team internazionale di scienziati sul microbioma (il patrimonio genetico) dei resti di una ragazza sulle Ande, mummificatasi naturalmente grazie al clima freddo. Continua a leggere “In una mummia dell’XI secolo dei geni resistenti ai moderni antibiotici”

Una cura antica contro i postumi della sbronza

Dimenticate le medicine. Se nell’Egitto greco-romano vi fosse capitato di bere troppo alcol, la cura migliore contro i postumi della sbronza sarebbe stata nientemeno che una ghirlanda di foglie di lauro alessandrino da portare al collo.

La curiosa scoperta proviene da un papiro scritto in greco e recentemente tradotto e pubblicato. Secondo la ricetta per curare “il mal di testa dovuto a ubriachezza”, la vittima dell’alcol avrebbe dovuto legare insieme le foglie di un arbusto chiamato Alexandrian chamaedaphne (Ruscus racemosus L.), e portarle come una collana.

Il papiro tradotto (Egypt Exploration Society)
Il papiro tradotto (Egypt Exploration Society)

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Giulio Cesare soffriva di mini-ictus, non di epilessia

Secondo una nuova analisi dei suoi sintomi, il generale romano Giulio Cesare potrebbe aver sofferto di una serie di mini-ictus e non di epilessia, come a lungo sostenuto.

Il grande condottiero militare (100-44 a.C.) soffriva infatti di numerosi disturbi alla salute, tra vertigini, capogiri, insensibilità e debolezza degli arti, al punto da cadere talvolta per terra.

(Walter Sanders/Time & Life Pictures/Getty Image)
(Walter Sanders/Time & Life Pictures/Getty Image)

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Una pozione anglosassone contro un superbatterio

Dal passato un rimedio contro il moderno superbatterio resistente agli antibiotici. Una pozione usata nel Medioevo contro le infezioni agli occhi, una sorta di collirio ‘ante litteram’ a base di aglio, cipolla, vino e bile di stomaco di mucca, può oggi sconfiggere il Mrsa, lo Stafilococco aureo resistente alla meticillina.

Un nemico invisibile che senza un opportuno trattamento può diventare molto pericoloso.

(PA)
(PA)

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