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Archeologi amatoriali scoprono 4 torque d’oro dell’Età del Ferro

marzo 2, 2017
(Staffordshire City Council)

Le torque di Leekfrith (Staffordshire City Council)

Due cacciatori di tesori dilettanti, armati di metal detector, hanno scoperto degli eccezionali gioielli dell’Età del Ferro: 4 torque d’oro (3 collari e un bracciale) di oltre 2.000 anni, in un campo vicino alla città di Leek, in Inghilterra.

I gioielli furono prodotti sul continente europeo forse nel IV o III secolo a.C. Secondo Julia Farley, curatrice del British Museum, sono tra i più antichi esempi ornamenti celtici, e di oro dell’Età del Ferro in generale, mai trovati in Gran Bretagna. Potrebbero essere arrivati col commercio o portati da qualche ricco migrante.

Joe Kania and Mark Hambleton (Staffordshire County Council)

Joe Kania and Mark Hambleton (Staffordshire County Council)

Bottino sotto il fango

I reperti – soprannominati torque di Leekfrith – in origine erano stati sepolti accuratamente insieme, fino a quando un aratro non aveva smosso la terra sopra di loro. Era un freddo pomeriggio dello scorso dicembre, e i due amici Mark Hambleton e Joe Kania erano sul punto di mettere via tutto dopo non aver trovato niente di interessante. Poi Joe notò qualcosa e richiamò l’attenzione di Mark; «Guardammo entrambi senza fiato», raccontano. Era la prima torque. «Non ci credevo quando la tirai fuori dal fango e, pulendola, pensai che potesse essere oro».

I due riferirono poi la scoperta a Teresa Gilmore, del Birmingham Museum. Una squadra di archeologi professionisti ha dunque indagato l’area, senza però trovare nessun altro oggetto, né tracce di insediamenti o tombe. I ritrovamenti di torque sono estremamente rari, ma un altro – troppo grande per essere un collare, ma adatto alla vita di una donna incinta – era stato rinvenuto lo scorso anno nella contea di Cambridgeshire.

(Dominic Lipinski/PA)

La torque di Cambridgeshire (Dominic Lipinski/PA)

Pratiche controverse

In Inghilterra e Galles, persone come Hambleton e Kania possono cercare reperti antichi coi metal detector solo se hanno il permesso del proprietario terriero e se evitano siti archeologici protetti dal governo. Per quanto legale, gli archeologi professionisti la ritengono una pratica controversa, poiché rischia di distruggere siti archeologici non ancora scoperti.

Secondo la legge (il Treasure Act), le scoperte di metalli preziosi devono essere riferite al governo. Un comitato valuta poi i manufatti, e ai musei britannici viene data la prima opportunità di comprarli. Il Treasure Act stipula che i soldi della vendita siano da dividere tra scopritori e proprietario terriero.

(Staffordshire City Council)

(Staffordshire City Council)

Quanto vale?

Il valore delle quattro torque d’oro deve ancora essere definito, ma le autorità della contea di Staffordshire sperano di trovare abbastanza soldi per poterle comprare ed esporre nel museo locale. Una torque scoperta quattro anni fa in Irlanda del Nord era stata valutata circa 150.000 sterline.

La scoperta “è semplicemente magica, cercheremo di condividerne la storia e i segreti nei prossimi anni», ha detto Philip Atkins, capo del Council della contea di Staffordshire.

Il ritrovamento deve ancora essere pubblicato su una rivista scientifica, e ulteriori analisi sono previste in futuro. I gioielli rimarranno in mostra fino al 22 marzo presso il Potteries Museum & Art Gallery nella città di Stoke-on-Trent.

(Staffordshire City Council)

(Staffordshire City Council)

The Guardian

Live Science

Potteries Museum & Art Gallery

4 commenti leave one →
  1. Paolo Liverani permalink
    marzo 4, 2017 2:40 pm

    Scusate, ma si scrive “torques” con la esse finale: è latino. In inglese “torque” è il “momento di rotazione”

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  2. marzo 6, 2017 2:08 pm

    Due delinquenti che, col loro metodo di ricerca invasivo, hanno sicuramente danneggiato il deposito archeologico.

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    • Luigi Di Noia permalink
      marzo 9, 2017 10:26 pm

      Due “delinquenti” che però hanno consegnato i reperti alle autorità competenti come prevede la legge vigente nel loro paese. E che hanno segnalato un sito di possibile interesse archeologico.
      Forse sarebbe il caso di calibrare con più accortezza parole e pensieri…

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  3. marzo 7, 2017 11:29 am

    Chissà perché non viene dichiarata l’analisi di questi oggetti.

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