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Ritrovata una nave della spedizione perduta di Franklin

settembre 13, 2014

È stata individuata nel Mar Glaciale Artico canadese una delle navi disperse più famose dell’Ottocento. “È stato risolto uno dei più grandi misteri del Canada”, ha dichiarato il primo ministro del paese Stephen Harper.

Il relitto sarebbe quello di una delle due navi della spedizione capeggiata da Sir John Franklin, scomparse misteriosamente quasi 170 anni fa, nel corso di un tentativo di navigare e cartografare il Passaggio a Nord Ovest.

(Parks Canada)

(Parks Canada)

Le navi, la H.M.S. Erebus e la H.M.S. Terror,  erano scomparse nel nulla nel 1846 assieme ai loro equipaggi. In seguito sono state scoperte sulla terraferma le tombe di alcuni degli uomini dell’equipaggio e pare che alcuni abitanti inuit locali abbiano dichiarato di aver visto affondare una delle due navi, ma nonostante ciò, nessuno sa esattamente cosa accadde alla spedizione, la cui sorte è stata oggetto per decenni di animate discussioni tra gli esperti.

Ora però le autorità canadesi hanno reso pubbliche delle immagini sonar, ottenute grazie a un sommergibile robotizzato, di una nave in gran parte intatta sul fondo vicino all’isola del Re William, nel territorio del Nunavut.

“Non c’è alcun dubbio che si tratti della Erebus o della Terror“, commenta James Delgado, storico marittimo e studioso di relitti del National Oceanic and Atmospheric Administration. Delgado aveva già effettuato ricerche per suo conto nel Mar Glaciale Artico, ma non aveva partecipato a quelle canadesi, che procedevano già da diversi anni.

“Penso che si tratti di una delle più grandi scoperte della nostra epoca nel campo dell’archeologia marina ”, continua Delgado, anche autore del libro Across the Top of the World: The Quest for the Northwest Passage sulla ricerca del passaggio a Nord Ovest.

Due cannoni del relitto (Parks Canada)

Due cannoni del relitto (Parks Canada)

(Parks Canada)

(Parks Canada)

Svaniti nel nulla

Secondo Delgado la spedizione Franklin, tra quelle che tentarono di scoprire il Passaggio a Nord Ovest a metà dell’Ottocento, era una delle meglio equipaggiate e con il personale di maggiore esperienza. All’epoca infatti l’idea di trovare una rotta che unisse l’Atlantico al Pacifico attraverso il nord del continente americano era un vero e proprio sacro graal della navigazione. “Non era come andare sulla Luna, ma ci si avvicinava parecchio”, commenta Delgado.

La spedizione di Franklin salpò dall’Inghilterra nel 1845. Le navi, al loro arrivo nelle gelide acque canadesi, incrociarono alcune baleniere, ma poi non se ne seppe più nulla.

“Alla fine, risultò essere uno dei più grandi misteri della storia della navigazione”, continua Delgado. Negli anni successivi furono inviate diverse spedizioni di soccorso e furono effettuate esplorazioni archeologiche da vari paesi, ma nessuna di queste ebbe successo.

Sull’isola di Beechey furono trovate alcune tombe di membri dell’equipaggio, e il ritrovamento di ossa umane con segni di tagli sull’isola di Re William ha portato molti specialisti a pensare che i sopravvissuti avessero fatto ricorso al cannibalismo per sopravvivere.

Una nota lasciata da un membro dell’equipaggio, riferiva che Franklin era morto e che le navi erano state abbandonate, senza ulteriori dettagli. Gli Inuit dichiararono di aver visto una delle navi affondare rapidamente, ma in seguito gli studiosi controbatterono che più probabilmente le navi erano state fatte a pezzi dal ghiaccio galleggiante.

(Parks Canada)

(Parks Canada)

(Parks Canada)

(Parks Canada)

La speranza dell’acqua fredda

Sempre secondo Delgado, il fatto che il relitto appaia in gran parte intatto è un’ottima notizia per gli studiosi che dovranno cercare di capire cosa sia effettivamente accaduto alla spedizione.

L’acqua fredda, poi, potrebbe aver contribuito a preservare libri, diari e lettere a bordo della nave, aggiunge lo studioso. Inoltre, sappiamo che l’equipaggio aveva con sé un dagherrotipo, una macchina fotografica a lastre. “Sappiamo che altre lastre fotografiche sono rimaste quasi intatte in altri relitti sommersi, quindi chissà cosa potremmo trovare?”, si domanda Delgado.

L’archeologo sostiene che la nave potrebbe essere una sorta di “capsula del tempo” che getterebbe luce non solo su quanto è accaduto all’equipaggio, ma anche in quell’epoca. Si tratta di una scoperta importante che ha richiesto un grande sforzo e molti anni di lavoro in un’area vastissima, isolata e in gran parte ricoperta dai ghiacci.

“Se i canadesi decidessero di approfondire le ricerche, credo che la nave potrebbe dar voce a quegli uomini o, se riusciamo a trovare i loro scritti, potremmo sentirli parlare direttamente”, dice Delgado.

Nell’annunciare la scoperta, il primo ministro canadese ha dichiarato che le navi di Franklin sono “una parte importante della storia canadese, visto che queste spedizioni hanno gettato le basi della sovranità artica canadese”.

Il primo ministro canadese Stephen Harper ascolta Ryan Harris, di Parks Canada (Reuters)

Il primo ministro canadese Stephen Harper ascolta Ryan Harris, di Parks Canada (Reuters)

(Parks Canada)

(Parks Canada)

La squadra di archeologi subacquei (Parks Canada)

La squadra di archeologi subacquei (Parks Canada)

Il viaggio finale di Franklin (The Independent)

Il viaggio finale di Franklin (The Independent)

Sir John Franklin (Getty)

Sir John Franklin (Getty)

National Geographic

Aggiornamento 01/10/2014: Il relitto ritrovato è quello della HMS Erebus

One Comment leave one →
  1. Luigi Rossi permalink
    gennaio 2, 2015 11:03 am

    Si è dovuto aspettare il 1906 per vedere la prima traversata in nave del Passaggio a Nord-Ovest; http://it.wikipedia.org/wiki/Passaggio_a_nord-ovest, http://www.frammuseum.no/Polar-Expedition/The-Northwest-Passage-%281903-1906%29.aspx, http://en.wikipedia.org/wiki/Northwest_Passage. Il principale protagonista dell’impresa fu il grande esploratore norvegese Roald Amundsen (1872 – 1928).

    Mi piace

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