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Incisioni rupestri nel deserto occidentale dell’Egitto

giugno 1, 2014
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Alcune testimonianze di arte rupestre rinvenute in una grotta dell’Oasi di Farafra (Egitto occidentale) sono state provvisoriamente datate dagli archeologi tra i 6.000 e i 7.000 anni fa, ovvero almeno 1.000 anni prima della costruzione delle piramidi. I disegni sono indice delle influenze culturali dell’Africa – e dunque non solo del Vicino Oriente – sull’Egitto.

Sono queste le conclusioni cui sono giunti i membri della missione archeologica nell’Oasi di Farafra, co-diretta da Barbara Barich, attualmente in forze all’Ismeo (Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente) e fondatrice del progetto nel 1987 e da Giulio Lucarini, ricercatore al McDonald Institute for Archaeological Research dell’Università di Cambridge e anche lui membro dell’Ismeo.

(Archaeological Mission in the Farafra Oasis)

(Archaeological Mission in the Farafra Oasis)

“Il ritrovamento di arte rupestre nella grotta (Boats Arch) – spiega Lucarini – è avvenuto nel 2010, quando un turista ha notato alcuni particolari segni su una parete e ci ha contattato. Siamo riusciti a riconoscere la rappresentazione di una giraffa, di un probabile orice, di una mano e di due barche”. In particolare le due barche, a detta dello studioso, non sarebbero il frutto di raffigurazioni di elementi locali, tipici della zona.

L'incisione della giraffa (Archaeological Mission in the Farafra Oasis)

L’incisione della giraffa (Archaeological Mission in the Farafra Oasis)

“A Farafra abbiamo rinvenuto esclusivamente i resti di laghi di estensione limitata, che si formavano in seguito a precipitazioni stagionali”, ha spiegato l’archeologo, “sicuramente si trattava di specchi d’acqua troppo esigui per essere navigati. Le barche, quindi, dovevano essere state viste in altri luoghi. Ancora non sappiamo se fossero barche destinate alla navigazione fluviale o marittima, ma in entrambi i casi la Valle del Nilo, il Mediterraneo e il Mar Rosso si trovano rispettivamente a 300, 400 e 600 chilometri da Farafra, quindi le imbarcazioni rappresentate sono con ogni probabilità elementi esotici e questo ci dà il senso delle distanze che questi gruppi erano in grado di percorrere”.

Incisione di barca (Archaeological Mission in the Farafra Oasis)

Incisione di barca (Archaeological Mission in the Farafra Oasis)

Il ritrovamento poi nella stessa area di strumenti in basalto, con le due più vicine aree di approvvigionamento di questo materiale situate a 200 e 400 chilometri, è un’ulteriore conferma di questo scenario. “I gruppi tendevano a spostarsi su grandi distanze. Queste opere di arte rupestre potrebbero risalire a un periodo compreso tra il 5.000 e il 4.000 a.C. circa. Nel momento in cui il clima nella regione ha cominciato a diventare sempre più arido, intorno al 5.000 a.C., i gruppi hanno cominciato a mettersi in cammino in direzione della Valle del Nilo, fornendo un contributo essenziale, e prettamente africano, alla nascita della civiltà faraonica”, aggiunge Lucarini.

Giulio Lucarini (Archaeological Mission in the Farafra Oasis)

Giulio Lucarini (Archaeological Mission in the Farafra Oasis)

I risultati completi degli ultimi anni di lavoro della missione saranno raccolti nella monografia “From lake to sand. The archeology of Farafra Oasis”, che sarà pubblicata da Barich e Lucarini e dai due geo-archeologi egiziani Hamdan e Hassan.

Università di Cambridge

AGI

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