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Una nuova immagine di Claudio come faraone egizio

aprile 20, 2014
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Gli archeologi hanno scoperto un’antica incisione su un muro di un tempio egizio che raffigura l’imperatore romano Claudio vestito da faraone, con indosso una elaborata corona.

Nell’incisione, Claudio, imperatore dal 41 al 54 d.C., erige un palo con una mezzaluna in cima. Otto uomini, ognuno vestito con due piume, si arrampicano sui pali di supporto, con le gambe a penzoloni.

(Photo by Marleen De Meyer, line drawing by Troy Sagrillo)

(foto di Marleen De Meyer, disegno di Troy Sagrillo)

I geroglifici chiamano Claudio il “figlio di Ra, Signore delle Corone”, e “Re dell’Alto e del Basso Egitto, Signore delle Due Terre”. I geroglifici spiegano che sta alzando l’asta della tenda (o la cappella del culto) di Min (divinità egizia della fecondità e della fertilità) e annota la data di un rituale che ebbe luogo all’incirca in estate. Avrebbe avuto luogo anche senza la presenza di Claudio, che non visitò mai l’Egitto. Una cappella per il culto è un luogo di venerazione e una tenda potrebbe anche essere stata usata a questo scopo.

L’elaborata corona su Claudio cosiste di tre piante di giunco poste sulle corna di un ariete con tre falconi sopra. Tre dischi solari rappresentanti il Sole (uno per ogni pianta) sono raffigurati di fronte ai giunchi. I governanti egizi sono mostrati con corone simili relativamente tardi nella storia egizia, soprattutto dopo il 332 a.C., e venivano indossate solo in Egitto. L’impero romano conquistò l’Egitto nel 30 a.C. e, mentre gli imperatori romani non erano egizi, venivano comunque rappresentati come faraoni.

Nell’incisione, il dio Min è mostrato con indosso la sua corona e ha un pene in erezione – Min era appunto il dio della fertilità. I geroglifici descrivono Min come “quello che addestra i cavalli da battaglia, la paura di lui è nelle Due Terre”. Min dice a Claudio: “Ti offro le terre straniere meridionali”, che secondo i ricercatori potrebbero essere i deserti intorno al Nilo, dove si potrebbero estrarre dei minerali.

La scena è stata scoperta sul muro esteriore occidentale del Tempio di Iside a Shanhur. Si tratta di un tempio egizio costruito e decorato durante l’occupazione romana sotto Augusto (regnante dal 30 a.C. al 14 d.C.) fino a Traiano (98 – 117 d.C.). La scena era stata scoperta per la prima volta durante degli scavi nel 2000 e registrata completamente nel 2010. Il tempio in origine aveva 36 scene su ognuno dei muri esterni a est e ovest, e questa nuova scena, protetta per millenni da uno strato di terra, è una delle meglio conservate.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Zeitschrift für ägyptische Sprache und Altertumskunde (“Rivista per conoscenza dell’antichità e della lingua egizia”) da Martina Minas-Nerpel (Università di Swansea) e Marleen De Meyer (Katholieke Universiteit Leuven). I disegni sono opera invece di Troy Sagrillo (Università di Swansea).

Il muro del tempio (Marleen De Meyer)

Il muro del tempio (Marleen De Meyer)

Sebbene Cleopatra sia spesso chiamata “l’ultimo faraone d’Egitto”, i sacerdoti egizi raffigurarono gli imperatori romani come faraoni fino al quarto secolo d.C. Gli imperatori romani permisero, e incoraggiarono anche, queste rappresentazioni al fine di portare stabilità in Egitto.

“Anche se sappiamo che Claudio, come la maggior parte degli imperatori romani, non visitò mai l’Egitto, il suo comando sul Nilo e sulle regioni desertiche era legittimato attraverso il culto”, scrivono Minas-Nerpel e De Meyer. “Decorando l’esterno del tempio con questo rituale, Claudio in teoria aveva ricevuto le caratteristiche di Min e quindi la sua abilità a governare l’Egitto”.

Scene che mostrano il sollevamento di un palo per il dio Min risalgono fino a 4.300 anni fa. Questa tradizione continuò dunque fino ai Romani.

Un’altra scena al tempio di Shanhur raffigura Claudio mentre porge un’offerta rituale di lattuga a Min, simbolo della continuata fertilità dell’Egitto. In mezzo ai due vi è il dio Horo (mostrato bambino).

“Prendi la lattuga per unirla al tuo corpo (o fallo)”, dice Claudio a Min nei geroglifici. A un punto, Claudio dice: “Uno è impaurito se ti guarda nel viso”.

Le due scene evidenziano la fertilità e il potere della vittoria, entrambi dei quali importanti per legittimare il dominio di un imperatore romano assente che voleva controllare l’Egitto.

(Photo by Marleen De Meyer, line drawing by Troy Sagrillo)

(foto di Marleen De Meyer, disegno di Troy Sagrillo)

LiveScience

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