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Le maschere più antiche del mondo vanno in mostra

marzo 12, 2014
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Secondo la mostra in corso al Museo d’Israele di Gerusalemme, le prime maschere conosciute sarebbero alcuni ritratti in pietra dei morti.

La mostra, chiamata Faccia a faccia: Le maschere più antiche del mondo, rivela per la prima volta 12 maschere neolitiche caratterizzate da sorrisi tutto denti e grandi occhi.

Secondi  i curatori, che hanno messo in piedi la mostra dopo 10 anni di lavoro, gli inquietanti ritratti di pietra erano stati scolpiti in pietra calcarea circa 9.000 anni fa da alcune delle prime popolazioni ad abbandonare la vita nomade.

(Collection of Judy and Michael Steinhardt, New York, IMJ)

(Collection of Judy and Michael Steinhardt, New York/IMJ)

(Collection of Judy and Michael Steinhardt, New York/IMJ)

(Collection of Judy and Michael Steinhardt, New York/IMJ)

(Collection of Judy and Michael Steinhardt, New York/IMJ)

(Collection of Judy and Michael Steinhardt, New York/IMJ)

L’analisi del tipo di pietra ha rivelato che le maschere provenivano dalle colline giudee e dal vicino deserto giudaico in Israele. Sebbene non sia documentato il loro utilizzo – precedono la scrittura di 3.500 anni – gli esperti ritengono che i manufatti possano rappresentare vari antenati di una religione dell’Età della Pietra.

“È importante dire che queste non erano persone viveni, erano spiriti”, spiega Debby Hershman, curatrice di Culture preistoriche al Museo d’Israele e organizzatrice della mostra.

Le maschere erano probabilmente usate nei riti di guarigione e di magia e nelle cerimonie che celebravano i defunti. Pesavano 1-2 kg e probabilmente sarebbero state dipinte, come suggeriscono le tracce di colore su di loro.

Ognuna delle 12 maschere è unica, e mostra visi giovani e vecchi di varie dimensioni. Una somiglia addirittura a un teschio umano.

“Sono i primi barlumi di riflessione esistenziale”, dice James Snyder, direttore del museo.

Diverse maschere sono caratterizzate da una serie di buchi lungo il bordo esterno, come se fossero state appese o vestite.

La mostra durerà fino all’11 settembre e “sarà un’opportunità per l’investigazione, la ricerca, la riflessione, la congettura”, dice Snyder.

(Collection of Judy and Michael Steinhardt, New York/IMJ)

(Collection of Judy and Michael Steinhardt, New York/IMJ)

(Collection of Judy and Michael Steinhardt, New York/IMJ)

(Collection of Judy and Michael Steinhardt, New York/IMJ)

(Collection of Judy and Michael Steinhardt, New York/IMJ)

(Collection of Judy and Michael Steinhardt, New York/IMJ)

(Collection of Judy and Michael Steinhardt, New York/IMJ)

(Collection of Judy and Michael Steinhardt, New York/IMJ)

Discovery

Israel Museum

Le maschere sono state studiate da Yuval Goren, specialista nell’analisi dei reperti archeologici al microscopio nonché direttore del laboratorio dedicato all’Università di Tel Aviv. Ulteriori analisi sono state condotte dal team della dott.ssa Leore Grosman all’Università Ebraica di Gerusalemme.

“Altri gruppi di persone probabilmente produssero altre maschere con altri materiali” che non resistono al tempo, ha detto Hershman. Questi fortunati pezzi sono fatti in pietra e si sono conservati nell’arido clima del deserto.

Due pezzi provengono dall’Israel Museum, mentre gli altri 10 sono stati prestati dai coniugi Steinhardt.

Alcune delle maschere furono scoperte dagli archeologi israeliani Ofer Bar Yosef durante gli scavi nella grotta di Nahal Hemar nel 1983. La grotta, situata su una scogliera sopra le rive del Mar Morto, conteneva una serie di manufatti neolitici di almeno 9.000 anni tra cui cestini, perline e la colla e le maschere più antiche del mondo. Un’altra maschera era stata invece trovata nel sito di Horvat Duma.

(Times of Israel)

(Times of Israel)

(Daily Mail)

(Daily Mail)

Debby Hershman (Times of Israel)

Debby Hershman (Times of Israel)

(Times of Israel)

(Times of Israel)

Times of Israel

 

4 commenti leave one →
  1. Claudio permalink
    marzo 27, 2014 10:16 pm

    Ammetto di essere piuttosto incredulo. Addirittura scettico. Sono reperti incredibilmente ben conservati per avere 9000 anni. Mi domando dove li abbiano trovati. O come li abbiano restaurati.

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  2. Claudio permalink
    marzo 30, 2014 1:51 pm

    Scopro da internet che Michael Steinhardt -proprietario della collezione- è un collezionista d’arte quantomeno “spregiudicato” (ha avuto a che vedere con la dogana degli Stati Uniti per opere di provenienza illegale, sia nel 1997 che nel 2011).
    Qualcuno riesce a trovare informazioni “indipendenti” su queste maschere? Altri musei, archeologi? Qualcuno che abbia mai esaminato queste opere prima di questa mostra?

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  3. Aezio permalink*
    aprile 3, 2014 9:52 am

    Ciao Claudio, ho integrato l’articolo aggiungendo alcune informazioni e due mappe. Spero che possano fare un po’ di chiarezza.

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    • Claudio permalink
      aprile 22, 2014 10:51 am

      Ti ringrazio, ora il contesto è molto più chiaro. Avevo letto affermazioni degli Steinhardt tipo “ho queste maschere in salotto da 25 anni”, il genere di frase che solleva molti dubbi.

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