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Un focolare di 300.000 anni

febbraio 1, 2014
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Le tracce di un focolare pieno di cenere e ossa bruciate, rinvenute in una caverna nell’odierna Israele, suggeriscono che i primi esseri umani si sedevano intorno al fuoco almeno 300.000 anni fa, cioè prima della nascita dell’Homo sapiens.

Dentro e intorno al focolare, gli archeologi ritengono di aver trovato frammenti di utensili di pietra probabilmente usati per macellare e tagliare gli animali.

I ritrovamenti potrebbero gettare luce su quando “gli esseri umani cominciarono ad usare regolarmente il fuoco per cucinare carne e come punto focale – una sorta di fuoco da accampamento – per raduni sociali”, dice Ruth Shahack-Gross dell’Istituto Weizmann in Israele. “Ci spiega anche qualcosa riguardo i livelli di sviluppo sociale e cognitivo degli uomini dell’epoca”.

La freccia punta ai resti del focolare (Weizmann Institute)

La freccia punta ai resti del focolare (Weizmann Institute)

Il focolare misurava 2 metri di diametro, e i suoi strati di cenere indicano che venne utilizzato ripetutamente nel tempo, scrivono i ricercatori sulla rivista Journal of Archaeological Science. Shahack-Gross e i suoi colleghi pensano che venne utilizzato da grandi gruppi di uomini delle caverne. Inoltre, la sua posizione implica una qualche decisione su dove accendere il fuoco, e quindi un certo grado di intelligenza.

(Weizmann Institute)

(Weizmann Institute)

Una caverna controversa

La grotta di Qesem è stata scoperta più di un decennio fa durante la costruzione di una strada. Nel sito, erano già state ritrovate tracce di fuoco (depositi di cenere sparsi e mucchi di terra riscaldata ad alte temperature), oltre a ossa macellate di grossa selvaggina come cervi, uri e cavalli risalenti forse fino a 400.000 anni fa.

Gli antropologi hanno dibattuto su quali siano le prime prove di uso controllato del fuoco – e quale specie hominine ne sia responsabile. Cenere e ossa bruciate nella grotta di Wonderwerk in Sudafrica suggeriscono che gli antenati umani usassero il fuoco almeno 1 milione di anni fa. Alcuni ricercatori hanno addirittura ipotizzato che i denti dell’Homo erectus siano un indizio di consumo di cibo cotto sul fuoco a partire da 1,9 milioni di anni fa. Uno studio uscito l’anno scorso sul Cambridge Archaeological Journal spiegava come chi accendeva il fuoco aveva bisogno di abilità per mantenere il fuoco acceso, come pianificazione a lungo termine (raccolta di legna da ardere) e cooperazione di gruppo.

Non è pienamente chiaro chi stesse cucinando nella grotta di Qesem. Uno studio pubblicato tre anni fa sull’American Journal of Physical Anthropology descrive 8 denti scavati a Qesem e datati tra i 400.000 e i 200.000 anni fa. Secondo gli autori potevano appartenere a uomini moderni (Homo sapiens), Neandertal o forse un’altra specie. L’archeologo dell’Università di Tel Aviv Avi Gopher aveva spiegato in una intervista a Nature (suscitando numerose polemiche) che potevano effettivamente essere umani: “I denti più simili a quelli di Qesem sono quelli dalle grotte di Skhul e Qafzeh nel nord di Israele, che risalgono a più tardi, tra gli 80.000 e i 120.000 anni fa, e sono generalmente ritenuti appartenere a uomini moderni”.

(Qesem Cave Project)

(Qesem Cave Project)

(Qesem Cave Project)

(Qesem Cave Project)

(Qesem Cave Project)

(Qesem Cave Project)

LiveScience

Istituto Weizmann

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