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Recuperati oltre 1000 reperti in un santuario di Giunone

novembre 2, 2012

Blitz della Finanza ai castelli Romani. Sono stati trovati pregiati ex voto in terracotta – statue a grandezza naturale e raffigurazioni anatomiche del corpo umano – che quattro tombaroli stavano trafugando tra i comuni di Lanuvio e Genzano.

Gli uomini del Nucleo della Polizia Tributaria di Roma della Guardia di Finanza hanno denunciato quattro tombaroli, sorpresi durante uno scavo clandestino in una parete di tufo al cui interno è nascosta una cavità naturale che anticamente veniva utilizzata come deposito per le offerte a Giunone, specie nei riti propiziatori per la fertilità.

(Guardia di Finanza)

(Guardia di Finanza)

(Guardia di Finanza)

(Guardia di Finanza)

La cavità sembra essere collegata attraverso una fitta rete di spelonche e cunicoli, al vicino santuario dedicato appunto a Giunone Sospita, la salvatrice.

La stipe votiva, che si trova in acqua – secondo gli investigatori -, era sconosciuta alle mappe della Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio; non era stata quindi mai censita e la sua scoperta è di grande rilevanza anche perchè i reperti attestano l’esistenza nella zona di un’officina per vari oggetti di terracotta di particolare pregio.

Il materiale era in procinto di essere trasferito all’estero nell’indotto del collezionismo internazionale. L’intervento dei militari del Nucleo Polizia Tributaria di Roma ha scongiurato il rischio della loro dispersione, garantendo la restituzione alla fruizione pubblica e museale di oltre mille reperti.

(corriereromano.it)

(Guardia di Finanza)

(Guardia di Finanza)

(Guardia di Finanza)

(Guardia di Finanza)

(Guardia di Finanza)

(Guardia di Finanza)

(Guardia di Finanza)

Le indagini del Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico del Nucleo Polizia Tributaria della Capitale sono durate oltre due mesi e hanno visto l’impiego di sofisticati dispositivi satellitari. Durante le perquisizioni domiciliari nei confronti dei quattro è stato recuperato altro materiale storico-archeologico ritenuto di pregio, proveniente anche da altri siti sepolcrali, per lo più di ambiente etrusco. I quattro sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria, mentre tutta la strumentazione utile alle ricerche in possesso dei tombaroli (metal detector, geo-radar, idropompe, generatori di elettricità, badili, picconi) è stata sequestrata.

Il Messaggero

Guardia di Finanza (video)

One Comment leave one →
  1. giusy67 permalink
    novembre 28, 2012 8:57 am

    Grande soddisfazione per questo tesoro salvato e scoperto.

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