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Rivelata la città di Interamna Lirenas

ottobre 2, 2012

Una antica città romana, abbandonata da 1.500 anni e ora sepolta sotto terra, è stata mappata da un team di ricercatori, rivelandone la posizione di un teatro, un mercato e altri edifici prima sconosciuti.

(Università di Cambridge)

(Università di Cambridge)

Originariamente fondata come colonia romana nel IV secolo a.C., Interamna Lirenas sorgeva presso la confluenza del fiume Liri e del Rio Spalla Bassa, posizione dal quale deriva il nome di Interamna (“tra i fiumi”). Oggi si trova nella provincia di Frosinone, a circa 50 km da Roma.

Dopo essere stata abbandonata intorno al 500 d.C., i suoi resti vennero riutilizzati come materiali da costruzione e, col tempo, la città “scomparve”. Oggi, l’area è ricoperta ininterrottamente da terreni agricoli.

Grazie a magnetometro e georadar, però, i ricercatori sono riusciti ad ottenere le prime immagini del sito archeologico, che si estende su 25 ettari.

(Università di Cambridge)

Università di Cambridge

3 commenti leave one →
  1. giusy67 permalink
    novembre 8, 2012 3:27 pm

    Bellissima scoperta, mi domando visto che la città è stata usata nel tempo come cava . . . se sia rimasto qualcos’altro a parte le fondamenta. Chissà se la stessa tecnica al georadar e magnetometro, darebbe dei buoni risultati nel localizzare finalmente con precisione la vecchia e gloriosa Sibaris; con i suoi edifici pubblici e la sua pianta per intero. Mi riferisco a quella greca, coperta di proposito dopo la distruzione deviando il letto del fiume Crati.

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  2. novembre 9, 2012 2:39 pm

    Molto interessante! Complimenti!

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  3. agosto 5, 2014 4:00 pm

    bel ritrovamento, peccato che come al solito siano gli inglesi ad averlo fatto, siamo un popolo con tantissimi archeologi, capaci solo di studiare ed eventualmente di insegnare, ma totalmente incapaci di “fare” spero negli inglesi e nella loro innegabile capacita’ di trovare quello che a noi immancabilmente sfugge, proporrei di abolire il ministero dei beni culturali, visti i risultati a dir poco deludenti e di affidare a inglesi, tedeschi e francesi, coadiuvati da tombaroli nostrani, la gestione degli scavi archologici sul territorio nazionale.

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