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Il più antico tetto di legno scoperto a Ercolano

luglio 23, 2012

Per quasi due millenni, le assi di legno sono rimaste indisturbate, e in gran parte intatte, sotto strati di materiale vulcanico indurito.

Ora, dopo tre anni di duro lavoro, gli archeologi a Ercolano non solo hanno scavato e preservato i pezzi, ma li hanno riassemblati come erano in origine, completando la prima ricostruzione completa di un tetto di legno romano.

(MiBAC)

(MiBAC)

(MiBAC)

Dotata di decine di stanze, la Casa del Rilievo di Telefo era una “tenuta romana di alto livello”, ha detto Andrew Wallace-Hadrill, direttore dell’Herculaneum Conservation Project (HCP). Si pensa che fosse stata costruita per Marcus Nonius Balbus, il governatore romano di Creta e parte dell’odierna Libia, la cui ostentata tomba è stata trovata nelle vicinanze.

La parte più riccamente decorata della grande dimora era una torre di tre piani. Al piano superiore vi era una sala da pranzo con pavimento e pareti di marmo colorato, un controsoffitto e una terrazza panoramica. Offriva a ospiti e proprietari una vista mozzafiato sul golfo di Napoli.

E ora sta fornendo agli archeologi una delle loro scoperte più emozionanti: un tetto di legno. “Non è la prima volta che si trovano pezzi di tetti del mondo classico”, ha detto Wallace-Hadrill. “Ma è incredibilmente raro”.

Quello che i suoi archeologi hanno scoperto, tuttavia, è molto di più – circa 250 pezzi, che sono riusciti a mettere insieme.

La casa del rilievo di Telefo (wikipedia)

Il rilievo di Telefo (wikipedia)

Nel 79 d.C. i proprietari della Casa del Rilievo di Telefo – forse i discendenti di Marcus Nonius Balbus – avrebbero avuto tutte le ragioni del mondo per sentirsi sicuri della loro ricchezza e del loro benessere. Ma il 24 agosto di quell’anno il Vesuvio – chiaramente visibile dal retro della tenuta – eruttò rilasciando l’energia termica di 100.000 bombe di Hiroshima.

Il primo giorno, Ercolano non venne coinvolta. Ma il secondo, la direzione del vento cambiò e la nube eruttiva attraverso la città, uccidendo all’istante tutti, dal più umile schiavo ai padroni della casa.

Quasi 2000 anni dopo, gli archeologi hanno scavato quella che – fino all’eruzione – era la spiaggia. Dal modo in cui sono stati trovati i pezzi di legno, si è capito che il tetto era stato spazzato via dall’onda piroclastica, ribaltato e scaraventato sulla spiaggia. Il legno si è ricoperto di sabbia bagnata – che lo può conservare per secoli – ed è stato poi coperto con quello che divenne ben presto uno strato ermetico.

Interi pannelli del soffitto sono sopravvissuti. Alcuni addirittura recano le tracce di vernice originale e oro in foglia con cui erano stati decorati.

(MiBAC)

I pannelli, insieme alle altre parti del tetto, sono stati scannerizzati, fotografati e trasferiti in un container refrigerato per la conservazione. Wallace-Hadrill spera che i pannelli possano essere trasportati e esposti alla mostra su Pompei ed Ercolano il prossimo anno al British Museum.

(MiBAC)

I modelli 3D digitali potranno in futuro servire anche per la riproduzione di copie reali in scala (MiBAC)

Nel frattempo, gli archeologi stanno cercando di ricostruire il disegno del soffitto, che ritengono potesse riprendere lo splendido pavimento della sala da pranzo dell’ultimo piano, abbellito da 36 diversi tipi di marmi provenienti da ogni angolo del Mediterraneo.

Finora sono stati recuperati assi dipinte in rosso o azzurro e diversi pannelli lignei con parti di un cassettonato e cornici in legno con esagoni e triangoli a rilievo dipinti in bianco, nero, azzurro, rosso e oro. Un soffitto che, dice l’archeologo Domenico Camardo, era “un trionfo di colori – quasi troppo per i gusti di oggi”.

The Guardian

Ministero dei Beni Culturali

One Comment leave one →
  1. agosto 24, 2012 7:23 am

    ….e proprio oggi, 24 agosto, ricorre quel triste anniversario…

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