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Nella Grecia sull’orlo della bancarotta la crisi spinge la febbre dell’oro

gennaio 12, 2012

Non tutti i miti greci sono antichi. Nelle città rurali e nei villaggi, dove a volte si trovano oggetti di ceramica di migliaia di anni fa, pastori e agricoltori raccontano delle storie simili tra di loro.

Parlano di una scrofa d’oro sepolta con i suoi sette porcellini d’oro (che hanno fatto diventare ricco un contadino povero), oppure di tesori di monete custoditi da draghi dai tempi di Alessandro Magno o degli imperatori bizantini, o ancora di un bottino d’oro lasciato dagli ufficiali nazisti in fuga o da un pascià turco morto da tempo. Tutto quello che serve, dicono, è un ‘colpo di pala’ fortunato.

Leggende come queste hanno ripreso vita nella Grecia paralizzata dai debiti.

I due anni di austerità – con stipendi sempre più ridotti, aumento delle tasse e disoccupazione record – hanno spinto sempre più greci a trovare conforto nei racconti di ricchezze sepolte, per lo più degli ultimi due secoli.

“Prima c’erano solo un paio di gruppi di persone che si conoscevano tutte, ora ci lavorano tutti”, dice il cacciatore amatoriale di tesori George. “Portano le mappe, danno consigli, ma solitamente nessuno trova nulla. La crisi ha spinto molte persone a cercare una manna dal cielo”. George parla di almeno dieci scavi illegali nei mesi scorsi attorno Grevena, una cittadina agricola di 10.000 abitanti nella parte occidentale della Macedonia.

Un tunnel di 15 metri scavato in una collina appena fuori Grevena, che conteneva ancora un piccone e una maschera, testimonia gli sforzi infruttuosi dei cinque uomini arrestati dalla polizia giorni fa. Le autorità hanno detto gli uomini, tutti sui 40 anni, avevano utilizzato attrezzi agricoli, un generatore e carretti a mano per scavare il tunnel, il cui ingresso era mimetizzato con un vecchio tappeto. “Hanno detto che un vecchio aveva mostrato loro il posto, sostenendo c’era tesoro c’era un tesoro, ma senza specificare esattamente quello che cercavano”, ha detto il capo della polizia di Grevena Theophilos Soultis.

Gli operai riempono una buca lasciata dai cercatori d'oro a Pentalofo (AP Photo/Nikolas Giakoumidis)

Anche a Salonicco, la seconda città più grande della Grecia, la leggenda metropolitana vuole che i lavori di costruzione sul sito di una vecchia casa turca abbiano portato al ritrovamento di casse di monete d’oro – facendo sì che i camionisti portassero il loro carico di terra in discarica per setacciarlo prima.

Il loro lavoro è stato però inutile.

Mappe di presunti tesori vengono venduti per migliaia di euro, ma spesso sono dei semplici falsi. Una di queste mappe ha ispirato sette persone a calarsi in un pozzo profondo 11 metri vicino a una cava abbandonata a Pentalofo, 25 chilometri a nord di Salonicco. Nonostante abbiano provato a farlo solo dopo il tramonto, sono stati arrestati e rischiano fino a cinque anni di carcere se condannati per aver svolto uno scavo illegale.

“Ci sono un sacco di persone che cercano nel nostro territorio, perché i tedeschi sfruttarono la cava durante la guerra e molti credono che abbiano lasciato dell’oro alle spalle”, ha detto il vicesindaco Giorgos Lazaridis. “Girano un sacco di voci, alcuni dicono che dell’oro sia stato trovato, ma nulla può essere confermato”, ha detto, aggiungendo che un gruppo di archeologi aveva ottenuto un permesso legale per scavare anni fa ma non trovò nulla.

Un progetto simile è in corso sulle colline di Varvara, nella penisola Calcidica, 110 chilometri ad est di Salonicco: “Sono alla ricerca dell’oro […] Dicono che ce ne siano tonnellate e che sia stato nascosto da una banda mentre combatteva i turchi nel 1860-70, quando furono intrappolati durante un’imboscata”, dice il funzionario comunale Stergios Goutsios, che sta monitorando lo scavo.

Tali ‘cacce’ legittime, che richiedono un gran numero di permessi ufficiali, sono state effettuate in tutta la Grecia negli ultimi anni, con la supervisione degli archeologi dello stato e della polizia. “Chiunque pensa di avere informazioni su tesori sepolti ha il diritto di cercarla, a condizione che obbedisca alla legge”, ha dichiarato Giorgos Dimitrainas, ricercatore universitario di diritto presso l’Università della Tracia. “La loro quota sui reperti è determinata dalle decisioni ministeriali”.

Per i cercatori di tesori, però, questo non è un deterrente sufficiente: “Le persone che cercano l’oro sono dei maniaci, non mollano mai finché non trovano qualcosa”, dice un altro ex cacciatore di tesori, Panagiotis, di 34 anni. “È come il gioco d’azzardo”.

Associated Press

2 commenti leave one →
  1. gennaio 13, 2012 8:44 pm

    Qualcuno sa dirmi qualcosa sulla legislazione italiana relativa agli scavi archeologici condotti da privati cittadini?

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    • gennaio 15, 2012 8:31 pm

      Sono proibiti per legge… Il cittadino non può, a nessun titolo, condurre scavi archeologici e anche nel caso in cui reperisca un bene affiorato per dilavamento è obbligato a darne tempestiva comunicazione alla soprintendenza competente per territorio.
      In caso contrario incorre in diversi tipi di reato.
      I beni archeologici sono tutela esclusiva delle relative soprintendenze, che in alcuni casi possono affidare lo scavo dei siti a istituti specializzati, conservando sempre la direzione o la co-direzione alle stesse soprintendenze.
      La normativa di riferimento è il Testo Unico dei Beni Culturali. Si trova anche on-line.

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