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La ricca tomba di un guerriero medievale in Polonia

dicembre 25, 2011

Vichingo? Slavo? O nessuno dei due? In un antico cimitero a 150 chilometri da Varsavia gli archeologi hanno riportato alla luce la tomba di un giovane e nobile guerriero che racchiude manufatti di diverse civiltà del tempo. Sepolte anche due donne. Ci sono tracce di un sacrificio umano.

(Antiquity)

La sepoltura racchiude non solo un vero e proprio tesoro di oggetti preziosi ma anche tracce di un sacrificio umano e una decina di tombe misteriose che richiamano sia ai Vichinghi che ai sovrani dell’Europa orientale.

Ad attirare però maggiormente l’interesse degli studiosi è il Giovane Guerriero, morto di morte violenta attorno ai suoi vent’anni. La mascella dell’uomo è fratturata e il cranio reca svariati segni di tagli. La spada è un’ulteriore testimonianza di una vita dedicata ai combattimenti.

A sinistra, il "Giovane Guerriero" (S. Gronek)

Il corredo funerario rimanda per certi aspetti alle prime monarchie slave della regione, dice il responsabile dello scavo Andrzej Buko, direttore dell’istituto di Archeologia ed Etnologia dell’Accademia polacca delle Scienze.

La direzione in cui è stato disposto il corpo (nord-sud) però è tipico delle usanze scandinave, mentre le tombe slave sono orientate est-ovest, spiega Buko.

Sotto il Giovane Guerriero è stato trovato sepolto (forse nello stesso periodo) il corpo di una giovane donna morta attorno ai vent’anni, che potrebbe aver subito una fine altrettanto violenta. Benché sia solo un’ipotesi, Buko ritiene che sia stata uccisa per essere sepolta assieme all’uomo: “È molto improbabile altrimenti che sia morta contemporaneamente al guerriero”.

Accanto al guerriero è sepolta un’altra donna (a destra), anch’essa sui vent’anni. Non è ancora chiaro però quando sia avvenuta la sepoltura.

La scoperta del cimitero, datato tra il X e l’XI secolo, è avvenuta nei pressi del villaggio di  Bodzia a circa 150 chilometri a nord-ovest di Varsavia. Lo studio sul ritrovamento è pubblicato sulla rivista Antiquity.

Un uccello regale, forse un’aquila, dispiega le ali su questa kaptorga (un contenitore di amuleti) in argento scoperta nel cimitero.

(M. Jórdeczka)

L’emblema, che non somiglia a nulla di già visto, potrebbe essere un motivo di famiglia o una mera decorazione, ma il suo significato è sconosciuto. Una kaptorga simile è stata rinvenuta in una seconda sepoltura.

Nella Polonia del X e XI secolo gli amuleti, generalmente in argento, servivano da portafortuna sia per i cristiani che per i pagani. Nelle kaptorga sono stati ritrovati anche pezzetti di piante come la cannabis, da cui si ricava la marijuana.

La lavorazione dell’argento è tipicamente slava. Nel cimitero sono state rinvenute anche 250 perle di vetro alcune racchiuse in foglia d’argento e oro provenienti dall’Impero Ottomano, anelli e ornamenti che decoravano la fronte delle donne dell’Europa orientale. Inoltre, la presenza di monete provenienti da Sassonia, Baviera, Inghilterra e Scandinavia testimoniano la ricchezza cosmopolita degli occupanti delle tombe.

Una collana in argento, pietra e cristallo (M. Jórdeczka)

(Andrzej Buko)

Questa spada ritrovata accanto al guerriero forse non fu mai usata in battaglia. La sua pesante decorazione in argento  la rendeva probabilmente inutilizzabile a questo scopo. Ma la sua presenza vuole significare probabilmente qual era il ruolo del defunto in vita.

Le spade e le asce trovate nel cimitero sono vichinghe, non slave, dice Buko. All’epoca delle sepolture, i Vichinghi rivestivano un ruolo di grande importanza nell’Europa orientale: erano la guardia dell’imperatore bizantino a Costantinopoli e combattevano come mercenari per i sovrani dell’attuale Ucraina. Inoltre, costituivano la corte del sovrano polacco del X secolo Mieszko I.

Secondo Buko, gli uomini sepolti erano forse guerrieri vichinghi al servizio di un altro principe polacco medievale.

(M. Jórdeczka)

Questa cintura di bronzo trovata nella tomba del Giovane Guerriero contiene secondo gli archeologi gli indizi più sorprendenti sulla sua identità.

Nel metallo è inciso un emblema sormontato da una croce che indica che il guerriero era un fedele alleato se non addirittura un parente di un sovrano le cui azioni sono descritte dal suo soprannome: Sviatopolk il Dannato.

Sviatopolk era membro della dinastia che fondò la Rus’ di Kiev, il primo autentico regno slavo orientale, che si estendeva a est della Polonia e durò dall’800 d.C. fino al suo crollo quattro secoli dopo.

Sviatopolk restò brevemente sul trono nell’XI secolo, e si guadagnò il soprannome uccidendo i propri fratelli per consolidare il proprio potere. Sposò una principessa polacca ottenendo l’appoggio del suocero, il re polacco Boleslav il Temerario.

Forse il guerriero era un esponente di alto rango della guardia militare di Sviatopolk, o magari il suo stesso figlio. La sua identità non è chiara, né lo è il perché un affiliato del sovrano di Kiev sia stato sepolto in Polonia, ma di sicuro, secondo gli archeologi, era strettamente legato a Sviatopolk.

(Andrzej Buko)

Il contorno scuro indica che qui sorgeva un cosiddetto “recinto dei morti”, una palizzata di legno che racchiudeva una o più tombe.

Queste strutture sono così rare che secondo Buko hanno uguali sono nella Bretagna del VI e VII secolo.

Le tombe sono spaziose, in stile scandinavo, a differenza delle tombe dell’Europa orientale del periodo. I corpi erano sepolti in casse di legno decorate di tessuto e fermagli in ferro, come quelle del IX e X secolo in Moravia, nell’attuale Repubblica Ceca.

(M. Jórdeczka)

Questa bilancia in bronzo decorata serviva forse a pesare metalli preziosi. Nella regione non è mai stato trovato un oggetto simile, raro anche fra i manufatti dell’Europa medievale, sottolinea Buko.

La bilancia sembra però un simbolo appropriato per rappresentare il complesso ruolo rivestito dai Vichinghi nell’Europa orientale del X e XI secolo.

Giunti nella regione per effettuare scambi commerciali, non esitarono a far ricorso alle proprie capacità guerresche per dal luogo a saccheggi e razzie. La bilancia testimonia che “combattimenti e commerci andavano a braccetto”, dice Buko.

Nonostante la forte influenza dei Vichinghi, è impossibile assegnare a una singola civiltà il cimitero e i suoi occupanti, dice lo studioso. “Vi si possono riconoscere elementi scandinavi, altri dell’Europa orientale… È una sorta di sintesi di est, ovest, nord e sud, tutto assieme in un unico sito”.

National Geographic

Antiquity

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