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Scoperta una nave della fallita invasione mongola

ottobre 28, 2011

Il relitto di una nave ritenuta aver fatto parte dello sfortunato tentativo dei Mongoli di invadere il Giappone nel XIII secolo è stato trovato relativamente intatto sul fondo marino al largo dell’isola di Takashima, vicino a Nagasaki.

È il primo relitto collegato al tentativo di invasione di Kublai Khan, il nipote di Gengis Khan nonché fondatore del primo Impero cinese della Dinastia Yuan, ad essere scoperto in Giappone.

Gran parte dello scafo è ancora intatto, tra cui una sezione di 12 metri della chiglia con attaccate file di assi spesse 10 cm e larghe 15-25 cm, dice il professore dell’Università di Ryukyus Yoshifumi Ikeda, a capo del team di ricercatori giapponesi.

(RYUKYU UNIVERSITY / KYODO PHOTO)

(BBC)

Kublai Khan (wikipedia)

Scoperta a circa 1 metro sotto il fondale, a 20-25 metri di profondità, la nave sarebbe stata lunga oltre 20 metri e, si spera, fornirà agli archeologi importanti informazioni sugli attacchi mongoli del 1274 e del 1281, finora conosciuti per lo più da documenti e disegni.

“Credo che saremo in grado di capire di più riguardo la costruzione navale dell’epoca, e anche sulla situazione reale degli scambi in Asia orientale”, ha detto Ikeda. Il relitto, ha aggiunto, è probabilmente rimasto relativamente ben conservato poiché sepolto sotto la sabbia.

Entrambi i lati della chiglia erano dipinti con un grigio biancastro. Il fasciame si è tenuto in posizione grazie ai chiodi. Mattoni, pietre per inchiostro (suzuri) e armi utilizzate dalla dinastia Yuan sono stati trovati nella nave.

Il fallimento dell’attacco lanciato da Kublai Khan (1215-1294) contro il Giappone nel 1281, con le battaglie combattute a nord del Kyushu, è spesso attribuito al “vento divino” (kamikaze) che distrusse gran parte della flotta. Le acque intorno all’isola di Takashima si trovano dove la flotta sarebbe stata devastata da una tempesta nel 1281.

Samurai giapponesi all’arrembaggio di una nave mongola nel 1281

I ricercatori hanno determinato che la nave era collegata alla flotta Yuan perché la sua struttura assomiglia a quella delle navi cinesi dell’epoca.

Kosuke Umazume, direttore della Japan Society for Nautical Research, ha detto che è un “miracolo” aver trovato intatto gran parte del relitto dopo così tanto tempo. Ikeda e il suo team lo avevano localizzato utilizzando apparecchi ad ultrasuoni.

The Japan Times

ps: le notizie ritornano mercoledì. Buon week-end!

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