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Scoperta la tomba di una regina maya

settembre 23, 2011

Lo scheletro di una sovrana maya, la cui testa fu misteriosamente deposta fra due coppe, è una delle due sepolture scoperte fra le rovine maya di Nakum, in Guatemala.

Lo scheletro, risalente a circa 2.000 anni fa, è stato infatti trovato sotto un’altra sepoltura più recente (1.300 anni fa) colma di tesori come una gorgiera di giada, perline e coltelli cerimoniali.

I resti della tomba superiore sono stati distrutti dai roditori nel corso dei secoli, ma il corpo appartiene chiaramente a un altro regnante maya, forse – a giudicare dalla corporatura minuta e da un anello – anch’esso una donna.

(Wieslaw Koszkul, Nakum Archaeological Project)

Quelle rinvenute sono le prime tombe reali trovate a Nakum, che un tempo era un popoloso centro maya. L’archeologo Wieslaw Koszkul e i suoi colleghi lavorano nell’area di Nakum, detta il Triangolo Culturale, da decenni. “Pensiamo che la struttura fosse una sorta di mausoleo per una stirpe reale prolungatasi per circa 400 anni”, dice Koszkul, dell’istituto archeologico dell’Università Jagiellonian di Cracovia, in Polonia.

Gli archeologi si calano nella piramide di Nakum, detta Struttura 15 (Robert Slabonski, Nakum Archaeological Project)

L’antico edificio era stato completamente ricoperto dalla vegetazione prima dell’inizio degli scavi, avvenuto nel 2006; solo una collinetta lasciava intuire la sua presenza.

La collina e un altro cumulo vicino chiamato Struttura 14 si trovano sul lato orientale di un patio a Nakum.

“Per i Maya l’Est era molto importante, quindi è dal 2003 che pensavo che se mai ci fosse stata una tomba reale a Nakum, doveva trovarsi in questa struttura”, racconta Koszkul.

Una volta all’interno del primo livello della tomba, gli studiosi hanno notato delle crepe nel pavimento: hanno iniziato a scavare trovando la seconda tomba, più antica.

“Penso che continuando a scavare potremo trovare altre tombe, ma i nostri pozzi di sondaggio sono molto stretti”, spiega Koszkul. “Non possiamo scavare tutto”.

La testa della donna trovata nella tomba di 2.000 anni fa era coperta da un vaso (nella foto) che conteneva frammenti del suo cranio.

(Jaroslaw Zralka, Nakum Archaeological Project)

Gli studiosi non sanno spiegare esattamente perché il corpo fu sepolto con queste coppe, “ma abbiamo visto qualcosa di molto simile a Tikal”, un altro centro in Guatemala che fu una delle più potenti città maya precolombiane, dice Koszkul.

Anche il sesso del regnante li ha colti di sorpresa: “Ci aspettavamo un uomo”, dice l’archeologo. Le regine maya, spiega, sono piuttosto rare rispetto ai sovrani di sesso maschile.

I ricercatori sono certi che la persona sepolta in questa tomba era di rango elevato: non solo il corpo era accompagnato da molti oggetti preziosi, ma le offerte sulla tomba continuarono per due secoli dopo la sepoltura.

“Ci ha davvero sorpreso il fatto che, nonostante avessimo trovato dei buchi scavati dai saccheggiatori attorno alla struttura, la tomba fosse intatta”, dice Jaroslaw Zralka, direttore del progetto Nakum.

Gli archeologi scavano il livello superiore della Struttura 15 in un'immagine del 2008 (Robert Slabonski, Nakum Archaeological Project)

Il punto indicato con il numero 11 nella fotografia conteneva delle barre di calcare forse usate per la pesca, mentre il 12 conteneva piatti di cottura d’argilla e coltelli dipinti di blu, forse usati per le offerte rituali.

Nove coltelli di selce risalenti al Tardo periodo Classico (600-700 d.C.) sono stati rinvenuti nella sepoltura reale superiore. Di questi, almeno quattro erano dipinti con un pigmento blu che i Maya utilizzavano anche per dipingere le vittime dei propri sacrifici, il che fa pensare che i coltelli venissero utilizzati per queste uccisioni rituali.

(Robert Slabonski, Nakum Archaeological Project)

Tra gli oggetti depositati almeno un secolo dopo la sepoltura sulla tomba della sovrana di 1.300 anni fa vi erano tre anelli con sigillo che rappresentavano dei volti stilizzati (Robert Slabonski, Nakum Archaeological Project)

Attorno al 800-900 d.C., i Maya avevano iniziato ad abbandonare Nakum e le città circostanti, anche se gli studiosi hanno ipotesi contrastati sulla causa di questo fenomeno.

“Nakum e le sue strutture erano già state distrutte”, eppure gli abitanti rimasti depositarono sei perline, tre anelli di conchiglia e ossa non si sa se umane o animali sopra la tomba, racconta Koszkul.

“Probabilmente ricordavano che qui c’era una grande tomba importante per Nakum”, ipotizza lo studioso.

Questa gorgiera di giada era attaccata a un pettorale che circondava il petto del regnante della tomba superiore (Robert Slabonski, Nakum Archaeological Project)

I glifi sulla gorgiera rappresentano un po’ un mistero: Simon Martin della University of Pennsylvania ha tradotto il nome della persona come Ixim Chan, o “Dio-serpente del mais”. Ma il pezzo di giada contiene anche la parola “Yaxha” che è il nome di una città 17 chilometri a sud di Nakum.

“Non sappiamo come questo gioiello sia arrivato a Nakum. Forse un re di Nakum portò il pettorale da Yaxha, ma c’è anche la possibilità che Nakum governasse Yaxha”, dice Koszkul.

Lo stile dei glifi è 300 anni precedente alla tomba, il che fa ipotizzare che fosse un cimelio di famiglia, aggiunge lo studioso.

(Breitner Gonzáles, Nakum Archaeological Project)

In secondo piano in questa ricostruzione si vede la Struttura 15, la piramide delle sepolture.

In primo piano si vede un canale di scolo davanti alla Struttura 14, che potrebbe contenere un’ulteriore tomba o un tempio funerario che forse serviva da temporaneo alloggio dei corpi. Purtroppo l’interno è stato saccheggiato, e quindi la sua destinazione potrebbe rimanere per sempre sconosciuta.

Il canale poteva servire forse per drenare l’acqua piovana sia dalla Struttura 15 che dalla 14, dice Zralka, direttore del progetto. Ma poiché si tratta di una struttura molto sofisticata (i canali iniziano alla Struttura 15, poi girano attorno alla 14 prima di emergere in una “montagna d’acqua” trapezoidale) probabilmente aveva uno scopo non solo funzionale.

È possibile che l’acqua venisse accumulata in una cisterna situata fra gli edifici in vista degli spettacoli d’acqua ordinati dal sovrano, cui i cittadini potevano assistere dalla parte occidentale del patio.

“Pensiamo che questo sistema di canali servisse in spettacoli in onore del dio dell’acqua voluti dalle classi più elevate”, dice l’archeologo.

National Geographic

Antiquity

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