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Ötzi soffriva di carie

giugno 16, 2011
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Ötzi, l’uomo del Similaun vissuto 5.300 anni fa sulle alture dell’Alto Adige, soffriva di carie, denti usurati e malattie periodontali.

Presentata al 7° Congresso mondiale sugli studi delle mummie a San Diego, in California, la ricerca respinge l’ipotesi che l’Uomo venuto dal ghiaccio non soffrisse di patologie dentali.

(South Tyrol Museum of Archaeology)

“Negli ultimi venti anni, la mummia è stata esaminata a fondo sia antropologicamente sia medicalmente. Tuttavia, patologie orali non erano state trovate”, ha detto Roger Seiler, del Centro per la Medicina evolutiva presso l’Università di Zurigo.

Utilizzando le più recenti tecnologie di scansioni con tomografia computerizzata, Seiler e i colleghi Albert Zink (Istituto di ricerca EURAC), Paul Gostner e Eduard Egarter-Vigl (ospedale di Bolzano), hanno analizzato le ossa facciali della mummia, scoprendo diversi problemi ai denti.

“Anche se Ötzi non perse un singolo dente fino alla sua morte a circa 40 anni, aveva una abrasione avanzata dei suoi denti, profonde lesioni cariose e una periodontite moderata o grave”, hanno detto i ricercatori.

In particolare, nei molari della mascella superiore la perdita di osso alveolare è stata identificata come un segno della periodontite (l’infiammazione dei legamenti e delle ossa che sostengono i denti), mentre le prove di un “trauma meccanico” è stato trovato su due denti.

Secondo Seiler e colleghi, la scoperta più sorprendente è l’alta frequenza di carie.

“Queste patologie dentali sono un segno di cambiamento nella dieta neolitica”, dice Albert Zink, direttore dell’Istituto per le Mummie e l’Iceman dell’EURAC a Bolzano. Zink spera di trovare ulteriori indizi dei problemi dentali grazie alle analisi molecolari dello stomaco della mummia. “Sappiamo già che mangiava cereali, come farro o piccolo farro. I carboidrati contenuti aumentavano chiaramente il rischio di sviluppare malattie dentarie”, dice.

I ricercatori, che stanno lavorando anche sull’intera analisi del genoma di Ötzi, prevedono di effettuare il test del DNA della cavità orale della mummia. Lo scopo è quello di verificare la presenza di batteri che potrebbero aver causato i problemi dentali.

Frank Rühli, capo dello Swiss Mummy Project all’Università di Zurigo e uno degli esperti coinvolti nello studio che ha indagato per anni la mummia, dice che il lavoro è importante perché “aiuta a capire l’evoluzione delle malattie dentali, in particolare intorno alla transizione neolitica”.

Discovery

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